Premessa
Oggi accadono molte cose: a noi e intorno a noi. per lo più abbiamo la pretesa di capirle, ma in genere non le capiamo: si limitiamo semplicemente a classificarle con gli schemi mentali di cui siamo in possesso. ci fidiamo di una vaga somiglianza per metterci l’anima in pace.
Anche quando le cose continuano ad aggredirci con la loro stranezza, cominciamo magari a farci domande , ma siamo impazienti: e cerchiamo immediatamente la soluzione a portata di mano (di mente in effetti). In genere siamo sopraffatti dalle emozioni (paura, preoccupazioni) proprio perchè non emerge facilmente una idea che ci consenta di catalogare quel che sta accadendo con le nostre consuete idee. Specialmente se ‘abbiamo studiato’ pensiamo che davvero tutto sia già nella nostra mente. E ricorriamo a spiegazioni ‘facili’, che ci diano ragione, che diano ragione ,in effetti, ai nostri desideri di quiete. Ricorriamo di sicuro a cetgorie ‘etiche od ‘estetiche’ (cioè di Bene e di male, di Bello e di Brutto) che sono insediate dentro di noi da così tanto tempo che le riteniamo ‘vere’.
E allor afacilmente, come detto, si danno giudizi di valore. e senza avere davvero molte informazioni su quel che accade, riecheggiando i sussurri e le grida dei media o dei social, prendiamo decisamente posizione.
Noi siamo certaemnte sempre dalla parte della verità, della Ragione.
Ma naturalmente la realtà, ben lo sa chi pratica la scienza contemporanea in una delle sue varie fenomenologia, non è unostato di equilibrio, ma un Divenire, un coacervo di asimmetrie, di cambiamenti continui, in cui la presunzione di dire la Verità’ vale solo all’inteno di ‘luoghi’ ristretti , campi limitati, come ad esempio una scacchiera o un campo di calcio.
Oggi insomma sappiamo che la realtà delle cose è un processo continuo senza direzione preordinata, senza finalità da riconoscere e a cui ‘appendere’ fedi e decisioni.
L’unica cosa che permane è la somma delle domande: le risposte non sono che provvisorie ed efficaci soluzioni in situazioni storiche particolari che se funzionano (hanno funzionato, più o meno bene in certi contesti9 sicuramente sono inadeguati di fronte ad altri contesti, ad altri problemi.
Insomma la ‘ripetizione’ è un mezzo antropologico per costruire la ‘quiete’ ma certamente un inganno dal punto di vista delle cose che accadono.
Non farsi domande era giusto fin quando i gruppi umani erano molto piccoli e si trovavano a sopravvivere per lunghi periodi in una stessa situazione (limitata). Ma da quando è emersa, con la Modernità, la società complessa, ebbene è sempre più emersa l’evidenza del fallimento dei progetti di chiusura definitiva del senso delle cose.
sappiamo che la mente non è una mimesi della realtà ma uno strumento di elaborazione che filtra l’infinita massa di percezioni per formattarle secondo schemi specifiche dell’organismo umano ma certamente incapaci di dire la ‘verità’, se non come accennato prima alla maniera dei ‘campi’ di un gioco qualsiasi.
é vero che uno più uno fa due: ma giusto nel campo da ‘gioco’ della aritmetica: La realtà è ricca di varianti, nel senso che l’uno di cui si parla nell’equazione è sempre caratterizzato da elelenti connotetivi, da varianti che lo rendono differente dall’altro uno con cui pur lo si somma. Funziona, ma giusto nel ‘gioco’ dei numeri: ad esempio una cppia sposata nasce da una somma del genere, la sua natura è ovviamente molto più che una banale aggiunta di cifre…
In definitiva di fronte al divenire delle cose, per lo più andiamo in cerca dell’Uno che zittisca il Molteplice. facciamo ricorso al Sitema 1 di cui parla khaneman,: ma sappiamo che se vogliamo avere un approccio non banale alle cose dobbiamo, faticosamente, rifarci al Sistema 2. Dobbiamo passare all’analisi.
E per fare l’analisi l’homo sapiens ha imparato che la prima cosa da fare è non solo raccogliere i dati (secondo il processo bottom up) ma anche chiarirsi dei modelli con cui trattarli, formattarli cioè: e infine tornare ai dati per dar loro una forma non solo emotivamente forte (paura,entusiasmo ecc.) ma anche epistemologicamente giustificato.
Tanto che cominciamo a fare domande ‘modeste’, con la consapevolezza che sono tanti i possibili ‘modelli’ con cui dare forma alle cose, e che ci sono tante altre persone che procedono per strade diverse.
Ecco, forse a questo punto ci può essere chiara la cosiddetta IRONIA socratica.
Tutti noi quando sentiamo la parola Ironia pensiamo che sia qualcosa che ha a che fare con la presa in giro, magari con l’umorismo: invece semplicemente, come suggerisce l’etimologia greca, è l’atteggiamento di ‘ CHI FA DOMANDE’.
No la verità ma la domanda è la stella di riferimento per chi oggi vuole farsi ‘intellettuale’.
PROPOSTA di UN MODELLO SISTEMICO (Bertalanfy)
1
ORDINE COME CONVENZIONE
L’Ordine con cui rappresentiamo il Mondo, non è mai ‘vero’ ma sempre una costruzione, l’effetto di un’opera di formattazione. in effetti
•SE •La realtà è un ‘labirinto’
•ALLORA C’è necessità di una ‘rappresentazione semplificata’ (di un MODELLO appunto) di quelle ‘cose’ che si ‘scelgono’ come INVARIANTI per ‘interpretare’ i fatti (le VARIANTI)
[Il termine ‘modello’ è qui usato nell’accezione propria dell’antropologia culturale di Juri Lotman: non va inteso cioè nel senso banalizzato di ‘elemento da copiare’, ma di ‘rappresentazione semplificata della realtà’., ovvero di strumento per ‘ridurre’ l’intrico delle connessioni della realtà e la molteplicità delle sue trasformazioni.]
Di fatto ogni società è caratterizzata da una ‘cultura’ (quel che Lacan chiama Sistema Simbolico) che offre, agli individui che ne fanno parte, modelli del mondo, ossia schemi attraverso i quali essi tendono a cogliere la realtà come un sistema di eventi ripetitivi, che consentono di avere prevedere quel che avverrà nel futuro, attenuando l’angoscia verso il labirinto del Divenire .
In sostanza ogni gruppo sociale, nel tempo, ha ‘dato una forma’ sua alle cose in divenire: ogni gruppo pensa di dire la verità, ma ogni cultura è solo una visione parziale delle cose. Non solo: all’interno di quel gruppo (che è sempre un sistema dinamico aperto), possono emergere varie forme, vari modi di interpretare quel modello. Ad esempio la cosiddetta Modernità (un modello culturale appunto, che nasce tra Quattro e Cinquecento in Europa), viene, per così dire, ‘formattata in varie forme: Rinascimento, Barocco, Illuminismo, Positivismo ecc. per arrivare al Post Moderno e alla Globalizzazione.
Stando così le cose, ogni singolo evento (che si tratti di fatti personali, di cronaca o di storia) può essere davvero compreso solo se si punta a ricostruirne lo specifico modello culturale. Se alla Figura in primo piano si aggiunge anche lo Sfondo.
Come fare? ovviamente tante sono le strade possibili. Noi proponiamo, nei paragrafi seguenti, un esempio (Modello) possibile con cui provare a dare uno sfondo ai singoli comportamenti.
2
Il modello che segue è naturalmente figlio di una serie di modelli che le scienze degli ultimi decenni hanno elaborato per dar conto della complessità delle cose : Bertalanfy, Lotman, Pearce, Saussurre, Levi Strauss, Bateson, Girard, Mead, von Foerster, Damasio, Dennet, Sennet, Goffman ecc.
A fondamento di tutto c’è l’idea di sistema aperto dinamico, le cui proprietà sono:
– la totalità (ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema).
– la non-sommatività (un sistema non è la somma delle sue parti!l’analisi di segmenti isolati non porterebbe alla comprensione dell’intero sistema).
– la retroazione positiva e negativa (Ogni sistema aperto reagisce ai dati di ingresso e li modifica: se
retro agisce acculando nella stessa direzione – R. positiva – si perde stabilità ed equilibrio; se si procede eliminando i dati che arrivano -R.negativa -, si rafforza lo stato stazionario del sistema.
– l’equifinalità (gli stessi risultati possono avere origini diverse; le stesse cause non producono i medesimi effetti e viceversa)

Gli elementi di base sono l’ambiente e l’uomo (inteso come gruppo sociale): l’uomo è un organismo che per sopravvivere interagisce con l’ambiente, come tutti gli organismi che ricavano dall’ambiente l’energia per la propria riproduzione, cioè ripetizione.
La differenza ra gli uomini e gli altri organismi è che che l’interazione degli umani è consaevole e molto metamorfica: se un uccello si limita a modificare l’ambiente costruendo un nido, l’uomo trasforma i prai e boschi in campi ecc. ecc.
In sostanza l’uomo ha bisogni come gli organismi di qualunque tipo. La sua vittoria nell’evoluzione è data dal fatto che non solo ha i bisogni ma li ìsente’, li ‘conosce’, li ‘simbolizza’ dà loro senso: e impara cioè a percepirli come problemi da risolvere e a risolverli in modo non naturale, appunto attraverso modalità che l’antropologia da più di un secolo chiama ‘cultura’.
Lavarsi la faccia, cucinare erbe e carni, mettersi le scarpe ai piedi, dare nomi alle cose e alle persone è cultura.
ora l’uomo, apartire dal momento in cui acquista coscienza del fatto che vive, comincia a modificare il reale, ovvero a costruire Mondi, cioè interazioni con l’ambiente in cui ci siano eventi e cose e persone prevedibili: insomma a trasformare il Divenire in Essere, il Molteplice in Uno.
Come? costruendo una rete di codici simbolici che hanno progressivamente reso gli umani sempre più capaci di controllare le cose, secondo una procedura a retroazione che di base è Percezione del bisogno, percezione del problema, elaborazione di soluzione mentale, trasformazione concreta dell’ambiente.
3
SENSO DELLE COSE (BOLLE)
•BOLLA COGNITIVA : percezioni /rappresentazioni dello spazio / tempo, dell’individuo /società
•BOLLA ETICA (bene / male) : ‘falsa’, ‘storica’, ‘relativa’ => modelli di comportamento (icone,prescrizioni e divieti)
•BOLLA ESTETICA (mi piace /non mi piace ): agevolezza,disagio,inadeguatezza,’sogno’ …
•COMPORTAMENTO : automatismi (protocolli,ricette,velocità)/ scelte (percezione problemi,ponderazione,lentezza); pensiero analogico (velocità,immediato) / pensiero analitico (lentezza,astrazione)
4
Modello per società contemporanea:
BISOGNI
| solido | liquido | |
| Sussistenza / benessere | Casa lavoro | Autorealizzazione,’vittoria’ |
| Sicurezza (riconoscimento sociale) | onore, | Sciame, invidia degli altri |
| Libertà (potere) | Partecipazione alle decisioni collettive | ‘Abbandono’ alla jouissance |
| senso | Procrastinazione,labor,investimento | Adrenalina,ritmo,intensità |
5
MODELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA : CONFLITTO
| SOLIDO | LIQUIDO | |
| RELAZIONI | CALDE | COPIONI (SIMULAZIONE/DISSIMULAZIONI) : cfr. Facebook ecc |
| PROGETTO | A SCADENZA | |
| DAL CONCRETO ALL’EASTRATTO | CONCRETO (SITUAZIONI) | |
| Ideale:fair play | Ideale : game (ex.:‘nominare’ qualcuno..) |
6
Modello per società contemporanea:
soluzioni ‘culturali
| moderno | liquido | |
| episteme | utopia | distopia |
| etica | Responsabilità,cura | Irresponsabilità,efficienza (ombelicale) |
| estetica | Fiducia (nel futuro, nell’Altro) | Narcisismo, utopie minimaliste |
| Cultura | Progetto, monumenta | Performance,effimero |
7
Modello per la società contemporanea. strutture
| solido | liquido | |
| sociali | Ricerca di sicurezza nella solidarietà | Solitudine del cittadino globale (Bauman); competizione |
| economiche | Mercati nazionali;produzione industriale + terziario | Mercato glocale borsa |
| politiche | Edificazione dello Stato,Nazione, partecipazione | Cancellazione (riduzione) dello Stato Organismi sovranazionali, ‘spettacolo’ |
| Cultura | Umanistico –scientifica Argomentazione logica Storia come profondità | Industria culturale: comunicazione, infoteinment |
