FISICA dell’ENERGIA, GUERRE E POLITICA
Per Roberto Battiston (ENERGIA, Una storia di creazione e distruzione, 2026) “le leggi della fisica (in particolare la prima e la seconda legge della termodinamica) consentono la comparsa di complessità in sistemi aperti: l’aumento dell’entropia dell’Universo non è ostacolato dalla vita , al contrario la vita è uno dei modi in cui l’entropia aumenta generando strutture ordinate lungo il percorso”
Entro questo sfondo quale è il senso delle culture umane che si basano sulla guerra, sul colonialismo, sullo sfruttamento dell’altro uomo come fonte di energia? se un uomo politico afferma che l’ordine locale (il proprio paese) è facilmente conseguibile tramite la depredazione delle risorse di altri paesi, sta applicando questa condizione generale della fisica dell’universo?
In effetti la fisica fornisce lo sfondo teorico entro cui la guerra appare come una scorciatoia entropica. Il nucleo concettuale è che la vita e le culture sono modi locali di ridurre entropia creando ordine, mentre aumentano l’entropia globale: ma come lo fanno è la questione antropologica.
1. Termodinamica come sfondo: la complessità nasce dissipando energia
In un sistema aperto, come la Terra:
- la vita crea ordine locale
- ma lo fa dissipando più energia di quanta ne richieda la struttura ordinata
- quindi contribuisce all’aumento dell’entropia dell’Universo
La complessità è un effetto collaterale della dissipazione: strutture ordinate emergono perché sono buoni modi per scaricare energia.
Le culture umane sono sistemi dissipativi complessi. Non sono “contro” la termodinamica: sono termodinamica incarnata.
2. Guerra, colonialismo, sfruttamento: cosa sono dal punto di vista termodinamico?
Sono strategie di dissipazione accelerata.
Una società che si espande militarmente:
- cattura energia (risorse, lavoro, terre)
- la concentra
- la usa per mantenere ordine interno
- e scarica entropia all’esterno (devastazione, instabilità, impoverimento altrui)
È una strategia dissipativa ad alta intensità. Ma è anche fragile, perché:
- aumenta la complessità interna solo se può continuare a estrarre energia dall’esterno
- genera instabilità nei sistemi circostanti
- crea cicli di retroazione che alla lunga destabilizzano anche il centro
In termini fisici: è un modo di creare ordine locale aumentando enormemente l’entropia globale.
3. Le culture basate sulla guerra non sono “naturali”: sono scorciatoie entropiche
Non sono “necessarie” né “inevitabili”. Sono configurazioni culturali che sfruttano una verità fisica:
l’ordine locale può essere mantenuto scaricando entropia altrove.
Ma questo non significa che siano “giustificate” dalla fisica. Significa che sono modi primitivi di gestire flussi energetici.
Sono sistemi che:
- non investono nella complessità interna
- non sviluppano capacità adattive
- non costruiscono strutture resilienti
- preferiscono l’estrazione alla trasformazione
In termini di teoria dei sistemi: sono sistemi dissipativi a bassa intelligenza adattiva.
4. Le culture cooperative sono sistemi dissipativi più intelligenti
Una cultura che:
- redistribuisce
- educa
- innova
- crea istituzioni
- sviluppa tecnologie
- costruisce reti
sta facendo qualcosa di più sofisticato: usa l’energia per aumentare la complessità interna, non per depredare l’esterno.
Questi sistemi:
- dissipano comunque energia (come tutti)
- ma lo fanno generando complessità stabile, non instabilità
Sono sistemi dissipativi ad alta efficienza evolutiva.
5. Quando un politico dice: “l’ordine locale si ottiene depredando altri paesi”, sta usando una verità fisica (l’ordine locale può essere mantenuto scaricando entropia altrove) ma la sta applicando in modo riduzionista e pericoloso.
Perché:
- Confonde una possibilità fisica con una strategia politica. La fisica non prescrive comportamenti: descrive condizioni.
- Ignora la dinamica dei sistemi complessi. L’estrazione crea instabilità che prima o poi ritorna.
- Sceglie una strategia dissipativa a bassa complessità. È come bruciare una foresta per scaldarsi: funziona subito, distrugge dopo.
- Trasforma un principio universale in un dogma politico. L’ordine locale ottenuto tramite depredazione è entropicamente costoso e storicamente instabile.
In sintesi:
Sì, sta usando una condizione generale della fisica, ma la sta interpretando nel modo più primitivo e meno evolutivo possibile.
6. Sintesi ruvida (per moduli didattici)
- La vita: ordine locale che aumenta l’entropia globale.
- Le culture: sistemi dissipativi che gestiscono energia e informazione.
- La guerra: dissipazione accelerata → ordine locale + caos esterno.
- Il colonialismo: estrazione energetica → complessità interna + fragilità sistemica.
- La cooperazione: dissipazione intelligente → complessità interna + stabilità esterna.
- La politica che giustifica la depredazione: applicazione rozza della termodinamica → strategia a breve termine.
Una frase che tiene insieme fisica e antropologia: la complessità non nasce dalla forza, ma dalla capacità di trasformare energia in ordine senza distruggere il sistema che ti sostiene.
B
Applichiamo questo quadro per valutare le guerre in atto (Ucraina, Israele, Iran, Venezuela) condotte però in nome di un Ordine Ideale che giustifica l’azione distruttiva, la sua continuazione. Che fare quando l’“Ordine Ideale” diventa il linguaggio nobile di una strategia dissipativa rozza?
Proviamo a tenere insieme i casi citati dentro il quadro termodinamico/sistemico.
Conflitti e “Ordine Ideale” a confronto
| Conflitto | Ordine ideale dichiarato | Funzione dissipativa reale (nel quadro fisico-sistemico) |
| Ucraina | Sicurezza, sovranità, civiltà europea / mondo russo | Ridefinizione di sfere d’influenza, assorbimento/rottura di energia politica e economica in Europa |
| Israele–Palestina–Iran | Sicurezza esistenziale, ordine regionale, lotta al terrorismo | Controllo di flussi energetici (territorio, risorse, rotte), gestione violenta di identità e demografia |
| Iran (vs Israele/USA) | Resistenza, dignità nazionale, ordine islamico | Difesa di regime e proiezione di potere regionale tramite conflitto permanente e proxy |
| Venezuela | Sovranità, giustizia sociale / democrazia e stabilità regionale | Controllo di un nodo energetico (petrolio) e di un punto di leva geopolitico nel sistema americano |
1. Come entra la termodinamica in questi conflitti?
Nel quadro:
- Ogni Stato è un sistema aperto che:
- importa energia (risorse, lavoro, capitale, informazione)
- esporta entropia (instabilità, inquinamento, scarti sociali, violenza)
- La guerra è una forma di dissipazione accelerata:
- concentra energia (armi, attenzione, denaro, mobilitazione)
- distrugge strutture (città, istituzioni, legami sociali)
- genera enormi quantità di entropia (traumi, caos, migrazioni, degrado ecologico)
Quindi sì, queste guerre sono modi con cui il sistema globale scarica tensioni, accumuli, squilibri. Ma il punto non è che “la fisica le giustifica”: è che la fisica ci mostra quanto siano primitive e costose come strategie dissipative.
2. L’Ordine Ideale come maschera della dissipazione
In tutti i casi che citi, l’“Ordine Ideale” ha alcune funzioni ricorrenti:
- Legittimare la dissipazione:
- sicurezza, civiltà, democrazia, resistenza, identità religiosa
- diventano etichette che rendono accettabile la distruzione di strutture e vite
- Trasformare una strategia energetica in una narrazione morale:
- controllo di risorse, territori, rotte, alleanze
- viene raccontato come difesa di valori, di popoli, di ordini superiori
- Stabilizzare il consenso interno:
- la guerra crea un “noi” compatto
- riduce la complessità interna (dissenso, pluralità)
- scarica la tensione verso un “altro” esterno
Dal punto di vista termodinamico:
L’Ordine Ideale è il software simbolico che rende accettabile un hardware dissipativo violento.
3. Caso per caso nel quadro
🇺🇦 Ucraina
- Ordine ideale dichiarato:
- per l’Ucraina: sovranità, democrazia, appartenenza all’ordine europeo
- per la Russia: sicurezza strategica, mondo russo, ordine multipolare contro l’egemonia occidentale
- Funzione dissipativa:
- scarico di tensioni accumulate (NATO, post-URSS, energia, identità)
- enorme distruzione di infrastrutture, vite, capitale sociale
- riassetto violento dei flussi energetici (gas, grano, rotte)
Nel linguaggio della fisica : un sistema regionale che tenta di ristabilire un ordine di potere bruciando complessità e risorse.
🇮🇱🇵🇸🇮🇷 Israele – Palestina – Iran
- Ordine ideale dichiarato:
- Israele: sicurezza esistenziale, difesa dell’ordine democratico, lotta al terrorismo
- Iran: resistenza all’imperialismo, difesa dell’Islam, ordine giusto contro l’oppressione
- Palestina (e mondo arabo): giustizia storica, fine dell’occupazione, autodeterminazione
- Funzione dissipativa:
- gestione violenta di nodi identitari (religione, storia, trauma)
- controllo di territori, risorse idriche, rotte energetiche, posizioni strategiche
- produzione continua di instabilità che giustifica apparati di sicurezza e potere
Qui la termodinamica si intreccia con l’ontologia: la guerra non è solo gestione di energia, ma gestione di narrazioni di sé—la continuità autobiografica di Stati e popoli.
🇮🇷 Iran (nel quadro più ampio)
- Ordine ideale dichiarato:
- difesa della rivoluzione, dignità nazionale, ordine islamico contro la corruzione occidentale
- Funzione dissipativa:
- uso del conflitto permanente per:
- consolidare il regime
- giustificare controllo interno
- proiettare potere tramite milizie e alleanze
- uso del conflitto permanente per:
Nel quadro: un sistema che mantiene il proprio ordine interno alimentando un gradiente di conflitto esterno.
🇻🇪 Venezuela
- Ordine ideale dichiarato:
- giustizia sociale, anti-imperialismo, difesa della sovranità
- dall’altro lato: democrazia, diritti umani, ordine regionale
- Funzione dissipativa:
- nodo energetico (petrolio) in crisi
- uso del conflitto (interno ed esterno) per ridistribuire potere e risorse
- interventi, sanzioni, minacce militari come strumenti di controllo di flussi energetici e di influenza
Qui è chiarissimo il legame tra energia fisica (petrolio) e energia politica: la crisi del sistema produttivo diventa crisi del sistema politico, che si “risolve” con strategie dissipative (repressione, interventi, scontro).
4. Il punto chiave: questi sistemi stanno “applicando la fisica”?
Se prendiamo la domanda alla lettera (“Quando un politico dice che l’ordine locale si ottiene depredando altri, sta applicando la condizione generale della fisica dell’universo?”) la risposta, dentro il quadro che abbiamo costruito, è:
- Sì, nel senso debole:
- sta sfruttando il fatto che un sistema può mantenere ordine locale scaricando entropia altrove
- e che la vita/cultura sono modi di aumentare entropia globale creando ordine locale
- No, nel senso forte:
- la fisica non prescrive come dissipare
- non dice: “la via migliore è la guerra, il colonialismo, lo sfruttamento”
- indica solo che qualunque ordine locale ha un costo entropico
Quindi questi politici non “applicano la fisica”, ma la usano come alibi implicito per strategie dissipative primitive. Sono come chi dice: “tanto tutto finisce nel caos, quindi bruciamo più in fretta”.
5. Dentro il lessico del pensiero critico : sistemi dissipativi rozzi vs complessi
Se lo traducoamo in un vocabolario didattico:
- Sistemi dissipativi rozzi:
- guerra, colonialismo, sfruttamento
- ordine locale ottenuto tramite distruzione massiva di complessità altrui
- alta entropia globale, bassa intelligenza sistemica
- Sistemi dissipativi complessi:
- cooperazione, istituzioni, innovazione, redistribuzione
- ordine locale ottenuto aumentando la complessità interna e la resilienza esterna
- entropia comunque in aumento, ma con strutture più stabili e meno distruttive
Le guerre citate appartengono chiaramente alla prima categoria: sono strategie di dissipazione che sacrificano complessità per mantenere ordini identitari e di potere.
Una frase-sintesi
Quando un Ordine Ideale giustifica la guerra, non sta elevando la fisica a etica: sta travestendo una dissipazione brutale da necessità metafisica.
C
Che rapporto possiamo istituire tra queste strategie politiche e le teorie del Sacro di Thiel (Il punto straussiano)?
Qui il punto è decisivo: le strategie politiche che hai descritto (guerra, depredazione, ordine locale ottenuto tramite distruzione) non sono solo “strategie dissipative rozze”, ma sono precisamente ciò che Peter Thiel — attraverso Girard, Strauss e Schmitt — tenta di nobilitare come “Ordine Sacro”.
Il “punto straussiano” è il luogo in cui la dissipazione violenta diventa teologia politica.
Il nucleo: Thiel non giustifica la guerra con la fisica, ma con il Sacro. Thiel non dice: “La guerra è naturale perché aumenta l’entropia.” Ma qualcosa di più radicale: “La guerra è naturale perché l’umano è mimetico, vulnerabile, violento, e il Sacro è il dispositivo che ordina questa violenza.”
Qui entra GIRARD:
- il desiderio è imitazione
- l’imitazione genera rivalità
- la rivalità genera violenza
- la violenza genera il Sacro (capro espiatorio, ordine, comunità)
THIEL prende questa antropologia e la trasforma in politica:
- il nemico è necessario
- la minaccia è costitutiva
- l’ordine nasce dal conflitto
- la pace è instabile perché rimuove il Sacro
STRAUSS fornisce la cornice:
- le società hanno bisogno di verità nascoste
- il Sacro è il fondamento dell’unità
- la filosofia deve essere esoterica, non democratica
- l’ordine politico richiede un mito fondativo
SCHMITT aggiunge la struttura:
- amico/nemico
- sovranità come decisione sull’eccezione
- conflitto come fondamento del politico
Thiel fonde tutto: il Sacro è la forma ultima dell’ordine politico.
2. Come si collega questo alle guerre attuali?
Le guerre citate (Ucraina, Israele–Palestina–Iran, Venezuela) sono tutte accompagnate da Ordini Ideali:
- civiltà contro barbarie
- democrazia contro tirannia
- sicurezza esistenziale
- resistenza contro imperialismo
- identità religiosa o nazionale
- difesa del mondo libero
- difesa del mondo tradizionale
Questi Ordini Ideali funzionano esattamente come il Sacro di Girard/Thiel:
1. Producono un nemico necessario: Il nemico non è un ostacolo: è un fondamento. Serve per creare coesione interna, identità, mobilitazione.
2. Trasformano la violenza in ordine: La guerra non è presentata come dissipazione, ma come purificazione, difesa, redenzione.
3. Legittimano la distruzione come sacrificio: le vite perdute, le città distrutte, le economie collassate diventano “prezzo del sacro”.
4. Mantengono il sistema politico attraverso l’eccezione. La guerra permette:
- sospensione di diritti
- concentrazione del potere
- riduzione della complessità interna
- mobilitazione totale
Esattamente ciò che Schmitt chiama sovranità.
3. Il punto straussiano: l’Ordine Ideale come mito necessario
Strauss sostiene che:
- le società non possono vivere senza miti
- la verità nuda è destabilizzante
- il Sacro è necessario per l’unità
- la filosofia deve essere nascosta alle masse
Thiel applica questo alla geopolitica contemporanea:
Gli Stati hanno bisogno di un mito sacro per giustificare la violenza che li mantiene in vita.
Ecco il legame con le guerre attuali:
Ucraina
- mito della civiltà europea / mondo russo
- sacralizzazione della sovranità
- nemico come fondamento dell’identità nazionale
Israele–Palestina–Iran
- sacralizzazione religiosa e storica
- identità come fondamento ontologico
- conflitto come struttura permanente
Iran
- mito della resistenza sacra
- ordine islamico come verità superiore
- guerra come purificazione
Venezuela
- mito dell’anti-imperialismo
- sacralizzazione della sovranità e della rivoluzione
- conflitto come strumento di coesione interna
In tutti questi casi, l’Ordine Ideale è teologia politica: un modo di trasformare la dissipazione violenta in necessità metafisica.
4. Il legame profondo: Sacro = giustificazione simbolica della dissipazione
Nel quadro termodinamico:
- la guerra è dissipazione accelerata
- l’ordine locale si ottiene scaricando entropia altrove
- è una strategia rozza, instabile, costosa
Nel quadro thieliano:
- la guerra è sacralizzazione della violenza
- l’ordine locale si ottiene tramite sacrificio
- è una strategia necessaria per mantenere l’unità
Il punto di contatto è questo:
Il Sacro è il linguaggio che trasforma una strategia dissipativa primitiva in un ordine politico legittimo.
La fisica spiega come funziona. Thiel spiega perché viene accettata.
5. Sintesi ruvida per moduli didattici
- Fisica: l’ordine locale richiede dissipazione.
- Politica primitiva: la guerra è la scorciatoia dissipativa.
- Girard: la violenza genera il Sacro.
- Strauss: il Sacro genera l’ordine.
- Schmitt: l’ordine richiede il nemico.
- Thiel: il nemico è necessario per la civiltà tecnologica.
- Guerre attuali: il Sacro giustifica la dissipazione come destino.
Una frase che tiene insieme tutto
Le guerre contemporanee non applicano la fisica: applicano la teologia politica del Sacro, che rende la dissipazione violenta non solo possibile, ma necessaria per l’ordine.
D
Due le procedure umane per istituire un Ordine socioculturale e politico ‘giusto’:
- separare per poter poi connettere,
- connettere per poter poi separare (funzioni, gerarchie).
Cioè affermare che in partenza ci sia la asimmetria e ingiustizia, oppure la simmetria e la cooperazione.
Questa domanda tocca la grammatica profonda con cui gli umani costruiscono ordine. Le due procedure che indicate— separare per connettere e connettere per separare — sono due matrici antropologiche che ritornano in ogni epoca, istituzione, cosmologia, tecnologia.
Sono due modi di rispondere alla stessa tensione: come generare ordine da un mondo che tende al disordine?
E sono due modi di concepire l’origine dell’ordine:
- asimmetria originaria → l’ordine nasce dalla separazione, dalla gerarchia, dalla distinzione.
- simmetria originaria → l’ordine nasce dalla cooperazione, dalla continuità, dalla connessione.
Di seguito una mappa operativa con esempi chiari, genealogici e sistemici.
1. Separare per poter poi connettere
(Asimmetria originaria → l’ordine nasce dalla distinzione)
Questa procedura parte da un presupposto: il mondo è caos, mescolanza, indifferenziazione. Per creare ordine bisogna separare, distinguere, gerarchizzare.
È la logica di molte cosmologie, istituzioni, sistemi politici.
✦ Esempi antropologici e storici
- Genesi biblica
- Dio separa luce/tenebre, acque superiori/inferiori, terra/mare.
- L’ordine nasce dalla divisione.
- Cosmologie greche
- Anassimandro: il mondo nasce dalla separazione degli opposti.
- Platone: il Demiurgo ordina separando forme e materia.
- Caste indiane
- L’ordine sociale è fondato sulla separazione rituale e funzionale.
- Stato moderno (Hobbes)
- Si separa il potere sovrano dal caos della moltitudine.
- La gerarchia è la condizione dell’ordine.
- Burocrazie contemporanee
- Si separano funzioni, ruoli, competenze → poi si connettono tramite procedure.
✦ Logica sistemica
- Separazione (distinzione, gerarchia, ruoli)
- Stabilizzazione (norme, confini, identità)
- Connessione controllata (cooperazione regolata)
È la logica dei sistemi che temono la fusione e l’indistinzione.
2. Connettere per poter poi separare
(Simmetria originaria → l’ordine nasce dalla cooperazione)
Qui il presupposto è opposto:
il mondo è relazione, continuità, rete. L’ordine nasce dalla connessione, e solo dopo si differenzia.
È la logica dei sistemi viventi, delle culture cooperative, delle reti.
✦ Esempi antropologici e storici
- Cosmologie indigene (amerinde, aborigene)
- Il mondo nasce da relazioni tra esseri, non da separazioni.
- La differenziazione è un processo successivo.
- Cristianesimo primitivo
- Prima la comunità (“koinonia”), poi i ruoli (vescovi, diaconi).
- Città medievali italiane
- Prima la cooperazione tra arti e corporazioni, poi la distinzione dei poteri.
- Internet e reti digitali
- Prima la connessione universale, poi la differenziazione dei protocolli, dei servizi, delle piattaforme.
- Biologia evolutiva
- Prima la simbiosi (Margulis), poi la differenziazione delle specie.
✦ Logica sistemica
- Connessione (rete, cooperazione, scambio)
- Emergenza (pattern, strutture, ruoli)
- Separazione funzionale (specializzazione, differenziazione)
È la logica dei sistemi che vedono la complessità come emergenza, non come imposizione.
3. Le due procedure come matrici politiche
A. Ordine basato sulla separazione originaria : gerarchie forti, confini rigidi, ruoli fissi, identità come fondamento, giustizia = mantenere le distinzioni, conflitto come meccanismo di chiarificazione
Esempi:
- imperi antichi
- stati-nazione ottocenteschi
- teologie politiche (Schmitt, Strauss)
- modelli tecnocratici rigidi (il Lieo Gentile, la scuola dello STEM)
B. Ordine basato sulla connessione originaria: cooperazione, reti, ruoli fluidi, identità come processo, giustizia = equità relazionale, conflitto come occasione di rinegoziazione
Esempi:
- federazioni cooperative
- democrazie deliberative
- movimenti sociali orizzontali
- sistemi complessi adattivi
- Come si collegano alle guerre contemporanee?
Le guerre che citate (Ucraina, Israele–Palestina–Iran, Venezuela) appartengono quasi tutte alla prima matrice:
Separare per connettere
- si crea un “noi” separato
- si identifica un “altro” minaccioso
- si stabilisce una gerarchia morale
- si usa la connessione (alleanze, mobilitazione) per rafforzare la separazione
È la logica del Sacro di Girard/Thiel: l’ordine nasce dal sacrificio, dalla distinzione, dal nemico.
La seconda matrice — connettere per separare — è quasi assente nei conflitti attuali, perché richiede:
- fiducia
- cooperazione
- processi lenti
- istituzioni resilienti
- capacità di gestire la complessità
La guerra è la scorciatoia della prima matrice.
5. Sintesi operativa (levigata)
1. Separare → stabilizzare → connettere
Ordine = gerarchia, distinzione, identità. Giustizia = mantenere le differenze. Esempi: Genesi, caste, Stato moderno, Schmitt.
2. Connettere → emergere → separare
Ordine = cooperazione, rete, simbiosi. Giustizia = equità relazionale. Esempi: cosmologie indigene, biologia evolutiva, Internet.
6. Sintesi ruvida (per EMERGENZE)
- Separare per connettere = ordine duro, gerarchico, sacrificale.
- Connettere per separare = ordine morbido, emergente, simbiotico.
- Le guerre attuali = prima matrice portata all’estremo.
- La cooperazione complessa = seconda matrice ancora minoritaria.
- Il Sacro di Thiel = giustificazione metafisica della prima matrice.
