Arte. Cosa,Come,Perché

LETTERATURA

Cosa

1

Epos (la storia come ripetizione) Eroe (Ettore, la virtù come esecuzione perfetta di modelli dati )

2

Romanzo (la storia come progressione dialettica) . Formazione dell’Eroe (Wilhelm Meister, la virtù come compito di mettere in forma la propria ‘differenza’ autentica)

3

Fiction (la storia come invenzione. I nostri antenati, Il nome della rosa; Il Signore degli Anelli). Il Soggettp’ come Copione (Zeno, Q; Superman; D.F.Wallace)

Da dove

1

Ispirazione

Cantami, o diva

2

Pathos

Sempre caro mi fu quest’ermo colle

3

Ironia

La storia non si snoda / come una catena / di anelli ininterrotta/  In ogni caso/molti anelli non tengono

Come si fa

1

Chi adunque vorrà esser bon discipulo, oltre al far le cose bene, sempre ha da metter ogni diligenzia per assimigliarsi al maestro e, se possibil fosse, transformarsi in lui. (Il Cortegiano, Baldesar Castiglione)

2

Imitazione (Baldesar Castiglione)

Sperimentazione (Teofilo Folengo, Rabelais, Tesauro: Il canocchiale aristotelico))

M

Schlegel: inscindibilità di poesia e critica, arte e discorso sull’arte, letteratura e teoria, storia e  letteratura.

Manzoni → Manoscritto ritrovato, Introduzione

Manifesti delle Avanguardie  

3

Amai trite parole che non uno usava

Oulipo. Queneau. Calvino. Eco

Dom de Lillo  C’era un uomo appoggiato alla parete nord, appena visibile. Le persone entravano a coppie o in tre, stavano lì al buio, guardavano lo schermo e se ne andavano. A volte quasi non varcavano la soglia, alla spicciolata arrivavano gruppi più numerosi, turisti imbambolati, guardavano, spostavano il peso da una gamba all’altra e poi se ne andavano.(Punto Omega)

Poetry slam

Scopo

1

Poi che con voti e scongiuri cosí le progenie dei morti
ebbi pregate, presi le vittime, e sopra la fossa
tagliai le gole ad esse. Scorrea negro e tumido il sangue.
E l’anime dei morti su corser da l’Èrebo in fretta (Odissea XI)

IL PORTO SEPOLTO

Vi arriva il poeta/

e poi torna alla luce con i suoi canti/

 e li disperde

Di questa poesia/

mi resta/

 quel nulla/

d’inesauribile segreto

2

E tu, onore di pianti, Ettore, avrai,
Ove fia santo e lagrimato il sangue
Per la patria versato, e finchè il Sole
Risplenderà su le sciagure umane.   (Foscolo, Dei Sepolcri)

La forza è la prima legge della natura, indistruttibile, inabolibile. La disciplina è la superior virtù dell’uomo libero….Lo Stato non deve essere se non un istituto perfettamente adatto a favorire la graduale elevazione d’una classe privilegiata verso un’ideal forma d’esistenza… andrete dunque formando una oligarchia nuova, e riuscirete in pochi, o prima o poi, a riprendere le redini per  domare le moltitudini a vostro profitto. Non vi sarà troppo difficile ,in vero, ridurre il gregge all’obbedienza. Le plebi restano sempre schiave, avendo un nativo bisogno di tendere i polsi ai vincoli. (d’Annunzio, Le vergini delle rocce)

3

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato  (Montale)

Un romanzo è una macchina per costruire interpretazioni (Eco, Postille a Il nome della rosa)

MUSICA

1

 Armonia

BACH

2

Melodia

Verdi / Canzone 

3

Ritmo

Jazz : swing rock ecc.

Cosa si comunica?

1

Labirinto. L’ordine inconoscibile  del ‘sacro’

giotto

Druidi                                        

Camuni

2

Ordine dell’ homo faber :

  •  vita contemplativa (dalla Mente)

 Raffaello La Scuola di Atene la ‘cultura’ come accumulazione progressiva di ‘verità’ laiche

 Ordine dell’homo faber :

  •  vita attiva (dalla Storia). Ordine (storico,efficiente) da tecniche di Selezione e Combinazione (arti Meccaniche!!)

Villa e giardino rinascimentale come attualizzazione dell’armonia ideale 

La città ideale : la Politica come strumento di Ordine per la comunità

Rembrandt La ronda di notte (ordine sociale)          Delacroix La libertà che guida il Popolo (la storia come progresso)

Velasquez   Ritratto di Innocenzo X . Ordine dell’homo faber : Il successo (esistenza individuale come compito)

3

Burri Cretto. ( L’asimmetria del Non Tutto / Non Visibile)

Kiefer I sette Palazzi Celesti . l’entropia della / nella Storia

Gottlieb  Above . Passaggio dal visibile (superficie, risultato) all’invisibile (profondo,motore) : “a balance for the eye and intrigue for the mind” 

Come lo si fa ?

1

A

Segesta. Ri – produzione della simmetria (invisibile) del/nel  Sacro

Cornice tonda= corona, aureola, sacralità[1]

2

Mantegna/ Leonardo: costruire / ri – costruire l’ Ordine dell’Invisibile (trascendente, Tutto) nel Visibile (Immanente)

Caravaggio. Tecniche  nuove per rappresentare il Mondo Aperto(Non Tutto)

Velasquez Las Meninas.  Consapevolezza della meta rappresentazione (incorniciamento)  

Foucault Le parole e le cose

“Vi è forse in questo quadro di Velazquez

  • una sorta di rappresentazione della rappresentazione classica e
  • la definizione dello spazio che essa apre.

Essa tende infatti a rappresentare se stessa in tutti i suoi elementi, con le sue immagini, gli sguardi cui si offre, i volti che rende visibili, i gesti che la fanno nascere. Ma là, nella dispersione da essa raccolta e al tempo stesso dispiegata, un vuoto essenziale è imperiosamente indicato da ogni parte : la sparizione necessaria di ciò che la istituisce – di colui cui essa somiglia e di colui ai cui occhi essa non è che somiglianza. Lo stesso soggetto – che è il medesimo – è stato eliso.

 E sciolta infine da questo rapporto che la vincolava, la rappresentazione può offrirsi come pura rappresentazione [Foucault 1978, p.30]

F. opera dunque una lettura della concezione moderna della rappresentazione, intesa sia come rappresentazione segnica in generale che come rappresentazione pittorica, fondata sulle due categorie di trasparenza e opacità, transitività e riflessività. In quest’ottica, la cornice del quadro svolgerebbe una funzione importante in una rappresentazione pittorica che rappresenta il proprio oggetto presentandosi come rappresentante, e dunque esibendo il proprio dispositivo, che include il gesto intenzionale con cui all’immagine viene assegnato un luogo e dei confini ben precisi

3

l concetto di cornice-figura nasce dall’osservazione di Arnheim secondo il quale in una serie di opere (l’esempio che egli pone è quello delle ballerine di Degas) la cornice delimita uno spazio, quello pittorico, da considerarsi infinito, sia in profondità che lateralmente. Infinito lo pensa l’artista e lo percepisce il riguardante. Qual è l’indizio che ci permette di cogliere questo aspetto, per nulla scontato, dell’opera? È il fatto che “la cornice venne a interrompere corpi umani e oggetti molto più ostentatamente che in passato, in maniera da sottolineare il carattere accidentale del confine e, appunto perciò, la funzione di ‘figura’ della cornice” (Arnheim, cit., p. 201)[2]

3

  1. Confutazione
  • Nel Novecento sono molte le opere che recano cornici dipinte, non con elementi decorativi autonomi al tema o alla struttura del quadro – come accadeva nel XVI secolo, in arte emiliana, marchigiana o siciliana (si trattava comunque sempre di eccezioni rispetto alla cornice a cassetta tradizionale) – ma proseguendo il quadro come se la raffigurazione sbordasse fino a ricoprire i propri limiti fisici.
  •  
  • Alberto Savivio, Annunciazione
  • Malevic Quadrato nero  (focus sulla procedura della costruzione dello spazio pittorico)
  • Magritte
  • Duchamp. Il detournement (focus su Figura Sfondo)
  • proposizione
  • Pollock il  Dripping : Azione del Corpo con / su Feticcio
  • Installazione (J.Kristeva) azione senza feticcio (senza cornice)

“C’est un spectacle, mais sans la scène;

 un jeu, mais aussi une entreprise quotidienne;

un signifiant, mais aussi un signifié……….

La scène du carnaval, où il n’y a pas de scène, pas de “théatre”, est à la fois scène et vie,

jeu et rêve, discours et spectacle

es. Marina Abramovic  performance art  (azione guidata dalla mente in ‘situazione’) / Bansky

Perché lo si fa?

1

AGEVOLEZZA (QUIETE)

Per dare Sicurezza al fruitore, offrendo la conoscenza diretta di Verità Trascendenti(cioè dell’esistenza di un Ordine Superiore  – Sacro, Verità-  quale garanzia di ‘simmetria’ rispetto al disordine percepito nell’Immanente , quale fonte di ‘regole’ da eseguire)

VATICINIO

MAGIA

EXSTASIS

2

AGEVOLEZZA (come effetto di QUEST)

Per dare Sicurezza al fruitore offrendo Certezze che sorgono dalla  la scoperta dell’Ordine (nascosto) dell’Immanente (regole da ‘costruire)

SPERIMENTAZIONE

SCIENZA

QUEST

3

SPOSTAMENTO

Per creare choc, ovvero favorire una Retroazione di Confutazione  rispetto alle precedenti pratiche  di Fiducia e Quiete.

Per far crescere la conoscenza del Non Tutto altrimenti nascosto dai precedenti sistemi di Ordine


[1] La cornice “del o nel quadro” è stato un argomento che ha suggerito ormai un’antologia di scritti di cui i principali capitoli sono quelli di Georg Simmel (1997 [1902]), di José Ortega y Gasset (1997 [1922]) e di Louis Marin (1993)[2]. Certamente la cornice di un quadro è una parte e un tutto, relativamente e contemporaneamente (Simmel) dove la pittura è evocata quasi da “un fondo”, oppure è come un’isola, l’“isola dell’arte” che emerge e sale da un vuoto (Ortega y Gasset) oppure un ri-quadro che diventa un “indicatore” del quadro stesso, soprattutto con il ritratto dell’artista (Poussin, Autoritratto, Louvre) un quadro del quadro con la sua esatta e puntuale attaccaglia (accrochage) (Marin). Ma una cornice che agisce verso l’interno (Simmel) o verso l’esterno (Ortega y Gasset) è stata già percorsa da Baudelaire in Le cadre, come un isolamento “stranito ed estasiato”[3], come effettivamente sono le cornici barocchette dei quadri di Turner.

[2] Sarà la perspectiva artificialis o artistica a segnare la fine della nobile cornice rotondo-quadrata che divinizza il volto e lo fa diventare santo. La cornice si materializza nella gabbia virtuale della prospettiva, guadagnando anche il ritratto sempre più collocato in uno spazio più o meno profondo. E l’immagine solare, fin troppo sfruttata di antropocrazia, diventa man mano il dominio della natura sull’uomo, e si presenta già in crisi nel quadrato e nel cerchio dell’uomo-Leonardo, lui stesso piuttosto scettico sulla prospettiva artificiale, ormai superata dalla sua “prospettiva dei perdimenti”. Una attuale interpretazione attribuisce l’immagine dell’uomo vitruviano a un ritratto dello stesso Leonardo in età matura, senza barba com’era realmente, invece del tardivo ritratto senile di un Leonardo-filosofo, al quale lo costrinse un nefasto cambiamento di umore (e di salute).
La cornice da rotonda a quadrata accompagna come un’architettura i criteri della rappresentazione occidentale in cui effettivamente l’icona dichiara un passaggio dal sacro-tondo al profano-quadrato, ma dove il culto delle immagini si fa discorso per essere riportato dall’alto verso il basso, ma forse più in alto (e in largo). La cornice resta come l’architettura della pittura ampliandosi in vari generi successivi come nel quadraturismo, nel vedutismo e rovinismo.

In forma conclusiva, è interessante verificare come l’interesse storico-critico e filologico circa il nimbo quadrato e la cornice si sviluppi tra il primo e il secondo decennio del Novecento, contemporaneamente alle incursioni delle avanguardie artistiche. Futurismo, cubismo, Suprematismo e arte astratta infrangono l’iconografia del quadro tradizionale ma non la cornice che resta ora la linea di un taglio ora un territorio di occupazione, quasi un’invasione verso l’esterno o verso l’interno, quando ormai per la fotografia e il cinema l’inquadratura non è altro che un teorema da risolvere con l’occhio della camera fotografica o della macchina da presa. Le singole immagini e i ritratti di donne o uomini “fatali” hanno bisogno di un passe-partout che li re-inquadri oppure di uno schermo (frame) che li porti, il che diventa il loro modo di essere e di significare, il loro effetto-soggetto.

Pubblicato da bruno nasuti

rompe e riempe scatole semio antropo reuro sistemo filo eccetero logico filo filo filo

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora