COSA/COME
Competenze, Procedure.
Contenuti, Forme.
Problema antico, vissuto quasi sempre in forma digitale: o A o B.
Naturalmente sono elementi connessi necessariamente, come i due lati del nastro di Moebious.
L’ideologia dominante non dichiarata afferma la ‘naturalità’ di contenuti e procedure, per cui si tratta solo di ‘eseguire’, come in un qualunque gioco da tavolo, per cui stabilite le regole prima di cominciare si tratta ,una volta iniziato il game, solo di stare alle regole, di dimostrarsi più bravi degli altri nell’applicare le regole, le stesse regole. Per cui, nella solita razionalizzazione gerarchica da struttura definita in modo ‘vero’ (sacro), si può solo ‘specializzare’ le azioni (“competenze”)dei singoli nelle ‘cose’ da fare e riservare (in segreti affranti, come istituti speciali,camere di decisioni, ‘poteri forti’) i ‘segreti invisibili’ del ‘come’ (“procedure”) ai pochi eletti che prendano decisioni per tutti.
Pensiero lineare (competenze) o pensiero non lineare (procedure cognitive) , quindi?
Quali siano le procedure, in effetti, oggi è facile da svelare: basta ‘studiare’, basta avventurarsi nei terreni ‘specializzati’ delle neuroscienze, del cognitivismo evoluzionistico, della semiotica, dell’antropologia, della teoria dei sistemi, dell’emergenza ecc. ecc.
Proviamo allora, dopo qualche lettura, a proporre un ‘modello’. per il momento ci limitiamo a indicare i concetti chiave: in seguito per ognuna delle parti sotto indicate,proveremo a descrivere in modo teorico e pratico come funziona il modello.
PROCEDURA BASE[1]
A
Premessa
1 Ridurre il Campo di osservazione (dal Non Finito al Finito)
2 Modellizzare (riconoscere il Codice specifico del Campo così determinato)[2]
- Riconoscere gli elementi (Semantica, Categorie grammaticali)[3]
- Riconoscere le relazioni tra elementi
- Disambiguare situazioni di Ambiguità: Se a+x, se a+ y, se a + z, … Allora
- Relazioni sintattiche, testuali (ellissi, dato-nuovo, proforme..), extratestuali (memoria dell’osservatore)
- Transcodificare
- Perifrasi
- Parafrasi
- integrazione
[1] La premessa generale assoluta è che si deve usare per ogni tipo di disciplina la parola ‘testo’ per intendere di cosa si parla: ogni ‘legge’ è una ‘frase’, per dirla in modo banale, è cioè fatta di parole. E le parole stesse non sono ‘natura’ ma artificio umano, artificio correlato evoluzionisticamente al vantaggio evolutivo. Anche una ‘persona’, anche un ‘evento’ è di fatto tale solo perché la mente umana che conosce due procedure di memorizzazione di base, il ‘frame’ e lo ‘script’, non può che ‘conoscere’ il reale trasformando il flusso indistinto e indistinguibile ai ‘forme’ riconoscibili e ripetibili, capaci di consentire ‘esonero’ dall’angoscia dell’imprevisto. Come detto le ‘forme’ con cui la mente ‘elabora’ i dati in entrata (selezionati in vario modo dagli organi preposti) sono ‘frame’ (schemi, cioè immagini vere e proprie, ossia ‘idee’ per usare il termine platonico, rappresentazioni spaziali per così dire che semplificano la complessità delle cose, individuando solo alcune linee’ grosse’ degli oggetti animali piante persone eventi, schemi appunto , ovvero ‘modelli’ che nella semplificazione estrema consentono di costruire ‘categorie: lo schema dell’uomo come linee di braccia, gambe, corpo testa, consente di ‘riconoscere’ immediatamente’ tutti vari diversi uomini come appartenenti a quella categoria…) e ‘script’ (ovvero ‘racconti, che a partire dai verbi consentono di riconoscere dei vari e propri ‘copioni’ fissi, delle relazioni costanti o molto probabili, che consentono di attivare le reazioni di sopravvivenza fondamentali, cioè paura o quiete). Certo, su questa struttura genetica, l’evoluzione umana ha costruito poi articiali e consapevoli frame e script (rappresentazioni, miti, riti, leggi ecc.)
[2] Se il Testo considerato è un romanzo, il codice dovrebbe essere quello (uno di quelli) letterari; se il Testo è una Persona potrebbe essere una delle tante psicologie, o sociologie o altro; se è un’Impresa economica ,il codice sarà qualcuna delle varie teorie a disposizione..e così via.(Se il ‘testo’ è un cosiddetto ‘problema’ di matematica, si tratta di andare a cercare il /i teoremi adeguati…
Tutto sta a sapere quali siano i codici, a sapere come sono stati costruiti, come funzionano, a partire dalla consapevolezza che non sono mai ‘verità’, ma sempre e solo Modelli, che possono funzionare solo se si restringe prioritariamente il campo di osservazione
[3] Le categorie sono riconoscibili per i significanti, per i segni che ‘arbitrariamente’ e per ‘opposizione’, indirizzano a questa o quella categoria. I significanti stanno tutti nel ‘testo’ e si tratta solo di avere una mappatura adeguata per poter inevitabilmente riconoscere l’appartenenza (la categoria di appartenenza9 di quel significante
