SOTTO IL SOLE GIAGUARO di Italo Calvino

Tre racconti, tre sensi, tre modi diversi di far capire al lettore occidentale di fine Novecento che forse la cultura idealistica che tanto ha contribuito a creare il mito della società europea ha esagerato nel sottovalutare la funzione determinante del coprpo nel nostro approccio alle cose.

Gli odori, i cibi, i suoni sono abitualmente accettati come segni delle superiorità umana rispetto agli animali, come segni di ‘cultura’: ma appunto la cultura idealizzando le forme che gli uomini hanno ricavato dalle informazioni brute che vengono dal corpo (dai sensi) ha nascosto il fatto che ogni elemento ‘colto’ nasce per distruzione di qualcosa di non – colto, appunto. odorare, masticare, ascoltare all’origine sono semplici procedure di selezione nel caos dell’esistente, procedure che consentono agli umani di selezionare quel che ‘sere’ da quel che ‘ minaccia’: e queste procedure non colte giacciono ancora, nascosto, all’interno di ogni uomo sapiens, pronte a dettare azioni apparentemente inconsulte o catalogate come assurde.

Correre dietro alle donne per un maschio è semplicemente la necessaria caccia che consente di accoppiarsi, nelle orde delle origini; così come masticare è conquistare energia; e stare in ascolto riuscire a distinguere i rischi dalle condizioni d i sicurezza.

L’amore, le ricette, la musica sono abbellimenti che nascono dalla Finzione e non dalla natura.

i sensi ci immettono nell’indistinto delle cose che accadono attraverso canali di selezione specifica (nari,bocca,orecchio) che di fatto cooperano a scegliere all’interno del caotico ammasso di elementi e stimoli esterni quelli che siano funzionali alla nostra sopravvivenza ed esistenza: gli odori e i sapori e i suoni particolari che ci garantiranno una continuità nel sistema, continuità dapprima cercata in modo inconsapevole (implicito, meccanico) e poi in modo consapevole (esplicito, intenzionale). Prima l’istinto, poi la Cultura, prima il sentire (i sentimenti, le emozioni) poi il Codice (gli schemi, i piani).

In pratica ci rapportiamo alle cose del mondo guidati da queste bussole di ‘ricerca’, che una volta che l’uomo diventa sapiens (dotato di coscienza e riflessività) vengono trasformate in ‘sistemi chiusi’, in codici capaci di trasformare il casuale proliferare di approssimazioni e imperfezioni in ‘regole’ precise’ che consentono di ‘ripetere’ le occasioni, di organizzarle secondo una prevedibilità che finalmente consente esonero dalla paura e dall’angoscia.

Insomma l’organismo per sopravvivere ha bisogno dell’Altro, ma non dell’Altro in modo indiscriminato, bensì di qualche cosa di ben particolare che ci consente di accrescere il nostro sopravvivere, come singoli e come specie.

L’homo sapiens una volta resosi conto di questo rende regolari le procedure prima affidate alla cecità dei software meccanici : così inventa

  • Codici per catalogare quel che il naso percepisce, catalogando innanzitutto quel che è ‘buono’ (attraente, utile cioè all’accoppiamento, a cibarsi) e quel che è ‘cattivo’ (disturbante, pericoloso, da cui tenersi alla larga); elaborando poi profumi artificiali che accentuano quelle catalogazioni degli elementi ‘naturali
  • Codici per catalogare quel che è commestibile da quello che non lo è, delibratamente eliminando col tempo quello che è distruttivo per il sistema della comunità (come il cannibalismo) e ritualizzando quel che è evidentemente atto di distruzione 8invasione violenta) riguardo agli altri organismi (cibarsi significa sempre uccidere altri organismi: ma i riti finiscono per trasformare queste procedure in atti che occultano la violenza d’orogine)
  • Codici per distinguere colmare il silenzio e trasformare l’inesplicale successione di rumori, urti, fruscii, in ‘indizi’ di pericolo o forza (preda  o predatori), fino a trasformare questa dipendenza in azione di formalizzazione, trasformando il rumore in musica (canto) trasformando quel che è accidentale in intenzionale, quel che è disturbando accopiamento casuale in oedinata armonia (o melodia o ritmo)

In d efinitiva i sensi sono la strada che porta all’Altro come fonte di vita: ne sentiamo l’’odore, ne gustiamo la sostanza, ne avvertiamo i segni. Siamo noi homo sapiens che trasformiamo il senza senso in senso, codificando ognuno di questi istinti in Forme culturali, in Riti che nella loro artificiosità ci fanno differenti dalle bestie, dagli animali, ci rendono animali SIMBOLICI, capaci insomma di FINGERE di dare nuove forme immaginate a cose inerti, a riusarle ai fini della nostra affermazione sulle cose.

Fondamentale in questa scrittura di calvino è la complementarietà proposta nel racconto eponimo, in cui marito e moglie sono proposti come segni del Logo e del pathos, del come l’umano sia capace per cooperazione delle differenze dei singoli memebri, ognuno imperfetto, di arrivare a controllare le situazioni fino a riusare ogni procedura meccanica in  forma intenzionale.

Artificio appunto. Tramite cui si dà vita al Mondo: si nascondendo l’arcaica situazione  di insicurezza e si regala la quiete del prevedibile. Così:

  • Il profumo nasconde la furiosa ricerca dell’accoppiamento (la caccia)
  • La ricetta nasconde la feroce masticazione degli uomini sacrificati al dio (l’aggressione)
  • La musica l’angoscia  insostenibile data dal silenzio e dall’indecifrabile alfabeto dei rumori dellle cose casuali (il desiderio di quello che non c’è).

Stando così le cose, non è casuale che lo schema di ogni racconto veda in fondo sempre il maschio che si rapporta alla femmina:

la brama in situazione presente, attraverso la spinta della sessualità riprodutiva

la possiede quando si accoppia, la ‘mastica’ (i baci, la penetrazione..)la desidera, nel ricordo, nella distanza, nell’ambizione a liberarsi dal disordine del Mondo, e se ne costruisce una immagine armoniosa, come sirena

 Il nasoLa boccaL’orecchio
letteraturaGioco Oulipo  
scrivereAllegoriaBaroccoViaggio dell’Eroe
humanEiron , ArtifexMondo come Forma che deriva dalla DistruzioneRicerca di Senso, Ritmo
conoscereConoscere per differenza     Vuoto MorteConoscere per differenza       Sapientia=Sapor   Cucina come Occultamento/Esposizione della violenza necessaria alla sopravvivenza in sè   Vita =MorteConoscere per differenza (Rumore/Segno)   Angoscia / Fascino della Differenza/Segno
Trama ParticolareTre tempi ‘storici’Viaggio (turismo?)Fiaba (storytelling)
Tema del TestoDesiderio come MancanzaSacrificio  Potere & Conflitto Liberazione & Amore
Tema del Sotto Testojouissancejouissancejouissance
    
Relazione socialeCaccia (del Maschio nei confronti della Femmina )Messa-in-forma della COMPLICITA’   Complementarietà di messa.in.forma (mescolanza+ separazione)Seduzione (decentramento, perdita del proprio centro)

Pubblicato da bruno nasuti

rompe e riempe scatole semio antropo reuro sistemo filo eccetero logico filo filo filo

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