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Per il Calvino che emerge dalla Parigi dell’ OU.LI.PO., alla fin fine, la letteratura non è emanazione di Simboli (portatori autentici di passioni – come intendono i romantici e i realisti) ma ‘allegoria’ consapevole, una sorta di ‘gioco’: l’artista – ricco, come tutti gli altri uomini ,dell’esperienza dei propri fallimenti – non smette di farsi domande sul mondo e si dà il compito di ‘mettere-in-forma’ le emozioni, trasformandole in idee, immagini, progetti.
Uno di questi progetti dà vita all’opera (incompiuta per la sopraggiunta morte) che si dà il compito di scrostare le superfici idealistiche che l’umanesimo moderno a sovrapposto alla complessità dell’uomo: l’uomo è ancor prima che Logos cartesiano o platonico , animal, cioè un organismo che entra in contatto con il mondo attraverso il corpo, ovvero attraverso i sensi, che gli consentono faticosamente di sopravvivere. Ma è anche symbolicum – come dice Jonas – e finisce per nascondere le brutalità delle procedure necessarie alla continuazione della sua esistenza con ‘forme’ che -col tempo – abbiamo imparato a chiamare ‘civiltà’
Il testo consiste di tre racconti il cui tema base è la relazione maschio / femmina declinata attraverso i filtri particolari del naso, della Bocca e dell’Orecchio. la sopravvivenza è data dall’accoppiamento: ebbene la ricerca del contatto avviene tramite (grazie a) Olfatto, Gusto e Udito, che consentono di costruire un rapporto ‘armonico’ con le cose del mondo. la donna è capace della Sintesi che manca all’Uomo, portato maggiormente all’Analisi.
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I sensi ci immettono nell’indistinto delle cose che accadono attraverso canali di selezione specifica (nari,bocca,orecchio) che di fatto cooperano a scegliere all’interno del caotico ammasso di elementi e stimoli esterni quelli che siano funzionali alla nostra sopravvivenza ed esistenza: gli odori e i sapori e i suoni particolari che ci garantiranno una continuità nel sistema, continuità dapprima cercata in modo inconsapevole (implicito, meccanico) e poi in modo consapevole (esplicito, intenzionale). Prima l’istinto, poi la Cultura, prima il sentire (i sentimenti, le emozioni) poi il Codice (gli schemi, i piani).
In pratica ci rapportiamo alle cose del mondo guidati da queste bussole di ‘ricerca’, che una volta che l’uomo diventa sapiens (dotato di coscienza e riflessività) vengono trasformate in ‘sistemi chiusi’, in codici capaci di trasformare il casuale proliferare di approssimazioni e imperfezioni in ‘regole’ precise’ che consentono di ‘ripetere’ le occasioni, di organizzarle secondo una prevedibilità che finalmente consente esonero dalla paura e dall’angoscia.
Insomma l’organismo per sopravvivere ha bisogno dell’Altro, ma non dell’Altro in modo indiscriminato, bensì di qualche cosa di ben particolare che ci consente di accrescere il nostro sopravvivere, come singoli e come specie.
L’homo sapiens- una volta resosi conto di questo – rende regolari le procedure prima affidate alla cecità dei software meccanici : così inventa
- CODICI PER CATALOGARE QUEL CHE IL NASO PERCEPISCE, catalogando innanzitutto quel che è ‘buono’ (attraente, utile cioè all’accoppiamento, a cibarsi) e quel che è ‘cattivo’ (disturbante, pericoloso, da cui tenersi alla larga); elaborando poi profumi artificiali che accentuano quelle catalogazioni degli elementi ‘naturali
- CODICI PER CATALOGARE QUEL CHE È COMMESTIBILE DA QUELLO CHE NON LO È, deliberatamente eliminando col tempo quello che è distruttivo per il sistema della comunità (come il cannibalismo) e ritualizzando quel che è evidentemente atto di distruzione (invasione violenta) riguardo agli altri organismi (cibarsi significa sempre uccidere altri organismi: ma i riti finiscono per trasformare queste procedure in atti che occultano la violenza d’origine)
- CODICI PER DISTINGUERE COLMARE IL SILENZIO E TRASFORMARE QUELLO CHE È FRATTURA IN FLUIDITÀ, l’inesplicale successione di rumori, urti, fruscii, in ‘indizi’ di pericolo o forza (preda o predatori); fino a trasformare questa dipendenza in azione di formalizzazione, trasformando IL RUMORE IN MUSICA (canto) trasformando quel che è accidentale in intenzionale, quel che è disturbante accoppiamento casuale in ordinata armonia (o melodia o ritmo)
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In definitiva i sensi sono la strada che porta all’Altro come fonte di vita: ne sentiamo l’’odore, ne gustiamo la sostanza, ne avvertiamo i segni. Siamo noi homo sapiens che trasformiamo il senza senso in senso, codificando ognuno di questi istinti in Forme culturali, in Riti che nella loro artificiosità ci fanno differenti dalle bestie, dagli animali, ci rendono animali SIMBOLICI, capaci insomma di FINGERE di dare nuove forme immaginate a cose inerti, a riusarle ai fini della nostra affermazione sulle cose.
Fondamentale in questa scrittura di Calvino è la COMPLEMENTARIETÀ proposta nel racconto eponimo, in cui marito e moglie sono proposti come segni del Logos e del Pathos, del come l’umano sia capace (grazie alla cooperazione delle differenze dei singoli membri, ognuno imperfetto), di arrivare a controllare le situazioni fino a riusare ogni procedura meccanica in forma intenzionale.
Artificio appunto. Tramite cui si dà vita al Mondo: si nasconde l’arcaica situazione di insicurezza e si regala la quiete del prevedibile. Così:
- Il profumo nasconde la furiosa ricerca dell’accoppiamento (la caccia)
- La ricetta nasconde la feroce masticazione degli uomini sacrificati al dio (l’aggressione)
- La musica l’angoscia insostenibile data dal silenzio e dall’indecifrabile alfabeto dei rumori delle cose casuali (il desiderio di quello che non c’è).
Stando così le cose, non è casuale che lo schema di ogni racconto veda in fondo sempre il maschio che si rapporta alla femmina: infatti
- la “brama” nella situazione presente, attraverso la spinta della sessualità riproduttiva
- la “possiede” quando si accoppia,
- la “mastica” quando la bacia, la morde
- e infine la desidera nella distanza (cioè nel ricordo), quando -nell’ambizione di liberarsi dal disordine del Mondo – se ne costruisce una immagine armoniosa, come sirena.
- Riassumendo
| Il naso | La bocca | L’orecchio | |
| letteratura | Gioco Oulipo | ||
| scrivere | Allegoria | Barocco | Viaggio dell’Eroe |
| human | Eiron , Artifex | Mondo come Forma che deriva dalla Distruzione | Ricerca di Senso, Ritmo |
| conoscere | Conoscere per differenza Vuoto Morte | Conoscere per differenza Sapientia=Sapor Cucina come Occultamento/Esposizione della violenza necessaria alla sopravvivenza in sè Vita =Morte | Conoscere per differenza (Rumore/Segno) Angoscia / Fascino della Differenza/Segno |
| Trama Particolare | Tre tempi ‘storici’ | Viaggio (turismo?) | Fiaba (storytelling) |
| Tema del Testo | Desiderio come Mancanza | Sacrificio (rapporto tra ‘sacro’ e ‘non sacro’) | Potere & Conflitto Liberazione & Amore |
| Tema del Sotto Testo | jouissance | jouissance | jouissance |
| Relazione sociale | Caccia (del Maschio nei confronti della Femmina ) | Messa-in-forma della COMPLICITA’ Complementarietà di messa.in.forma (mescolanza+ separazione) | Se – duzione (decentramento, perdita del proprio centro) Canto come ‘rivelazione’ |
