IL CONSENSI E IL POTERE: come trasformare il Popolo in Sciame
A ETIMOLOGIE
1.CONSENSO da cum + sentio
Sentire = bottom up (emozioni) => top down (sentimenti) => bottom up (emozioni
Re-agire (S!) vs agire (proattività S2, strategia intenzione)
2.Argomentazione da Argumentum
- Origine: Latino classico.
- Significato originario:
- “Prova”, “dimostrazione”, “segno”, ma anche “soggetto” o “tema” (come in “argumentum fabulae” = soggetto della favola).
- Derivazione:
- Dal verbo arguere, che significa “dimostrare”, “rendere chiaro”, “accusare”.
- Radice indoeuropea: arg- = “brillare”, “far vedere”, da cui anche “arguto”, “argento” (per il suo splendore!).
Quindi, argomentazione è il processo, mentre argumentum è l’elemento, il contenuto del ragionamento. È come dire: l’argomentazione è il concerto, l’argumentum è la singola nota.
3. Popolo
- Forma latina: la parola italiana popolo deriva dal latino populus.
- Significato originario: Populus indicava l’insieme degli abitanti di un territorio, la collettività cittadina o la massa degli individui che condividono legami culturali e politici2.
Radici e sviluppo storico
- Ipotesi indoeuropea: alcuni studi collegano populus a radici indoeuropee come par- o pal-, con il senso di “riunire”, “mettere insieme”, spiegando il significato di folla o comunità.
- Paragoni in altre lingue: la stessa idea di massa o pienezza si ritrova in parole affini di altre famiglie linguistiche, che rendono conto della diffusione semantica del concetto di “insieme di persone”.
Evoluzione semantica in italiano
- Diversi registri: in italiano popolo ha mantenuto il significato collettivo (insieme di individui, cittadinanza, gruppo etnico) ed è usato sia in senso culturale sia in senso giuridico e politico2.
- Distinzioni lessicali: popolo si distingue da popolazione per il valore più cultural‑politico e da nazione per l’accento sulla coscienza d’appartenenza, sebbene gli usi possano sovrapporsi.
4. Sciame dal Latino: examen, termine che indicava sia un sciame di api sia un esame o una verifica.
- Radice verbale: exigere
- Composto da ex- (“fuori”) + agere (“spingere, condurre”).
- Quindi exigere significa “spingere fuori”, “condurre fuori”, da cui l’idea di un gruppo che si muove compatto verso l’esterno.
Evoluzione del significato
- In latino, examen poteva indicare:
- Un sciame di insetti (come api o locuste).
- L’ago della bilancia, simbolo di misura e verifica.
- Un’indagine o prova, da cui deriva il moderno “esame”.
– Questa doppia accezione ha dato vita a due parole italiane molto diverse:
→ SCIAME cioè moltitudine in movimento, spesso di insetti o persone.
→ ESAME cioè processo di verifica o valutazione
Usi figurati
- Oggi “sciame” si usa anche per:
- Sciami sismici: sequenze di piccole scosse.
- Sciami meteorici: gruppi di meteore visibili durante certi periodi.
- Folla in movimento: “Lo sciame di tifosi usciva dallo stadio”.
B
Come spiegare il movimento di uno sciame (cioè delle TENDENZE nelle comunità umane ) secondo la teoria dei sistemi emergenti
- 1. Principio generale
Il movimento di uno sciame è spiegato come un fenomeno emergente che nasce da interazioni locali tra individui senza controllo centrale.
- 2. Regole locali fondamentali
- Separazione: evitare collisioni con i vicini.
- Allineamento: adattare la direzione alla media delle velocità dei vicini.
- Coesione: muoversi verso il centro degli individui vicini. Queste tre regole sintetiche riproducono comportamenti collettivi osservati in stormi, banchi e sciami e sono alla base di modelli come Boids.
- Tipi di interazione
- Distanza metrica: ogni agente reagisce a tutti i vicini entro un raggio fisso.
- Distanza topologica: ogni agente reagisce a un numero fisso di vicini più prossimi indipendentemente dalla distanza. La scelta tra metriche e topologiche influenza stabilità, resilienza e densità dello sciame.[1]
C
Insomma anche le comunità umane hanno struttura sulla base di Autorganizzazione: cioè ogni ORDINE proposta come LEGGE (sacra, scientifica, politica, etica) viene determinata dal DISORDINE a cui si risponde in modo reattivo all’inizio (S1 di Khaneman) e pro-attivo poi (Sistema 2
)L’autorganizzazione è il processo per cui un sistema composto da molteplici componenti genera spontaneamente strutture, schemi o comportamenti coerenti a livello macroscopico senza controllo centrale esterno.
Caratteristiche fondamentali[2]
- Interazioni locali: comportamenti collettivi emergono da regole di interazione fra vicini, non da un “capo” (gli amici, quelli del gruppo, il quartiere..)
- Emergenza: proprietà globali (ordine, pattern, funzioni) non sono ovvie osservando una singola parte (molteplicità di approcci ‘specialistici’ da ricombinare, sperimentando forme varie di connessioni)
- Non linearità: piccole variazioni locali possono produrre grandi cambiamenti globali (il famigerato ‘effetto farfalla…)
- Auto‑referenza e retroazione: le azioni del sistema influenzano le condizioni future del medesimo sistema (le situazioni future dipendono da quanto presente nel sistema attuale ma poco o per nulla considerato)
- Scambio con l’ambiente: molti sistemi auto‑organizzati sono aperti e mantengono ordine dissipando energia o materia (per fare la frittata bisogna sempre rompere le uova, e le uova non ‘emergono’ dal nulla)
D Come alcuni filosofi hanno ‘teorizzato’ la cosa
Sofisti
Prima del Riduzionismo platonico aristotelico, percepiscono che l’Ordine degli Umani è una costruzione. E che tale costruzione può essere prodotta attraverso due procedure[3]:
- persuasione (cum + movere, suadere). Insieme di tecniche comunicative mirate a far accettare o adottare un’idea o un comportamento da parte di un pubblico, sfruttando razionalità, emozioni e dinamiche sociali (oggi se ne arla come di ‘comunicazione’)
- argomentazione (argumentum = prova, portare le prove. Processo che presenta ragioni e prove per sostenere la verità o la plausibilità di una tesi, includendo la gestione delle obiezioni e la struttura logica del discorso (dalla modernità in poi sarebbe il cosiddetto metodo scientifico)
a
RETORICA & DIALETTICA sono solo due tecniche con cui l’animal symbolcum che è l’homo sapiens può costruire Kosmos, Mondi, Ordine, a seconda delle situazioni (delle intenzioni, cfr. Ercole al bivio) [4]
B
ESEMPIO di Aristofane : agorà e mercato del pesce [5] .Nella commedia “Le donne al parlamento” (Ecclesiazuse) di Aristofane, rappresentata attorno al 392 a.C. In questa satira politica, le donne ateniesi, guidate da Prassagora, si travestono da uomini per infiltrarsi nell’assemblea cittadina e votare una riforma radicale: la comunizzazione dei beni e dei rapporti sessuali. In una scena memorabile, mentre si discute la nuova utopia sociale, l’assemblea viene interrotta bruscamente da una notizia che arriva dal porto del Pireo: è giunto un carico di pesce fresco: questa notizia provoca un’immediata disgregazione dell’assemblea: i cittadini, anziché continuare il dibattito politico, si precipitano verso il porto per accaparrarsi il pesce.[6]
E – dall’antropologia, dalle neuroscienze
all’inizio l’homo
- è un ANIMAL (cioè RIDUCE IMMEDIATAMENTE il reale a Reale
- riduce cioè all’ Uno (Finito) il Molteplice (Non Finito) in modo da conquistare Sicurezza vs Rischio. questo comporta che l’Ignoranza è preferibile alla Ricerca (rischiosa) della conoscenza
- vive necessariamente in un MONDO cioè in una Finzione presentata percepita come Verità, Mondo dove le decisioni possono essere prese con Rapidità vs lentezza
- è inevitabile che emerge il Trauma di fronte alla scoperta del Vuoto (dell’imperfezione del Codice Simbolico composto e proposto come Vero Assoluto)
- e allora il singolo = > ricorre ad una figura che dia sicurezza (il Soggetto Supposto Sapere di cui parla Lacan, cioè Uno, Signore Nobile, Pastore, Duce, Furher, Stalin, Trump, ,..juventino)
- in questa condizione è la Parola RETORICA che ha la meglio sulla dialettica, attraverso varie forme di Storytelling ( narrazioni, miti, parabole, viaggio dell’ero) e ICONE (modelli di comportamento come Santi Eroi, Supereroi ecc.)); insomma precetti che indicano la la RETTA VIA
- entro uesta scena mondo, l’ Altro :è un problema, un pericolo: si pone la questione tra irresponsabilità vs responsabilità nei suoi confronti . quindi cultura della comunità naturale (sovranismi, nu seme nu, nazione, MAGA) vs cultura umanistica (generosità. sacrificio)
F
Per arrivare all’umanesimo, (come spiegato oggi dall’evoluzione, dalle neuroscienze) occorre riconoscere che l’uomo è una ECCEZIONE (Pico della Mirandola, antropologia filosofica del 900) ovvero , con le parole di Cassirer, che è un ANIMAL SYMBOLCUM, un organismo capace di RIDURRE IL DUSORDINE del reale in un ORDINE (IL Reale di Lacan) elaborando, secondo le procedure del GIOCO, dei CODICI (che selezionano elementi e li combinano in strutture inventate, cioè attraversi sistemi di SIMBOLI , parola che indica il collegamento di due o più elementi in via del tutto arbitraria – De Saussure)
Insomma l’Uno di ogni Cultura non è altro che Molteplice trasformato grazie a S2 (praticato dai pochi si preoccupano del ‘senso’ delle cose e cercano il ‘consenso’ del resto della comunità (stregoni, sciamani, sacerdoti, filosofi, chierici, scienziati, intellettuali, influencer)
il motto virgiliano delle Georgiche (Labor omnia vicit) vale certamente per chi gestisce il Potere
Dialettica: procedura propria del S2, ovvero del pensiero lento, che prima di passare all’azione lascia da parte le re-azioni emotive dell’immediato e analizza i termini della situazione, prima costruendo un Quadro (facendo una riduzione del non – finito ad una serie finita di elementi) e poi costruendo ipotesi sulle connessioni tra gli elementi (SELEZIONE e COMBINAZIONE).
. – all’inizio c’è la Logica di Aristotele (Induzione Deduzione Abduzione Analogia, sviluppata nell’arco della storia greco- romana da oratori di ogni tipo
- poi, dagli Umanisti del 400 si avvia la Modernità che si pone l’obiettivo di far coesistere comunità diverse per cultura e sistemi simbolici, e per farlo ricorre appunto al confronto, ma non solo
- l’alternativa è -dal 500 in poi , la Violenza vs la Parola, fino ad arrivare a tecniche antiche come quella del voto e dell’omeostasi della democraiza (che immagina una possibilità costante di retroazioni a correggere gli eccessi delle Rette vie)
- lo sfondo teorico di Hegel per questa omeostasi è il Superamento, rappresentato soprattuto nello schema Servo/Padrone[7] => Rivoluzione, Riforma, Guerra, Resistenza
[1] Modelli e fisica della materia attiva
il ‘superamento hegeliano’ viene rappresentato diversamente da Modelli come Vicsek e la teoria della materia attiva che descrivono transizioni di fase collettive , sincronizzazione e auto-organizzazione in sistemi fuori equilibrio.
Rumore, densità e forze di interazione determinano se il sistema rimane disordinato, forma gruppi coerenti o subisce instabilità di densità: non si parla più allora di Popolo ma di Sciame, come appunto nel caso dell’Informazione (nella tecnica che consapevolmente dà forma a qualcosa che non ce l’ha).
Trasmissione dell’informazione e ruoli
L’informazione si propaga tramite catene locali di aggiustamenti di velocità e direzione. Piccoli numeri di individui con informazioni esterne o con maggiore influenza possono fungere da leader efficaci senza comando esplicito. Rumore e latenza nelle risposte modulano la velocità e l’affidabilità della propagazione informativa.
Implicazioni applicative e controllo
Comprendere le regole locali permette di progettare algoritmi per sciami di robot e droni basati su principi emergenti. Simulazioni e esperimenti mostrano che semplici regole locali portano a comportamento robusto e adattivo in ambienti complessi, con la necessità di bilanciare rumore, comunicazione e vincoli energetici1.
[2] Meccanismi tipici
- Regole semplici locali (es. allineamento, coesione, separazione) che ripetute producono pattern collettivi.
- Retroazioni positive che amplificano segnali utili (es. feromoni nelle formiche).
- Retroazioni negative che stabilizzano densità o struttura.
- Rumore e fluttuazioni che possono avviare transizioni verso nuovi stati organizzati.
- Limitazioni geometriche o risorse che vincolano e orientano le soluzioni emergenti.
Esempi concreti
- Biologia: colonie di formiche che tracciano percorsi con feromoni; sciami di uccelli che si allineano; pattern di crescita cellulare.
- Fisica e chimica: correnti convettive, formazione di cristalli, reazioni oscillanti.
- Sistemi umani: traffico che si auto‑ordina in flussi, reti sociali che formano gerarchie informali, mercati che emergono da agenti indipendenti.
- Tecnologia: algoritmi swarm per robotica e ottimizzazione distribuita.
[3] Confronto tra le due procedure introdotte dai sofisti:
| Attributo | Argomentazione | Persuasione |
| Scopo principale | Giustificare la verità o la fondatezza di una tesi | Ottenere adesione, cambiamento di opinione o comportamento |
| Metodi principali | Ragionamento logico; evidenze fattuali; confutazione delle obiezioni | Appelli emotivi; retorica; storytelling; leve sociali e simboliche |
| Prova ed evidenza | Priorità a dati, logica, fonti verificabili | Uso combinato di prove, impressioni e leve emozionali |
| Orientamento verso il pubblico | Rivolta a un interlocutore razionale; mira alla validazione critica | Rivolta a target persuasibile; mira all’influenza pratica |
| Tono e strategia comunicativa | Analitico, strutturato, spesso contestuale | Coinvolgente, semplificato, centrato sui valori del pubblico |
| Etica e trasparenza | Idealmente trasparente e controllabile | Può essere neutra, manipolativa o etica a seconda dell’intento |
| Esito misurabile | Accettazione razionale della tesi; cambiamento di credenza motivato | Adozione di un comportamento, supporto emotivo o cambiamento di opinione |
[4] Differenze di metodo
- Struttura formale vs tattiche persuasive: l’argomentazione segue catene inferenziali, contro‑argomentazioni e criteri di prova; la persuasione integra elementi non logici come pathos, autorità e ripetizione.
- Ruolo dell’evidenza: nell’argomentazione l’evidenza è centrale e selezionata per validità; nella persuasione l’evidenza può essere usata strategicamente insieme a narrazione e semplificazioni.
- Targeting dell’audience: l’argomentatore costruisce ragioni che dovrebbero reggere a critiche razionali; il persuasore adatta il messaggio alle emozioni, ai valori e ai bias del pubblico.
Differenze di scopo e criteri di successo
- Scopo epistemico vs pratico: l’argomentazione mira alla giustificazione conoscitiva; la persuasione mira all’influenza pratica (decisione, azione, adesione).
- Misurazione del successo: per l’argomentazione il successo è la forza logica e la plausibilità; per la persuasione il successo è il grado di cambiamento comportamentale o attitudinale.
Sovrapposizioni e interazioni
- Molte comunicazioni efficaci combinano argomentazione e persuasione. Un argomento solido può essere reso più efficace con tecniche persuasive; una persuasione eticamente solida spesso incorpora argomentazioni valide per sostenere le richieste.
Implicazioni pratiche ed etiche
- Contesto: nella scienza e nel diritto prevalgono argomentazioni; nel marketing e nella politica prevalgono tecniche persuasive.
- Etica: la persuasione solleva questioni etiche quando sfrutta bias cognitivi o informazioni fuorvianti; promuovere trasparenza e rispetto dell’autonomia è un criterio etico comune.
[6] . Il momento è emblematico della satira aristofanesca:
- Mostra l’egoismo e la superficialità dei cittadini.
- Ridicolizza la fragilità dell’impegno politico.
- Sottolinea come il desiderio materiale (in questo caso gastronomico) prevalga facilmente su ideali e progetti collettivi.
Aristofane usa questo episodio per:
- Smontare l’utopia proposta dalle donne, mostrando che la natura umana è incostante e facilmente corruttibile.
- Criticare la democrazia ateniese, dove l’interesse personale spesso sovrasta il bene comune..
[7] La celebre dialettica servo-padrone di Hegel, contenuta nella Fenomenologia dello Spirito (1807), è uno dei passaggi più potenti e simbolici della filosofia moderna. Non si tratta semplicemente di una relazione sociale, ma di una figura archetipica che descrive il processo attraverso cui l’autocoscienza si sviluppa e si trasforma.
1. Lotta per il riconoscimento
Due autocoscienze si incontrano e si scontrano. Ognuna vuole imporsi come soggetto assoluto, ma per farlo ha bisogno di essere riconosciuta dall’altra.
- Una delle due è disposta a rischiare la vita per affermare la propria indipendenza: diventa il padrone.
- L’altra, per paura della morte, si sottomette: diventa il servo2. 2. Dipendenza reciproca
Il padrone sembra vincere, ma la sua libertà è vuota:
- Vive del lavoro del servo, ma non trasforma il mondo con le proprie mani.
- Il servo, invece, lavora, plasma la natura, e attraverso questo processo forma sé stesso.
- Il padrone dipende dal servo per la propria sopravvivenza, mentre il servo, nel lavoro, acquisisce autonomia e coscienza3. 3. Rovesciamento dialettico
Col tempo, il servo diventa più libero del padrone:
- Ha imparato a disciplinare i propri desideri, a trasformare il mondo, e a riconoscersi nel prodotto del proprio lavoro.
- Il padrone, che non lavora, resta dipendente e passivo.
- La dialettica si rovescia: il servo si emancipa, il padrone si svuota2.
Significato profondo
Questa relazione non è solo sociale o storica, ma esistenziale e filosofica:
- L’autocoscienza si forma nel conflitto, nel rischio, e nel lavoro.
- La libertà non è data, ma conquistata attraverso la trasformazione del mondo e di sé.
- Il riconoscimento reciproco è la condizione necessaria per una vera soggettività.
