mACCATTONE
Un gruppo umano della periferia spinto da bisogni primari, che decide su lla spinta di impulsi, di tradizioni. valore la sopravvivenza sena fatica. il progetto e la cura inesistenti all’inizio, poi abbracciati quando incontra la ragazza pura. lavoro come vincolo alla pulsione, fallimento anche nel furto. la fine come conclusione simile alla tragedia greca.: impossibilità di scegliere tra ‘destino’ (stile della tradizione ereditata dalla cultura popolare) e progetto (vita insieme con donna senza sfruttarla).
Nascita di un’antropologia. Non un film “su un personaggio”, ma su un gruppo umano, un ecosistema periferico che vive secondo bisogni primari, impulsi, tradizioni ereditate. Un mondo dove progetto e cura non esistono ancora come categorie.
TRAMA ESSENZIALE
Vittorio, detto Accattone, vive nelle borgate romane sfruttando Maddalena, la prostituta che gli garantisce la sopravvivenza. Quando Maddalena viene arrestata, il suo piccolo “sistema di vita” crolla. Accattone incontra Stella, ragazza pura, ingenua, non ancora corrotta dalla logica della borgata. Per lei tenta di cambiare: prova a lavorare, prova a rubare senza violenza, prova a immaginare un futuro diverso. Fallisce in tutto. Muore in un incidente in moto dopo un furto maldestro. La sua ultima frase: “Mo’ sto bene” — come un eroe tragico che riconosce il proprio destino solo nel momento della fine.
1. ANTROPOLOGIA DELLA BORGATA
Un gruppo umano pre-moderno
Pasolini osserva la borgata come un gruppo arcaico, non ancora entrato nella modernità:
- Bisogni primari: mangiare, dormire, sopravvivere.
- Valori: onore, virilità, appartenenza al gruppo.
- Regole: non scritte, trasmesse per imitazione.
- Tempo: non progettuale, ma ciclico, ripetitivo.
- Azione: non scelta, ma impulso.
È un mondo senza futuro, senza “domani”, senza la categoria del progetto. La sopravvivenza è l’unico valore, ma senza fatica: il lavoro è percepito come degradazione, come perdita di identità.
Accattone come figura antropologica
Accattone non è un individuo psicologico: è un tipo umano. È l’uomo che vive solo nel presente, senza interiorità, senza memoria, senza progetto. Un uomo che non sceglie: è scelto dal suo ambiente.
2. L’INCONTRO CON STELLA: NASCITA DEL PROGETTO
Stella è l’elemento antropologico nuovo:
- non appartiene alla logica della borgata
- non è corrotta dal codice maschile del dominio
- non è oggetto di scambio economico
- non è “funzionale” alla sopravvivenza
Con lei Accattone scopre due categorie nuove per il suo mondo:
1. Cura
Per la prima volta si prende cura di qualcuno senza sfruttarlo. È un gesto rivoluzionario nella sua antropologia.
2. Progetto
Prova a immaginare una vita diversa:
- lavorare
- vivere insieme
- non sfruttare
- non rubare
Ma il progetto è contro la sua natura antropologica. È come chiedere a un personaggio dell’Iliade di diventare un borghese.
3. IL LAVORO: IL VINCOLO ALLA PULSIONE
Il lavoro, per Accattone, è:
- umiliazione
- perdita di identità
- rottura del codice virile
- sottomissione alla fatica
- ingresso nella modernità (che Pasolini vede come corruzione)
Il lavoro è l’unico modo per entrare nel mondo del progetto. Ma Accattone non ha gli strumenti culturali per sostenerlo. Il suo corpo stesso lo rifiuta: si ammala, sviene, fugge.
4. IL FURTO FALLITO: L’ULTIMO TENTATIVO DI ESSERE SE STESSO
Quando prova a rubare, non lo fa per avidità: lo fa per tornare a un codice che conosce, quello della borgata.
Ma fallisce anche lì. Il mondo è cambiato, la borgata non è più quella arcaica di un tempo. Accattone è fuori posto ovunque:
- troppo “puro” per la modernità
- troppo “stanco” per la tradizione
5. LA MORTE COME TRAGEDIA GRECA
La fine di Accattone è tragica nel senso classico:
Conflitto insolubile
- Destino: la tradizione della borgata, la vita senza progetto.
- Progetto: la vita con Stella, la cura, il lavoro.
Non può scegliere. Ogni scelta lo distrugge.
Anagnorisis
Nel momento della morte, riconosce la sua verità: non poteva essere altro da ciò che era.
Catarsi
La sua morte non è punizione morale: è la conclusione necessaria di un conflitto antropologico irrisolvibile.
SINTESI OPERATIVA : levigato/ruvido)
LEVI GATO — la struttura
- Borgata = gruppo umano arcaico
- Accattone = uomo senza progetto
- Stella = nascita della cura
- Lavoro = ingresso nella modernità
- Morte = impossibilità di conciliare destino e progetto
RUVIDO — la materia
- Fame, corpo, impulso
- Codice virile, onore, sopravvivenza
- Tradizione come destino
- Progetto come violenza antropologica
- Tragedia come unica forma di verità
Se vuoi, posso costruire una mappa visiva che mostri:
- antropologia della borgata
- categorie (bisogno, impulso, tradizione, progetto, cura)
- traiettoria tragica di Accattone
- confronto con Mamma Roma e Uccellacci e uccellini
mappa genealogica che colleghi Accattone → Mamma Roma → Uccellacci e uccellini → Salò come evoluzione dell’antropologia pasoliniana.
GENEALOGIA RUVIDA — DALL’UOMO POPOLARE ALL’UOMO CATASTROFICO
| Fase | Film | Corpo | Comunità | Antropologia emergente | Esito |
| I. Origine arcaica | Accattone (1961) | Corpo impulsivo, fame, sopravvivenza | Borgata come tribù | Uomo pre-moderno, senza progetto | Tragedia: destino vs progetto |
| II. Tentativo di redenzione | Mamma Roma (1962) | Corpo materno, cura, sacrificio | Micro-comunità familiare | Nascita del progetto e della colpa | Morte del figlio: fallimento del riscatto |
| III. Crisi del linguaggio | Uccellacci e uccellini (1966) | Corpo errante, fame di senso | Coppia padre-figlio, viaggio | Uomo che cerca un linguaggio nuovo | Ironia tragica: parola impossibile |
| IV. Dissoluzione del corpo politico | Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) | Corpo come merce, tortura, consumo | Comunità del potere | Uomo post-antropologico, corpo come oggetto | Catastrofe: fine dell’umano |
LINEA EVOLUTIVA
ACCATTONE → MAMMA ROMA → UCCELLACCI E UCCELLINI → SALÒ
(corpo popolare) → (corpo materno) → (corpo errante) → (corpo politico)
1. Corpo popolare
- Sopravvive per impulso
- Vive nel presente
- Non conosce la cura
2. Corpo materno
- Introduce la cura e la colpa
- Vuole il riscatto sociale
- Scopre la violenza del progetto
3. Corpo errante
- Cerca un linguaggio nuovo
- Attraversa il vuoto tra tradizione e modernità
- L’intellettuale (Totò) diventa pellegrino del senso
4. Corpo politico
- È ridotto a oggetto di potere
- Non ha più voce né progetto
- La società divora il corpo stesso
⚙️ ANTROPOLOGIA PASOLINIANA (RUVIDA)
- Dal bisogno alla colpa
- Dall’impulso alla parola
- Dalla comunità alla solitudine
- Dal corpo vivo al corpo consumato
SPAZIO TEMPO
Nella borgata di Accattone, lo spazio e il tempo non sono coordinate geometriche o storiche: sono materie antropologiche, deformate dal bisogno e dall’assenza di progetto. Pasolini li trasforma in segni di una Spazio: il recinto della sopravvivenza
- Chiuso, circolare, ripetitivo. La borgata non è periferia urbana, ma tribù: un territorio che si ripiega su se stesso. Strade, baracche, ponti, fossi — tutto è orizzontale, senza prospettiva. Non c’è “altrove”: ogni movimento è ritorno.
- Spazio come corpo. L’ambiente non è sfondo, ma estensione del corpo di Accattone: sporco, ferito, affamato. La borgata è una topografia della fame, dove ogni gesto è difesa o conquista.
- Assenza di cura. Nessuno costruisce, nessuno coltiva, nessuno progetta. Lo spazio è abitato, non trasformato. È un luogo dove si sopravvive, non si vive.
Tempo: il presente eterno
- Tempo senza futuro. Non esiste il “domani”: solo il ritmo del bisogno. Il tempo è biologico, scandito da fame, sonno, sesso, paura. È ritmico, non cronologico.
- Tempo come ripetizione. Ogni giorno è uguale al precedente. La memoria non produce storia, ma eco. Il passato non insegna, il futuro non promette.
- L’incontro con Stella introduce un’altra temporalità: il tempo della cura, lento, progettuale, che chiede attesa. Ma Accattone non sa abitarlo: il suo corpo è tarato sul tempo dell’impulso.
Sopravvivenza vs Vita
| Dimensione | Sopravvivenza | Vita |
| Motore | Fame, impulso | Cura, progetto |
| Tempo | Presente biologico | Futuro narrativo |
| Spazio | Recinto, borgata | Apertura, mondo |
| Etica | Necessità | Responsabilità |
| Corpo | Strumento | Soggetto |
| Esito | Destino | Scelta |
Comunità pre-moderna, dove la sopravvivenza è l’unico orizzonte possibile.
Accattone tenta di passare dalla sopravvivenza alla vita, ma il suo corpo e il suo spazio non lo permettono. La borgata è un ecosistema chiuso, dove il tempo non scorre ma ristagna. La vita, per lui, è una categoria impossibile: richiede progetto, e il progetto è già una forma di morte.
EVENTO
l’esistenza di Accattone incontra davvero l’Evento nel senso badiouiano — ma lo incontra come impossibilità, come RìEvento mancato, come apertura che non riesce a diventare fedeltà. E proprio per questo è un caso antropologicamente potentissimo.
1. Che cos’è l’Evento per Badiou (in breve e con rigore)
Dalle fonti disponibili emerge che per Badiou l’Evento è:
- una rottura del dato, qualcosa che accade e non si deduce dallo stato di fatto
- una novità reale, che introduce una configurazione nuova di elementi già presenti nel sito
- l’inizio di una procedura di verità, che richiede un soggetto capace di fedeltà all’Evento
- una possibilità di cambiamento, legata a un “punto” che decide tra continuità e trasformazione
In altre parole: l’Evento è ciò che apre un mondo nuovo, ma solo se qualcuno gli resta fedele.
2. L’Evento nella vita di Accattone: Stella come RìEvento
Nel mondo chiuso della borgata — spazio ciclico, tempo senza futuro — l’incontro con Stella è un’irruzione assoluta:
- introduce cura in un mondo di impulso
- introduce progetto in un mondo senza domani
- introduce responsabilità in un mondo di necessità
- introduce lavoro come possibilità di trasformazione
È, letteralmente, ciò che Badiou chiamerebbe un Evento del Nuovo: una configurazione inedita di elementi già presenti nel “sito” (la borgata), ma mai combinati così.
Stella non è solo una ragazza: è la possibilità di un altro mondo.
3. Perché è un RìEvento e non un Evento compiuto
Per Badiou, l’Evento diventa reale solo se qualcuno gli resta fedele. Accattone non riesce.
Perché?
- il suo corpo è tarato sul tempo dell’impulso, non sul tempo della fedeltà
- il suo spazio è recinto, non apertura
- la sua identità è tribale, non soggettiva
- il lavoro è vissuto come umiliazione, non come costruzione
- la tradizione della borgata è un destino, non un’opzione
Accattone vede l’Evento, lo sente, lo sfiora, ma non può sostenerlo. È come se l’Evento fosse troppo grande per il suo mondo.
4. L’Evento come conflitto tragico
La tragedia nasce proprio qui: Accattone è diviso tra due mondi incompatibili.
| Destino (borgata) | Evento (Stella) |
| impulso | cura |
| sopravvivenza | vita |
| presente | futuro |
| tradizione | progetto |
| onore virile | responsabilità |
| gruppo | coppia |
L’Evento apre un mondo nuovo, ma il vecchio mondo lo richiama come una forza gravitazionale. Accattone non può restare fedele all’Evento senza morire simbolicamente. E infatti muore realmente.
5. La morte come “punto” badiouiano
In Logique des mondes, Badiou definisce il punto come il luogo in cui si decide la possibilità o meno del cambiamento .
La morte di Accattone è esattamente questo: il punto in cui il cambiamento diventa impossibile.
Non è punizione morale. È la forma tragica della non-fedeltà all’Evento.
6. Sintesi operativa (ruvida, nel tuo stile)
RìEvento = Evento che accade ma non si compie.
Accattone vive un RìEvento perché:
- l’incontro con Stella è un’irruzione del nuovo
- ma il suo mondo non può sostenerlo
- e il suo corpo non può trasformarsi
- e la sua fedeltà non può durare
L’Evento c’è, ma non diventa verità.
EROS&CURA
LA CURA NON ESISTE NELLA ANTROPOLOGIA DELLA SOPRAVVIVENZA (FIGLI, MOGLIE, MADDALENA). E’ ANCORA L’ANIMAL. MA L’ANIMAL SYMBOLICUM FA EMERGERE L’UMANO COME CURA, COME ‘INNAMORAMENTO’, COME DEDIZIONE A STELLA
.Questa è una delle chiavi antropologiche decisive per capire Accattone e, più in generale, l’intera genealogia pasoliniana: la cura non esiste nella sopravvivenza. E non può esistere. Perché la cura non è un istinto: è una costruzione simbolica.
1. ANTROPOLOGIA DELLA SOPRAVVIVENZA = ANIMAL
Nella borgata, l’essere umano non è ancora umano nel senso pieno: è Animal, cioè organismo che risponde a bisogni immediati.
Caratteristiche dell’Animal: vive nel presente biologico, agisce per impulso, riconosce solo il gruppo (maschile) e il suo codice d’ “onore”, non elabora progetto, non conosce cure e non distingue desiderio da bisogno
Perché non c’è cura?
Perché la cura richiede tempo lungo, responsabilità, rinuncia all’impulso, costruzione di un legame e soprattutto la simbolizzazione dell’altro
Tutto ciò è impossibile nell’antropologia della sopravvivenza.
Esempi nel film
- Figli: non oggetti di cura, ma di destino.
- Moglie: non relazione, ma vincolo.
- Maddalena: non persona, ma risorsa economica.
Nessuno di questi rapporti è “cura”: sono funzioni dentro un ecosistema di necessità.
2. L’ANIMAL SYMBOLICUM = NASCITA DELL’UMANO
L’umano non nasce dal corpo: nasce quando il corpo produce simboli.
E il primo simbolo umano è la cura.
Cosa introduce l’Animal Symbolicum?
il tempo lungo (attesa, progetto), la capacità e la pratica di dedizione, di fatto la responsabilità con la rinuncia all’impulso e soprattutto la capacità di vedere l’altro come altro (di accettare di avere una ‘teoria della mente’ che consente di intuire le idee e le emozioni dell’altro, di intrpretarne i problemi, di parteciparvi, di sentirsene in qualche modo corresponsabile).
È qui che nasce l’humanitas.
3. STELLA COME SOGGETTO DELL’EVENTO
Stella non è solo una ragazza: è l’irruzione dell’Animal Symbolicum nel mondo dell’Animal.
Cosa porta Stella? La possibilità della cura ovvero del progetto. La possibilità stessa dell’innamoramento apre alla possibilità della vita (non solo sopravvivenza)
Accattone, per la prima volta, vede un mondo possibile.
4. L’INNAMORAMENTO COME RÌEVENTO
L’innamoramento non è un sentimento romantico: è un dispositivo antropologico.
Per Pasolini (e per Badiou), l’innamoramento è un Evento che rompe la ripetizione, un’apertura verso un mondo nuovo quindi una chiamata alla fedeltà, la possibilità quindi di trasformazione del soggetto
Accattone lo sente. Lo riconosce. Lo desidera.
Ma non può sostenerlo.
5. PERCHÉ L’ANIMAL NON REGGE L’ANIMAL SYMBOLICUM
Accattone è ancora Animal. il suo corpo è tarato sul bisogno, il suo tempo è il presente, il suo spazio è la borgata, la sua identità è tribale, il lavoro è vissuto come umiliazione e ogni progetto è vissuto come violenza
L’Evento-Stella apre un mondo che il suo corpo non può abitare.
6. LA MORTE COME COLLASSO TRA DUE ANTROPOLOGIE
La morte di Accattone non è morale: è antropologica.
È il punto in cui:
- l’Animal non può più essere Animal
- l’Animal Symbolicum non può ancora essere umano
È la tragedia del passaggio mancato. SINTESI RUVIDA
| ANIMAL | ANIMAL SYMBOLICUM | |
| impulso sopravvivenza presente gruppo necessità Maddalena come funzione | cura innamoramento progetto futuro responsabilità Stella come Evento |
Accattone è quindi il racconto di un corpo (individuo diremmo nella denominazione della cultura archivio della modernità) che tenta di passare da Animal a Animal Symbolicum, di diventare umano nel senso che il nome prende dalla cultura umanistica classica, ma muore nel varco.
LO STATO MODERNO
La presenza della polizia è indizio della presenza di uno stato ,quello sorto dalla modernità come mezzo per garantire la coesistenza nell’incrocio di comunità e antropologie diverse. che vuol dire lo sguardo del poliziotto che segue Accattone nel corso dei tentativi di ri-evento? perché legge Candido?
Mettendo in relazione antropologia pasoliniana, nascita dello Stato moderno, sguardo poliziesco, fallimento del RìEvento, Candido come figura filosofica: è esattamente il punto dove Accattone smette di essere “neorealismo” e diventa filosofia politica incarnata.
1. La polizia come segno dello Stato moderno
Nella borgata, tutto è arcaico: tempo ciclico, spazio tribale, relazioni personali e funzionali, insomma antropologia della sopravvivenza
Ma c’è un elemento che non appartiene a quel mondo: la polizia.
La polizia è il segno minimo dello Stato moderno, cioè di un ordine che nasce per garantire la coesistenza di comunità diverse, cioè regolare conflitti tra antropologie incompatibili imponendo un codice unico dove prima c’erano codici tribali, introducendo di fatto la legge come astrazione
Se la borgata è pre-moderna e la polizia è moderna, quando la polizia entra in scena, entra la modernità.
2. Che cosa fa lo sguardo del poliziotto?
La scelta dell’autore è quella di una presenza silente ma attenta. Il poliziotto non interviene quasi mai: on punisce, non salva, non educa, non reprime.
Guarda.
È uno sguardo che non appartiene alla borgata, non partecipa quindi al suo codice (non riconosce cioè principi regolativi come onore, fame, impulso) perché vive fuori del bisogno fondamentale della sopravvivenza.
Certamente però non è dentro la cura: è lo sguardo impersonale dell’istituzione, astratto, neutro, distante, moderno.(che pretende cioè di decidere e agire in nome di principi assoluti, validi ovunque, oggi diremmeo universali)
Cosa vede?
Vede un uomo che tenta di diventare altro. Vede un corpo che tenta di uscire dal proprio destino. Vede un RìEvento che non si compie.
Lo sguardo del poliziotto è lo sguardo dello Stat- Istituzione che osserva un soggetto che tenta di nascere — e fallisce.
3. Perché segue Accattone proprio nei tentativi di RìEvento?
Perché lo Stato moderno vede ciò che la borgata non vede: vede il tentativo di trasformazione, ha una idea del tempo di lunga durata, e intende prevenire l’imprevisto, vuole dirigere verso una ‘retta via’ che è quella della Legge che lo stato si è dato nell’interesse della res publica..
La borgata vede nell’agire di Accattone il tradimento del codice, in pratica una dimostrazione di debolezza, addirittura la perdita stessa di virilità
Lo Stato vede un possibile cittadino, cioè un soggetto moderno che si dà un progetto di trasormazione (un diventare altro da quello che è nato), insomma un possibile ingresso nella legge
Accattone, tentando di lavorare, di prendersi cura, di amare Stella, si avvicina allo Stato. Non per scelta politica, ma per antropologia. Implicita :homo sapiens percepisce la differenza tra le potenzialità che le situazioni propongono e tende a cogliere il kairòs di una esistenza che sia più routinaria, più ripetitiva, meno ricca di imprevista e di dipendenza continua. È l’idea della Cura come passo fondamentale che innesca la metamorfosi.
E lo Stato lo guarda. Come si guarda un animale che tenta di diventare umano.
4. Perché il poliziotto viene presentato dall’autore mentre si muove mentre legge Candido, immediatamente una rivista della destra conservatrice dell’epoca, di fatto una citazione del romanzo di Voltaire?
Questo è il punto più raffinato.
Il poliziotto che legge Candido di Voltaire è ovviamente un gesto che non descrive la realtà (secondo il codice formale dell’epoca neorealistica) ma introduce uno sfondo filosofico straniante..
Candido è
- una ribvista degli anni del secondo dopoguerra
- ma l nome della testata rinvia al romanzo dell’ingenuo che attraversa il mondo
In pratica Pasolini in tal modo critica l’ottimismo metafisico della modernità dell’uomo moderno che deve “coltivare il proprio giardino”. È già indizio della fine delle illusioni (cfr. le ceneri di Gramsci) e conseguentemente l’ingresso nella responsabilità del singolo
Candido è l’anti-Accattone.
Candido attraversa il mondo e diventa adulto. Accattone attraversa la borgata e muore.
Candido costruisce un progetto. Accattone non può.
Candido entra nella modernità. Accattone resta nell’arcaico.
Il poliziotto che legge Candido rappresenta la modernità che osserva (freddamente, senza empatia9 l’arcaico.
5. Lo sguardo del poliziotto come “sguardo della verità” (Badiou)
Per Badiou, la verità non è psicologica: è procedurale. Richiede: Evento, Fedeltà, Costruzione, Mondo nuovo
Il poliziotto è lo sguardo che vede la possibilità di una procedura di verità — e vede che non si compie.
È lo sguardo che registra il fallimento del Rì-Evento: non giudica, come detto, non punisce, e quindi non non salva. Si limita a Constatare.
È lo sguardo della modernità che si limita a registrare i tentativi di un soggetto che non riesce a nascere.
6. Sintesi
A
| BORGATA =Animal | STATO = Animal Symbolicum |
| impulso fame presente destino gruppo | legge progetto responsabilità futuro individuo |
B
| POLIZIOTTO= sguardo della modernità | ACCATTONE = soglia tragica |
| osserva il tentativo di nascita del soggetto vede il RìEvento vede la non-fedeltà legge Candido perché è il romanzo della nascita dell’uomo moderno | tenta di passare da Animal a Animal Symbolicum tenta la cura tenta il progetto tenta la vita fallisce muore nel varco |
C
TRIANGOLO ANTROPOLOGICO DI ACCATTONE
(ruvido, sistemico, con vettori di forza)
1 BORGATA (ANIMAL)
| ACCATTONE |
ACCATTONE
2 STELLA (RI –EVENTO) 3 STATO –CANDIDO (modernità)
🔻 VERTICE 1 — BORGATA (ANIMAL)
Antropologia: impulso, fame, sopravvivenza, presente biologico, codice virile, gruppo come tribù, tradizione come destino
Funzione nel triangolo: È il punto di origine: l’Animal. Qui non esistono cura, progetto, responsabilità. È il mondo che trattiene Accattone.
Vettore: → Trascina verso il basso → Riassorbe ogni tentativo di trasformazione
🔻 VERTICE 2 — STELLA (RÌEVENTO)
Antropologia: cura, dedizione, innamoramento, tempo lungo, possibilità del progetto, responsabilità verso l’altro
Funzione nel triangolo: È il punto di apertura: il RìEvento. Non è ancora Evento compiuto (Badiou), ma irruzione del nuovo.
Vettore: → Tira verso l’alto → Apre il varco tra Animal e Animal Symbolicum
🔻 VERTICE 3 — STATO / CANDIDO (MODERNITÀ)
Antropologia: legge astratta, individuo senza cura, coesistenza tra comunità diverse, Progetto come norma astratta separata dall’hic et nunc, responsabilità civile, quindi sguardo neutro, istituzionale
Perché Candido? Perché è il romanzo della nascita dell’uomo moderno: l’ingenuo che attraversa il mondo, perde le illusioni, e alla fine coltiva il proprio giardino.
Il poliziotto che legge Candido è la modernità che osserva l’arcaico.
Vettore: → Stabilizza → Norma → Osserva senza intervenire
🔺 AL CENTRO DEL TRIANGOLO: ACCATTONE
Accattone non è un vertice: è il corpo che si lacera tra i tre vertici.
Tensioni che lo spezzano: Borgata ( lo richiama al destino) vs Stella (lo chiama alla cura) vs Stato (lo osserva come possibile soggetto moderno)
Accattone è il corpo-soglia: troppo Animal per diventare umano, troppo umano per restare Animal.
Perché si spezza?
Perché i tre vettori sono incompatibili:
- Animal non può sostenere la cura
- Cura non può radicarsi senza progetto
- Progetto richiede un ingresso nella modernità
- Modernità richiede un soggetto che Accattone non è
Il triangolo è una macchina tragica
D
MAPPA RUVIDA (testuale, operativa)
STATO / CANDIDO
(modernità)
▲
sguardo, legge,
individuo, progetto
BORGATA ◄─────────┼─────────► STELLA
(Animal) │ (RìEvento)
impulso, │ cura, dedizione,
fame, destino │ innamoramento
│
▼
ACCATTONE
corpo-soglia che si spezza
E
SINTESI RUVIDA
- Borgata = Animal → trattiene
- Stella = RìEvento → apre
- Stato/Candido = modernità → osserva
- Accattone = corpo che tenta il passaggio e muore nel varco
La tragedia nasce perché nessuno dei tre vertici può essere conciliato.
ANALOGIA ACCATTONE- FANDOM di OGGI
Perché rivedere Accattone oggi? Perché mettere in relazione due mondi che sembrano lontani — la borgata arcaica di Accattone e i fandom digitali contemporanei — ci consente di osservare come quei due mondi condividono la stessa struttura antropologica di fondo: un corpo collettivo che tenta di diventare soggetto e si spezza nel passaggio.
Accattone è un potente “cannocchiale aristotelico” con notare quanto percepiamo e accettiamo come fenomeni naturali ineluttabili fenomeni costruiti dalla stesa plasticità di homo sapiens. due tipi di comunità che tentano di costruirsi una forma umana controllata ma falliscono.
1. La condizione di Accattone: un corpo che tenta di nascere
Accattone vive in un mondo dove lo spazio è recinto, il tempo è presente biologico, l’identità è tribale, la sopravvivenza è l’unico valore, la cura per l’altro non esiste e il progetto di lunga scadenza è impossibile
Quando incontra Stella, si apre un Rì-Evento: la possibilità di diventare soggetto: ma il suo corpo, la sua comunità e il suo mondo non reggono questa trasformazione.
Accattone è un corpo-soglia che tenta di passare da Animal a Animal Symbolicum e si spezza.
2. La condizione dei fandom contemporanei: comunità che tentano di diventare soggetti
I fandom sono comunità affettive, gruppi identitari, vere e proprie tribù digitali che si costituiscono organismi collettivi, costituiti da popolazioni emotive
Vivono in un ecosistema dove lo spazio è la piattaforma, il tempo è il feed continuo, l’identità è performativa e la sopravvivenza è visibilità. Di fatto la cura è simulata (supporto, hype, difesa) e il progetto è instabile
Anche i fandom, come Accattone, vivono in una condizione pre-soggettiva: sono comunità che sentono, reagiscono, si muovono, ma non diventano mai pienamente soggetti politici.
Sono Animal collettivi che tentano di diventare Animal Symbolicum.
3. Il punto di contatto: il Rì-Evento che non si compie
Accattone incontra Stella che gli si propone come possibilità di diventare soggetto. Il fandom incontra l’oggetto amato quindi coglie la possibilità di diventare soggetto collettivo.
Ma in entrambi i casi la trasformazione non si compie. La fedeltà all’Evento non regge perché il corpo (individuale o collettivo) non sostiene il progetto: la comunità richiama sempre indietro alla de- soggettività (al destino). E la modernità (le istituzioni nate in teoria per offrire cura alla res publica) osserva senza intervenire
Accattone fallisce il passaggio, il fandom fallisce il passaggio: entrambi restano a metà.
4. La struttura comune: il triangolo antropologico
La situazione di Accattone e quella dei fandom hanno la stessa geometria:
VERTICE 1 — Comunità arcaica
- Borgata
- Fandom come tribù emotiva
VERTICE 2 — Evento
- Stella
- Oggetto amato (idol, creator, serie, artista)
VERTICE 3 — Modernità / Stato / Piattaforma
- Poliziotto che legge Candido
- Algoritmo che osserva, misura, regola
AL CENTRO — Corpo che si spezza
- Accattone
- Fandom come corpo collettivo
Entrambi vivono una tensione impossibile tra:
- impulso e progetto
- appartenenza e soggettività
- sopravvivenza e vita
- destino e Evento
5. La piattaforma come “poliziotto che legge Candido”
Nel film, il poliziotto osserva, non interviene: rappresenta la modernità nella sua forma di Istituzioni terze, che fanno da ponte tra comunità varie. Legge Candido come a dire che il suo progetto è in fondo quello della nascita dell’uomo moderno come coltivatore del ‘proprio orticello’ (empatia selettiva quindi).
Nella contemporaneità, la piattaforma osserva e non interviene (se non per regolare). Rappresenta la modernità algoritmica che legge i dati (non Candido, ma è la stessa funzione) come mezzi per creare ordine.
È lo sguardo neutro che vede la comunità tentare di diventare soggetto — e fallire. Perché di fatto persegue il suo scopo di autoregolazione positiva: creare dipendenze dall’uso, dal determinare la percezione di “esistenza “ in luogo della “sopravvivenza” dal fatto stesso di essere presente in rete
🔥 6. Conclusione ruvida: Accattone è il prototipo del fandom
| ACCATTONE è | Il FANDOM è |
| un corpo che vive nel flusso un’identità senza progetto una comunità che lo trattiene un Evento che lo chiama uno Stato che lo osserva un soggetto che non nasce | un corpo collettivo che vive nel feed un’identità performativa senza progetto una comunità che lo trattiene un Evento (idol) che lo chiama una piattaforma che lo osserva un soggetto collettivo che non nasce |
In conclusione Accattone è il primo “fandom” della storia italiana. Il fandom è la borgata digitale del XXI secolo.
PIATTAFORMA, WEB, AI: DAVVERO NEUTRA?
La piattaforma nelle forme più o meno innovative del web e dell’IA, non è semplicemente “lo sguardo neutro” che osserva (come si racconta) ma uno sguardo che produce dipendenza mentre finge neutralità. È lo sguardo che non vuole che la comunità diventi soggetto, perché la sua funzione è mantenere la comunità in uno stato di sopravvivenza percepita come vita.
E qui l’analogia con Accattone diventa chirurgica.
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La piattaforma come poliziotto che legge Candido
Nel film, il poliziotto che osserva e non interviene rappresenta la modernità come segnala il dettaglio del leggere Candido (nascita dell’uomo moderno)
Ma soprattutto è chiaro che, per risolvere il suo compito (far coesistere comunità diverse) non si assume il compito di far diventare Soggetto Accattone : Pasolini ha sperimentato per anni come nella scuola (istituzione moderna9 si miri a trasformare quelli che vengono da comunità varie in semplici Esecutori di Regole, in passivi portatori di protocolli,. Lo stato, quello che si autodefinisce ‘democratico’ negli anni Cinquanta e Sessanta, si assegna il compito è mantenere l’ordine, nondi generare emancipazione del singolo.
La piattaforma fa lo stesso, ma in modo più sofisticato:
- si presenta come spazio di vita (“Qui esisti, qui sei visto, qui sei riconosciuto.”)
- ma funziona come dispositivo di sopravvivenza (ti tiene in vita solo se resti dentro il flusso.(di fatto la tua esistenza dipende dalla tua presenza nella rete: la rete diventa un Destino necessario)
- produce dipendenza come forma di autoregolazione positiva: ogni interazione è un micro-premio, ogni notifica è un richiamo,ogni like è un nutrimento. È la fame di Accattone, ma digitalizzata.
- trasforma la sopravvivenza in percezione di vita: non vivi ma sei mantenuto in uno stato di attivazione continua.La piattaforma non vuole che tu diventi soggetto che si permetta si sperimentare l’Altro, l’Altrove (in questo caso paradossalmente il Rumore del Reale). Vuole che tu resti utente del Flusso
2.Perché la piattaforma non vuole un soggetto?
Perché un soggetto ha progetto, autonomia, tempo lungo e soprattutto può uscire (decidere di uscire) dal sistema disattivando il flusso. La piattaforma, come lo Stato moderno nel film, vuole prevedibilità, continuità, autoregolazione ma soprattutto la permanenza nel flusso. Un soggetto che si guarda e guarda e interpreta il Rumore del mondo, che si sposta su altri spazi – tempo, che conquisti altri fini e metodi, è un rischio. L’utente del web è un valore.
4. La piattaforma come “Stato algoritmico”
La piattaforma è lo Stato moderno portato al suo limite. non ha corpo o volto, non ha intenzioni dichiarate quindi morale, tanto meno i fini della politica moderna che punta a realuzzare l’interesse generale, grazie alle procedure di impersonalità.
Ha solo una funzione: mantenere il flusso. È lo Stato che non garantisce la vita, ma la sopravvivenza attiva, è lo Stato che non vuole cittadini, ma presenti.
5. Perché la piattaforma crea dipendenza?
Perché la dipendenza è la forma perfetta di autoregolazione, permanenza e prevedibilità, assicurando sempre la continuità del flusso. Insomma la piattaforma non ti chiede di vivere ma di esserci.
E l’esserci diventa la tua forma di vita[1].
6. Accattone e il fandom: stessa struttura
| Accattone | Il fandom | |
| Spazio | sopravvive nella borgata | sopravvive nella piattaforma |
| Tempo | tenta il RìEvento con Stella | tenta il RìEvento con l’idolo |
| Gruppo | osservato dal poliziotto | è osservato dall’algoritmo |
| Soggettivazione | non diventa soggetto | non diventa soggetto |
| Vivere-siìopravvivere | vive in un mondo dove la sopravvivenza è travestita da vita. | Vive in un mondo dove la sopravvivenza è travestita da vita. |
7. Sintesi ruvida
– La piattaforma è lo sguardo neutro che non vuole soggetti.
– Trasforma la sopravvivenza in percezione di vita.
– Produce dipendenza come forma di autoregolazione.
– Mantiene la comunità in stato di Animal, non di Animal Symbolicum.
– L’esistenza digitale diventa “esserci”, non vivere.
– Il fandom è la borgata digitale.
– L’algoritmo è il poliziotto che legge Candido.
La cultura del flusso rivela che l’esserci di Heidegger – vero mito fondativo dell’esistenzialismo del Novecento e delle pratiche estetiste di oggi – se ci si sottrae al Rumore del Mondo Concreto, è solo un algoritmo.
E Accattone è una Figura di soglia di questa trasformazione
La forma. Come lo dice?
1
La Musica
PERCHE’ BACH?
Perché un film ruvido, primitivo, “basso”, sceglie come controcanto la musica più alta, più pura, più celeste della tradizione occidentale?
La risposta non è estetica. È antropologica. E riguarda l’armonia delle dissonanze che Pasolini costruisce tra:
- un corpo che sopravvive e una musica che salva
- un mondo chiuso e una trascendenza che non arriva
- un destino che schiaccia e un’idea di grazia che sfiora
La scelta di Bach non è decorativa. È un gesto violento, quasi scandaloso
A. Bach come “lingua del sacro”
Per Pasolini, Bach è la forma più pura del sacro occidentale: ordine, necessità, trascendenza, grazia.
La musica di Bach è la voce di Dio in un mondo che Dio ha abbandonato.
B. Bach come controcampo antropologico
Accattone vive in un universo pre-morale, pre-borghese, pre-moderno: impulso, fame, bisogno, sopravvivenza.
Mettere Bach sopra questo mondo significa non elevare la borgata, ma rivelarne la sacralità perduta.
Accattone non è un delinquente: un personaggio sacro senza religion, una mescolanza di forze come ogni organismo vivente. Un Cristo rovesciato che non ha resurrezione.
C. Bach come “grazia che non salva”
La musica non coincide mai con un riscatto. È sempre fuori posto, come un angelo che arriva tardi.
È la grazia che potrebbe salvare, ma non salva. È la trascendenza che potrebbe aprire, ma non apre.
2.
Pasolini costruisce una dissonanza strutturale, non musicale.
A. tra corpo e spirito
- il corpo di Accattone è fame, sudore, ferita
- la musica è ordine, necessità, perfezione
Questa frizione crea un effetto potentissimo: il sacro non è dove dovrebbe essere.
B. tra destino e progetto
Accattone non ha progetto. Vive nel presente assoluto della sopravvivenza.
Bach invece è teleologia pura: ogni nota va verso un fine.
La musica mostra ciò che Accattone non può essere: un soggetto che costruisce il proprio destino.
C. tra tragedia e liturgia
La morte di Accattone non è un fatto di cronaca. È un rito.
Bach trasforma la tragedia in liturgia. Ma una liturgia senza chiesa, senza comunità, senza salvezza.
È un requiem per un mondo che non ha più un altare.
3
Perché il contrappunto è decisivo per capire Bach in Accattone?
Perché il contrappunto è l’opposto antropologico della borgata.
| BORGATA | BACH | |
| Voce | Una | molte |
| Interiorità | nessuna | complessa |
| progetto | Nessuna meta | Teleologia (divino) |
| Armonia | Inciampi, ostacoli, conflitti | Ordine Superiore da Imitare, Rappresentare, Scoprire, Ripetere |
| tempo | Solo presente | Tempo orientato |
Quando Bach entra in Accattone, succede una COLLISIONE ANTROPOLOGICA: un mondo a una voce viene attraversato da un mondo a molte voci.
2
PERCHÉ DANTE?
Pasolini sceglie proprio Bonconte perché è il paradigma del corpo abbandonato.
A. Bonconte: il corpo perduto
Nel canto V del Purgatorio, Bonconte muore solo, nel fango, senza sepoltura. Il suo corpo è trascinato dal fiume, disperso, dimenticato.
È la stessa condizione antropologica della borgata: corpi senza storia, senza memoria, senza luogo.
B. Bonconte: la grazia dell’ultimo istante
Bonconte si salva con un solo gesto: “una lagrimetta”.
Accattone non ha neppure questo. La sua morte è senza gesto, senza conversione, senza lacrima.
La citazione serve a mostrare la differenza tragica:
Bonconte ha un’anima che si salva. Accattone ha solo un corpo che cade.
C. Bonconte come figura del “quasi-salvato”
Pasolini usa Bonconte per dire:
- la grazia esiste
- ma non per questo mondo, non per questa antropologia, non per chi vive senza progetto, senza futuro, senza interiorità
Accattone è l’uomo prima dell’anima. Bonconte è l’uomo che l’anima la trova all’ultimo.
Sintesi
- Musica di Bach:
- La ri-costruzione dell’ordine nascosto all’umano nel Sacro
- La sostituzione della grazia mancata, la trascendenza immessa nell’immanente (fuori luogo)
- Dissonanza quindi
- corpo vs spirito
- presente vs teleologia
- tragedia vs liturgia
- sopravvivenza vs salvezza
C. Dante – Bonconte. Per entrambi il corpo è abbandonato. Ma la quasi-salvezza arriva dalla lacrima che manca ad Accattone: antropologia dell’immanente, l’uomo corpo- senza anima
Formula genealogica
- Bach è la voce della grazia che sfiora Accattone senza toccarlo;
- Bonconte è il modello della salvezza che Accattone non può avere.
3
L’INIZIO
la primissima scena ( uno della borgata con un mazzo di fiori in mano, incontra altri borgatari, quelli del nulla fare / nulla dare e scambia parole sul lavoro, sul senso dell’esistenza) è una chiave di volta dell’intero film. È un micro‑rito, un’apertura “minima” che contiene già tutta l’antropologia di Accattone.
La leggo con te in tre strati: il fiore – il lavoro – il senso dell’esistenza. E poi ti mostro perché Pasolini la mette prima di
3.1
Un uomo della borgata con un mazzo di fiori è un’immagine stonata, quasi impossibile.
Nella borgata non ci sono riti, nè celebrazioni o gesti simbolici. La sopravvivenza materiale riempie di senso l’hic et nunc: non c’è futuro, quindi non c’è promessa
Il fiore è un oggetto simbolico in un mondo senza simboli.
È come se Pasolini dicesse: “Ecco un frammento di mondo che non dovrebbe esserci qui.”
Il fiore è un segno di vita, di cura, di relazione. Ma nelle mani di un borgataro diventa un oggetto estraneo, quasi comico, quasi tragico.
3.2
Quando l’uomo con i fiori incontra gli altri borgatari, la conversazione scivola subito sul lavoro, sul senso del fare, insomma sul valore dell’esistenza
Ma attenzione: non è una discussione morale. È una discussione antropologica.
Nella borgata il lavoro non è un dovere e tantomeno un valore che nasca da un progetto e dia un’identità
Il lavoro è un mondo altro, un linguaggio che non appartiene a loro.
Per Accattone e i suoi simili il lavoro è impossibile, è gesto estraneo e incomprensibile. Il lavoro è una forma di vita che non li riguarda: non perché siano pigri, ma perché vivono in un ecosistema chiuso, dove il tempo è solo presente e il corpo è solo bisogno.
Il lavoro richiede pensare al futuro, disciplina, capacità di progetto e soprattutto interiorità, la riflessione sul chi o cosa si sia o si voglia essere.
Tutte cose che la borgata non produce.
3.3
Quella conversazione è una filosofia spontanea, una metafisica da sottoproletari.
I borgatari parlano del senso dell’esistenza come qualcosa che non si costruisce e non si sceglie: l’esistenza è semplicemente qualcosa che “capita” e si subisce
È una visione pre-moderna, quasi arcaica: l’esistenza non è un progetto, è un destino.
E qui Pasolini fa un gesto geniale: mette in bocca a questi uomini una sapienza tragica, non borghese.
Non è nichilismo. È fatalismo antropologico.
3.4.
Perché Pasolini apre il film con questa scena. Perché in 30 secondi ti dice tutto:
A. La borgata è un mondo senza simboli: il fiore è un intruso, la grazia è fuori posto, la bellezza non appartiene a quel mondo.
B. La borgata è un mondo senza lavoro, non per scelta, ma per struttura. Il lavoro è un linguaggio che non possono parlare.
C. La borgata è un mondo senza progetto: il senso dell’esistenza non è costruito, è subito. È destino, non libertà.
D. La borgata è un mondo che non può essere salvato. Ecco perché Bach arriva come un angelo fuori luogo, ecco perché Bonconte è citato come modello impossibile.
3.5.
La funzione della scena nella grammatica del film
Quella scena è un prologo rituale, come il coro nella tragedia greca.
Serve a
- definire il mondo
- stabilire le regole antropologiche
- mostrare la distanza tra sacro e vita
- introdurre la dissonanza che Bach amplificherà
- preparare la tragedia
È un incipit di antropologia, non di trama.
3. 6. Sintesi operativa
OGGETTO ESTRANEO : il fiore = simbolo in un mondo senza simboli.
LAVORO IMPOSSIBILE Il lavoro = progetto in un mondo senza progetto.
ESISTENZA COME DESTINO La vita = sopravvivenza, non costruzione.
PROLOGO TRAGICO La scena = dichiarazione di poetica e antropologia.
3.7
MAPPA RUVIDA DELLA PRIMA SCENA
Fiore – Lavoro – Destino – Grazia
┌───────────────┐
│ FIORE │
│ simbolo fuori │
│ luogo │
└───────┬───────┘
│ attrito
▼
┌───────────────┐ ┌───────────────┐
│ LAVORO │◀──────▶│ DESTINO │
│ impossibile │ scontro│ fatalità │
│ non parlato │ │ premoderna │
└───────────────┘ └───────────────┘
▲
│ frizione
┌───────┴────────┐
│ GRAZIA │
│ promessa che │
│ non arriva │
└────────────────┘
Logica ruvida
- Il fiore è un simbolo che non appartiene alla borgata → intrusione del senso.
- Il lavoro è un linguaggio che la borgata non può parlare → impossibilità strutturale.
- Il destino è la forma di vita della borgata → fatalismo, non progetto.
- La grazia è ciò che sfiora ma non salva → assenza di trascendenza.
3.8
COLLEGAMENTO A BACH
Bach come controcampo sacro della mappa
Ora sovrapponiamo Bach alla mappa:
Codice
FIORE ←——— BACH
│ │
▼ │
LAVORO ————×———— DESTINO
▲ │
│ ▼
GRAZIA ←——— BACH
Che cosa fa Bach in questa struttura?
- Rende il fiore un sacramento mancato La musica sacra amplifica l’estraneità del fiore: un simbolo in un mondo senza simboli.
- Mostra il lavoro come teleologia impossibile Bach è ordine, finalismo, costruzione. La borgata è presente assoluto, senza scopo. La musica rivela la distanza tra due antropologie.
- Contrasta il destino con la necessità armonica Il destino della borgata è cieco, caotico. Bach è necessità matematica, ordine cosmico. La dissonanza è totale.
- Trasforma la grazia in un’assenza sonora La musica sacra non salva Accattone. È la grazia che non arriva, la trascendenza fuori luogo. È un angelo che passa, non che interviene.
3.9
COLLEGAMENTO A BONCONTE
Bonconte come modello di salvezza negata
Inseriamo Bonconte nella mappa:
Codice
FIORE
│
▼
LAVORO ———— DESTINO ———— BONCONTE (salvezza con lacrima)
▲
│
GRAZIA (mancata per Accattone)
Perché Bonconte?
- Bonconte ha un gesto minimo che salva “una lagrimetta” → un atto di interiorità.
- Accattone non ha interiorità Vive nel corpo, nel bisogno, nell’impulso. Non ha accesso alla lacrima che salva.
- Bonconte ha un’anima che si apre all’ultimo Accattone ha solo un corpo che cade.
- Bonconte è il paradigma della grazia possibile Accattone è il paradigma della grazia impossibile.
La citazione dantesca serve a dire:
Ecco un modello di salvezza. Ma questo mondo non può produrlo.
3.10
SINTESI RUVIDA
4 nodi – 2 controcampi – 1 impossibilità
1. Fiore
Simbolo fuori luogo → promessa di senso.
2. Lavoro
Linguaggio non parlabile → impossibilità del progetto.
3. Destino
Forma di vita chiusa → fatalismo antropologico.
4. Grazia
Presenza sonora (Bach) → assenza reale.
Controcampo Bach
Ordine che non salva → sacro fuori posto.
Controcampo Bonconte
Lacrima che salva → modello irraggiungibile.
Impossibilità finale
Accattone è l’uomo prima dell’anima: non può accedere né al lavoro, né al progetto, né alla grazia.
4
TRILOGIA DANTE BACH PASOLINI
La formazione di PPP è strettamente moderna: la sua visione del mondo è costruita dall’approccio all’archivio dell’humanitas che si ritiene capace di correggere la Natura.
Il focus profondo di questa impresa collettiva è il Sacro: la mescolanza appartiene alla natura delle cose, l’uomo pretende di separare e dirimendo dare una struttura stabile al suo rapporto con gli eventi.
Dante è il primo laico che sfida il privilegio dei chierici di poterne parlare, e ristruttura a modo suo lo spazio tempo sacro ridefinendo soprattutto il percorso di “correzione” dell’umano nei termini di conflitti costanti , pur se sempre alla luce di una meta fissa, ultraterrena.
Bach compone musiche per cerimonie religiose e introduce la modalità del Contrappunto, a sottolineare la complessità delle cose che accadono. l’armonia è una conquista dell’homo faber.
Pasolini dopo i disastri del 900, sperimenta che i grandi progetti moderni di miglioramento del vivere umano qui in terra sono falliti, almeno per la miriade degli esclusi, di quelli che senza libri continuano a non avere davvero direzioni tra cui scegliere.
4.1
Tre forme del sacro, dunque tre forme del corpo e della grazia: tre modi diversi in cui l’umano incontra (o manca) la salvezza.
Triade antropologica della grazia impossibile
DANTE (grazia che salva)
│
▼
BACH (grazia che ordina)
│
▼
PASOLINI (grazia che manca)
| DANTE | BACH | PASOLINI | |
| GRAZIA | La grazia che salva il corpo perduto | La grazia come ordine cosmico | La grazia che manca |
| Bonconte da Montefeltro come paradigma | La musica come teologia senza parole | Accattone come uomo prima dell’anima | |
| ANTROPOLOGIA | l’uomo è corpo + anima la colpa può essere redenta la grazia può intervenire all’ultimo istante il destino non è chiuso | l’uomo è parte di un ordine superiore la grazia è armonia, necessità, teleologia ogni nota ha un fine il mondo ha un senso, anche quando l’uomo non lo vede | l’uomo è corpo senza interiorità vive nel presente assoluto non ha progetto, solo destino non ha accesso alla lacrima che salva |
| FIGURA CHIAVE | BONCONTE muore solo, nel fango il corpo è disperso ma una lagrimetta lo salva la grazia entra nel mondo come evento minimo | CONTRAPPUNTO Far convivere più voci indipendenti che: hanno ciascuna una propria linea melodica autonoma ma insieme producono un’armonia necessaria senza che nessuna voce domini o annulli le altre | INCIDENTE IN MOTO Reazione pulsionale Moto senza direzione Ostacolo Chiusura della cornice senza come processo senza direzione (omeostasi) |
| FUNZIONE NELLA TRIADE | Dante rappresenta la possibilità della salvezza. La grazia è efficace, attiva, interveniente. | Bach rappresenta la grazia come struttura, non come evento. È la trascendenza che ordina, non che interviene. In Accattone: La musica sacra non salva. È un contro-campo: mostra ciò che manca. | Pasolini rappresenta la grazia negata, la trascendenza fuori luogo. Il sacro è presente come assenza. Accattone: non può lavorare non può progettare non può salvarsi muore come Bonconte, ma senza lacrima muore con Bach, ma senza grazia |
Tensioni ruvide
- Dante → Bach: dalla grazia-evento alla grazia-struttura
- Bach → Pasolini: dalla grazia-struttura alla grazia-assenza
- Bonconte → Accattone: dal corpo salvato al corpo abbandonato
4.2
LE RISONANZE ANTROPOLOGICHE
| DANTE | BACH | PASOLINI | |
| CORPO | corpo disperso ma salvato | : corpo come parte di un ordine cosmico | corpo come unica realtà, senza anima |
| TEMPO | tempo aperto alla conversione | tempo teleologico, orientato | tempo chiuso, presente assoluto |
| GRAZIA | grazia efficace | Grazia armonica | Grazia impossibile |
| MORTE | Morte come passaggio | Morte come compimento (cornice) | Morte come caduta |
4.3
COME LA MUSICA DI BACH TIENE INSIEME LA TRIADE
Bach è il ponte tra Dante e Pasolini.
- Da Dante eredita il sacro.
- Da Pasolini riceve il mondo senza salvezza.
- In mezzo, costruisce un sacro senza intervento.
In Accattone, Bach è:
la grazia che non arriva, ma che continua a suonare.
È IL FANTASMA DELLA SALVEZZA.
4.4
COME BONCONTE RIVELA L’ANTROPOLOGIA DI ACCATTONE
Bonconte è il modello. Accattone è il fallimento del modello.
- Bonconte: un gesto minimo → salvezza
- Accattone: nessun gesto → caduta
- Bonconte: corpo disperso ma accolto
- Accattone: corpo che cade e basta
- Bonconte: lacrima
- Accattone: fame
La citazione dantesca serve a dire:
Questo mondo non può produrre la lacrima che salva.
4.5
SINTESI OPERATIVA
| Dante | Bach | Pasolini |
| Grazia come evento → salvezza possibile. | Grazia come ordine (artificio umano) → salvezza sospesa. | Grazia come assenza → salvezza negata |
| Bonconte Figura del salvabile | Accattone Figura dell’insalvabile. |
5
LA CITAZIONE IMPLICITA
Intelligenti pauca..analogie e differenze
Faust e Margherita come ‘fonte’ di Accattone e Stella
5.1. LO SCHEMA FAUST–MARGHERITA (Goethe)
Faust
- uomo che vive nel limite della propria forma di vita
- incontra Margherita, figura di purezza e mondo-altro
- l’incontro è un evento che apre un’altra possibilità
- l’amore è trasformazione, ma anche tragedia
- la donna è soglia tra due mondi (sapere/innocenza, spirito/corpo)
Pasolini riprende questo schema, ma lo porta nel mondo arcaico della borgata, dove l’evento non può essere sostenuto.
5.2. ACCATTONE–STELLA COME VARIAZIONE POPOLARE DEL MODELLO FAUSTIANO
SCENA 1 — Accattone vede Stella per la prima volta
(equivalente: Faust vede Margherita alla finestra)
- Accattone è nel suo mondo chiuso, ripetitivo, senza progetto
- Stella appare come figura di luce, di purezza, di alterità
- L’inquadratura la isola, come Margherita: non appartiene alla borgata.
- Accattone è colpito da qualcosa che non capisce: non desiderio sessuale, ma stupore.
Funzione faustiana: l’apparizione dell’Altro che rompe il mondo.
SCENA 2 — Accattone la segue, la osserva, la protegge
(equivalente: Faust che cerca Margherita, la segue, la interroga)
- Accattone non sa cosa vuole: è attratto, ma non nel modo animale.
- La segue come si segue un miracolo.
- La protegge senza motivo: gesto gratuito, non economico.
- È la nascita del desiderio non-animale, del simbolico.
👉 Funzione faustiana: il desiderio come inizio di soggettività.
SCENA 3 — Il primo dialogo: Stella parla, Accattone ascolta
(equivalente: la scena del rosario e della timidezza di Margherita)
- Stella parla con una timidezza infantile, come Margherita.
- Accattone ascolta: cosa rarissima nella borgata
- Il linguaggio cambia: non più gergo, ma attenzione
- Accattone si scopre capace di cura, come Faust si scopre vulnerabile.
Funzione faustiana: l’amore come trasformazione del linguaggio.
SCENA 4 — Accattone lavora per Stella
(equivalente: Faust che vuole diventare degno di Margherita)
Questa è la scena decisiva.
- Accattone, che ha sempre rifiutato il lavoro, lavora.
- Non per necessità, ma per dignità (costruire una base stabile di cooperazione<: cura)
- Il lavoro diventa progetto, non sopravvivenza
- È il momento in cui Accattone tenta di diventare soggetto (mostra di assumersi il compito di CURA)
Funzione faustiana: l’amore come inizio di un mondo nuovo.
SCENA 5 — La caduta: Accattone non regge l’evento
(equivalente: la tragedia di Margherita, la colpa, la distruzione)
- La borgata lo richiama.
- Il corpo animale lo richiama.
- Il destino lo richiama
- L’evento-Stella è troppo grande per lui.
- Accattone non può diventare Faust: non ha gli strumenti simbolici.
Funzione faustiana rovesciata: l’evento non si compie, resta emergenza impossibile.
5.3. LA FORMULA ANTROPOLOGICA
Faust + Margherita = Evento che apre un mondo
Accattone + Stella = Evento che non può essere sostenuto
Perché?
- Faust è già soggetto moderno (ha studiato libri, ha un archivio di verità)
- Accattone è ancora corpo animale
- Margherita è innocenza cristiana
- Stella è cura e simbolo
- Faust può scegliere
- Accattone può solo essere trascinato
L’innamoramento è emergenza (il kairòs9, ma non diventa forma di nuova vita (perché Accattone non ha libri a guidarlo, formalo, determinare emozioni, desideri, progetti).
5. 4. LA FORMULA che sintetizza tutto)
Accattone incontra Stella come Faust incontra Margherita, ma in un mondo dove l’evento non può diventare destino.
È l’innamoramento come rottura del reale, come epifania, come chiamata, ma senza la possibilità di una fedele trasformazione.
5
La citazione non è qui se non occasione di rivelare la distanza tra una situazione antropologica e l’altra. A parità di condizioni fattuali (la Figura, il primo piano è l’incontro di un maschio che non sa cosa fare con una ragazza Semplice e diversa che si pone come Meta , come punto di stabilità nelle relazioni umane )
- chi conosce il mondo attraverso gli schemi dei libri è Soggetto che, avendo subito e reso consapevoli a sé i limiti dell’esistere, è di fatto un Sub+ Jectus, un Soggetto, uno che sa muoversi entro i limiti appresi
- chi si limita a re-agire agli stimoli del conflitto della sopravvivenza biologica (retroazione di precaria instabilità nel controllo delle’energia che consente la continuazione della vita) non ‘sa’ (non riconosce situazioni in qualche modo ‘studiate) e si abbandona sempre alla ripetizione banale dei gesti e delle azioni della borgata chiusa nel Destino
6
STRAPAESE, AUTENTICO E CRRITICA DI PASOLINI
Nella cultura del primo Novecento Paese (cioè Borgo) so oppone a Nazione: ma nella strategia di comunicazione che il potere borghese attiva dall’Ottocento si costruisce una comunicazione adattata al Paese. col fascismo emerge la cultura (riista9 di Strapaese. Accattone ne è una critica. evidenzia o limiti di questa semplificazione del reale che il fascismo e le destre attuali narrano come Autenticità.
Ecco la distinzione strutturale— Paese/Borgo vs Nazione — e soprattutto il suo punto critico: come il fascismo (e oggi le destre neo‑populiste) trasformano il Paese in un dispositivo di autenticità che semplifica il reale fino a renderlo governabile come narrazione.
Paese vs Nazione nel primo Novecento
Paese (Borgo)
- comunità ristretta, premoderna, organica
- relazioni faccia-a-faccia
- identità locale, non ideologica
- tempo lento, ciclico, contadino
Nazione
- costruzione moderna, astratta, amministrativa
- apparato statale, scuola, esercito
- identità immaginata (Anderson)
- tempo lineare, progressivo, industriale
Nel primo Novecento la cultura letteraria e antropologica italiana (da De Amicis a Tozzi, da Papini a Prezzolini) contrappone Paese e Nazione: il Paese è “vero”, la Nazione è “astratta”.
2. L’Ottocento borghese prepara la trappola
La borghesia ottocentesca capisce che per governare masse alfabetizzate serve una comunicazione adattata al Paese:
- semplificazione narrativa
- figure riconoscibili (il contadino, il soldato, la madre, il parroco)
- moralità elementare
- linguaggio vicino all’oralità
- estetica del “naturale”
È la nascita della cultura popolare mediata: giornali, romanzi d’appendice, teatro dialettale, iconografie nazional-popolari.
Questa estetica del Paese è già una costruzione artificiale, ma funziona perché appare “vicina”.
3. Il fascismo: Strapaese come dispositivo di potere
Strapaese (Maccari, Longanesi, Malaparte) non è nostalgia: è ingegneria culturale.
Funzioni operative:
- ridurre la complessità della modernità industriale
- produrre identità immediata: l’italiano “vero”, “di terra”, “di sangue”
- neutralizzare il conflitto sociale: il Paese come comunità armonica
- legittimare il potere: il Duce come “uomo del popolo”
Strapaese è un filtro: prende la realtà plurale e la restituisce come favola identitaria.
4. Accattone come critica radicale
Pasolini smonta l’intera operazione.
Perché Accattone è una critica di Strapaese:
- mostra un “popolo” non organico, non armonico
- il borgo non è comunità: è sopravvivenza, fame, violenza, desiderio
- il corpo popolare non è sano: è ferito, esposto, tragico
- la lingua non è folklore: è lingua di classe, di esclusione
- non c’è autenticità: c’è miseria reale, non estetizzata
Pasolini restituisce il Paese senza la retorica che lo rendeva funzionale al potere.
5. I limiti della semplificazione fascista (e delle destre attuali)
La narrazione dell’Autenticità — ieri fascista, oggi populista — ha quattro limiti strutturali.
5.1. Riduzione antropologica
Trasforma la pluralità dei soggetti in un’unica figura:
- “la gente”
- “il popolo vero”
- “la tradizione”
Questa figura non esiste: è un avatar comunicativo.
5.2. Negazione del conflitto
Il Paese viene rappresentato come comunità armonica. Ma il reale è fatto di:
- classi
- interessi
- fratture
- desideri divergenti
La narrazione dell’autenticità cancella la politica.
5.3. Estetizzazione del reale
Il Paese diventa un set:
- sagre
- dialetti
- cibo
- folklore
È un Paese da cartolina, non vissuto. Il fascismo lo usava per propaganda; oggi lo usano marketing politico e influencer.
5.4. Uso strumentale della nostalgia
La nostalgia è un dispositivo di governo:
- semplifica il passato
- lo rende innocuo
- lo usa per bloccare il futuro
Il risultato è un Paese immobile, infantile, rassicurato.
6. Perché questa narrazione funziona ancora oggi
Perché la cultura del Flusso e dell’Intrattenimento (come dicevi tu) amplifica esattamente ciò che Strapaese aveva già intuito:
- immediatezza
- riconoscibilità
- emozione semplice
- identità senza conflitto
- autenticità come performance
Il Paese diventa un format: dal talk show alla politica social, dal turismo esperienziale al sovranismo.
7. Sintesi operativa (levigata)
PAESE = COMUNITÀ IMMAGINATA, SEMPLIFICATA, ESTETIZZATA NAZIONE = COSTRUZIONE MODERNA, COMPLESSA, AMMINISTRATIVA
STRAPAESE = DISPOSITIVO FASCISTA CHE USA IL PAESE PER PRODURRE IDENTITÀ
ACCATTONE = RESTITUZIONE DEL REALE CHE ROMPE LA FAVOLA DESTRE ATTUALI = RIPRENDONO STRAPAESE IN VERSIONE POP‑DIGITALE
8
IL SOGNO
Il sogno come dispositivo rivelatore — non psicologico, ma antropologico. Pasolini lo usa per mostrare che il vivere “popolare” (nel senso arcaico, pre-moderno) è inadeguato alla modernità che avanza. Il sogno è la fenditura dove questa inadeguatezza diventa visibile: mostra che il desiderio di Accattone è strutturato per non essere mai soddisfatto, perché appartiene a un mondo che non ha gli strumenti culturali per trasformare il desiderio in progetto.
1
Il sogno non è un momento “interiore”: è la prima e unica volta in cui Accattone entra in un linguaggio che non è quello della borgata.
Nel sogno appare la morte come figura ordinata, quasi borghese, il paesaggio è levigato, non ruvido e il tempo è lineare, non ciclico. C’è anche un rituale (il funerale) che la borgata non possiede. Infine Accattone è spettatore di sé stesso, cosa impossibile nella vita reale
Il sogno è quindi l’irruzione della modernità nella sua antropologia arcaica.
2
Il sogno mostra che il desiderio di Accattone è strutturalmente non realizzabile.
Perché? Perché il desiderio richiede progetto, cioè continuità nel lavoro, cura e una prospettiva lineare del tempo: tutte categorie assenti nella borgata.
Accattone desidera Stella, desidera una vita diversa, desidera “stare bene”. Ma il suo mondo non ha gli strumenti per trasformare il desiderio in forma di vita.
Il sogno lo dice chiaramente: il desiderio conduce alla morte, non alla trasformazione.
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Le scene
La materia del sogno (coesione)
- Accattone cammina in un paesaggio vuoto, quasi metafisico
- incontra la processione funebre
- scopre che il morto è lui stesso
- nessuno lo guarda, nessuno lo riconosce
- la morte è pulita, ordinata, distante dal caos della borgata
Accattone è fuori posto anche nella propria morte. Il ruvido qui è la discontinuità: il sogno non appartiene al suo mondo, lo espelle.
Il significato del sogno (coerenza)
- l sogno è costruito come rito
- ha un inizio, un percorso, una rivelazione
- è l’unico momento del film con una forma simbolica chiara
- è un dispositivo di anagnorisis: Accattone vede la sua verità
La verità è tragica: non può cambiare destino
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COSA SVELA IL SOGNO
- Inadeguatezza antropologica: Accattone non può vivere nel mondo moderno. Il sogno glielo mostra con una forma che lui non possiede: il rito.
- Desiderio senza oggetto: il suo desiderio non ha un luogo dove incarnarsi. Stella non può salvarlo. Il lavoro non può salvarlo. La borgata non può salvarlo.
- La morte come unica forma di ordine: è l’unico spazio dove Accattone appare “in ordine”. È l’unico luogo dove il suo destino trova forma. segna il limite all’illimitato caos del quotidiano sopravvivere
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Le scene che preparano e seguono il sogno, come un montaggio antropologico:
- La fame e il corpo (inizio film: il corpo è tutto. Il desiderio è immediato, non progettuale
- Il lavoro fallito, l’impossibile del l corpo che rifiuta la modernità
- L’incontro con Stella: nasce il desiderio “nuovo”, ma senza strumenti culturali per sostenerlo.
- Il sogno è appunto il dispositivo che rivela la verità: il desiderio non può diventare vita
- Il furto finale ovvero il ritorno al codice arcaico. Il mondo moderno lo punisce
- La morte reale che ripete il sogno: il sogno era la verità, la vita era l’illusione.
In sintesi
LEVI GATO (coerenza implicita, allegoria, da ipotizzare con l’abduzione)
- Il Sogno = rito moderno
- Borgata = arcaico senza progetto
- Desiderio = impossibile
- Morte = unica forma di ordine
- Sogno = anagnorisis tragica
RUVIDO (coesione tematica in primo piano, i Dati)
- Corpo, fame, impulso
- Paesaggio vuoto, processione, estraneità
- Desiderio come ferita
- Modernità come violenza
- Morte come rivelazione
[1] la formula heideggeriana dell’“esserci” viene smascherata dalla cultura del flusso e dell’intrattenimento. Non perché Heidegger “sbagli”, ma perché la piattaforma mostra il limite antropologico di quella formula. Per Heidegger, l’esserci (Dasein) è apertura al mondo, possibilità, progetto, cura (Sorge), gettatezza + trascendenza, insomma essere-nel-mondo come modo originario dell’umano
L’esserci è l’opposto della sopravvivenza: è la condizione per cui l’umano non è solo un animale, ma un essere che si comprende e si progetta. L’esserci è vita, non mera esistenza.
La piattaforma prende la parola “esserci” e la svuota. Nella cultura del flusso:
- esserci = essere presenti
- essere presenti = essere visibili
- essere visibili = essere riconosciuti
- essere riconosciuti = esistere
È un esserci senza mondo, senza progetto, senza cura, senza trascendenza. È un Dasein ridotto a presenza continua.
L’esserci heideggeriano diventa: “sei solo se appari”, “esisti solo se sei nel feed”, “sei umano solo se sei attivo”
È la caricatura dell’esserci. La piattaforma mostra che:
- L’esserci può essere simulato (Non serve apertura al mondo. Basta un profilo)
- L’esserci può essere automatizzato (Non serve progetto: basta un algoritmo che ti tiene dentro)
- L’esserci può essere prodotto artificialmente. Non serve cura concreta per persone in carne e ossa: basta un like.
- L’esserci può essere ridotto a sopravvivenza: non serve la ita coi suoi rischi di destabilizzazione, basta esserci.
La piattaforma rivela che l’esserci, se separato dalla cura, non è vita, ma sopravvivenza travestita da vita.
Heidegger pensa l’esserci come apertura al mondo, ma la piattaforma non apre al mondo de Rumore, ma lo sostituisce col mondi del Flusso, dove non è pensabile progetto e la cura è simulata dai numeri dei dati, dai numeri delle interazioni. La piattaforma è l’anti-mondo, è un ambiente che produce esserci senza essere.
