FASCISMOIERI e OGGI

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 FASCISMO IERI E OGGI 

Oggi una delle fonti di dubbio e di urto è dare un nome a quel che succede in generale a livello sociale e politico, come culturale ed economico.

L’equivoco più forte da affrontare è quello sulla connessione del presente al passato di una nazione come l’Italia. Il Fascismo antico ha o no contatto e conseguenti sviluppi con qualcosa che avviene oggi?

Una chiave decisiva è data dal saggio di Eco che parla di ur-fascismo identificando la qualità specifica nel fascismo nel suo uso dei dispositivi politici moderni (come lo stato e altre istituzioni di coordinamento sociale) ai fini della restaurazione della modalità premoderna di dare stabilità alle comunità, in termini di stabilità garantita da relazioni solo emotive, cioè di persone che si legano in modo personale secondo relazioni di tipo affettivo (riconoscimento, cura, protezione). 

Proviamo a tracciare una distinzione netta, operativa e genealogica tra fascismo storico e ur‑fascismo (nel senso di Eco),

  1. FASCISMO STORICO (1922–1945: REGIME, MILIZIA, STATO‑NAZIONE, VIOLENZA ORGANIZZATA

Identità

  • Premoderna e tribale: nazione come corpo organico, comunità chiusa.
  • Appartenenza totale: Partito, camicie nere, gerarchia.

Potere

  • Verticale: comando, disciplina, obbedienza.
  • Monopolio della forza: manganello, squadrismo, repressione.

Cultura

  • Mitologia nazionale: romanità, ruralismo, virilità.
  • Estetica della massa: parate, simboli, rituali collettivi.

Tecnologie

  • Radio, cinegiornali, stampa controllata.
  • Comunicazione unidirezionale: il capo parla, la massa ascolta.

Funzione antropologica

  • Trasformare individui in corpi disciplinati.
  • Ridurre complessità in specifici spazi di ordine, gerarchia, destino comune. (i treni in orario!!!)
  •  

2. UR‑FASCISMO (ECO ): NON UN REGIME, MA UN PATTERN RICORRENTE DI MENTALITÀ E FORME CULTURALI)

Eco individua il fascismo come tratti di una struttura mentale che si definisce attraverso elementi antropologici precisi:  il culto della tradizione, il rifiuto della complessità, la paura della differenza, l’ossessione del complotto, l’identità come appartenenza emotiva, il linguaggio povero e sloganico e soprattutto il nemico come figura necessaria.

3. IL SALTO: COME L’UR‑FASCISMO SI RICODIFICA NELLA SOCIETÀ DEL FLUSSO

Qui entriamo nel terreno proprio dell’industria culturale neoliberale: invasione delle menti attraverso costruzione di adeguati processi di frame, script, flussi, intrattenimento, identità reattive.

Nella società contemporanea:

  • non c’è più la milizia ma la community
  • non c’è più la parata ma il feed
  • non c’è più il capo carismatico ma il creator o il leader‑brand
  • non c’è più la dottrina ma il meme
  • non c’è più la violenza organizzata ma la polarizzazione performativa

L’ur‑fascismo diventa una forma culturale, non un progetto politico strutturato.

 4. UR‑FASCISMO COME FORMA DELL’INTRATTENIMENTO

Nella cultura del Flusso, l’ur‑fascismo assume tratti nuovi

–  Identità come fandom : appartenenza emotiva, difesa del leader come “idolo”, narrazione contro un nemico: rituali digitali (commenti, meme, raid)

–  Linguaggio ridotto a slogan: semplificazione estrema; frame binariLnoi/loro, puri/corrotti); estetica del “ruvido” come autenticità

. Politica come spettacolo: indignazione come contenuto, conflitto come intrattenimento, leader come performer

– Complessità rifiutata: preferenza per narrazioni brevi, emotive; sospetto verso istituzioni, media, scienza; frame complottisti come scorciatoie cognitive

Comunità come tribù digitali: echo chambers; identità costruite nel feed; appartenenza immediata, non mediata

 5. LA MATRICE COGNITIVA: NEURONI SPECCHIO, FRAME, SCRIPT

Qui la ricerca neuro – scientifica si incastra perfettamente: l ’ur‑fascismo contemporaneo è una macchina di frame e script, non un’ideologia sistematica

I neuroni specchio favoriscono

  • l’imitazione emotiva  che consente il contagio affettivo
  • l’identificazione con il leader/creator come Soggetto Supposto Sapere (come fonte di contatto col mistero) e quindi l’eliminazione di ogni situazione di dubbio cioè di ansia o angoscia (la responsabilità tutta a chi ‘ci’ guida)
  • la polarizzazione di idee e brand come risonanza corporea: la binarietà dei frame proposti semplifica , riduce la complessità

i Frame principali sono: “noi contro loro”; “la verità nascosta”; “il popolo tradito”

E gli Script: indignarsi, condividere, smascherare, difendere il gruppo[1]

 6. LA FORMA-FLUSSO: PERCHÉ OGGI L’UR‑FASCISMO È POSSIBILE

La Società del Flusso (come la definiscono alcuni studiosi) produce identità reattive, tempo compresso, attenzione frammentata, corpi emotivi, narrazioni brevi  e brand come leader.

In questo ecosistema, l’ur‑fascismo non appare come “ritorno del passato”, ma come forma adattativa: semplice, emotiva, identitaria, spettacolare, immediata. Efficace possibilità di trovare un ‘orientamento’ “hic et nunc”, senza cadere nelle esitazioni e nelle malinconie dell’incertezza e del trauma lacaniano.

È la versione “pop” e “reattiva” di un pattern antico. Objet petit-a a portata di mano , oggi, con il Lercato e l’Industria Culturale che crea  asaturazione di possibili oggetti del desiderio a breve portata di mano. A patto di non porsi problemi sulle conseguenze : e il frame comunità tradizionale (che riduce lo spazio sociale ad un Noi limitatissimo) si offre come la proposta più efficace.

7. MAPPA COMPARATIVA

dimensioneFASCISMO STORICOFASCISMO CONTEMPORANEO
IdentitàOrganica nazionaleTribale digitale, fandom
PotereVerticale gerarchicoReticolare memetico
ViolenzaDisica organizzataSimbolica performativa
LinguaggioPropagandaMeme slogan semplificazione
MediaRadio parateFeed piattaforme
LeaderDuceBrand creator, influenxer
CulturaMito nazionaleIntrattenimento polarizzato
FunzioneDisciplinareReattiva emotiva
 
 

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Sintesi finale

  • IL FASCISMO STORICO È UN REGIME POLITICO CON MILIZIE, VIOLENZA, GERARCHIA, STATO‑NAZIONE.
  • L’UR‑FASCISMO È UN PATTERN MENTALE CHE OGGI SI RICODIFICA NEI FLUSSI DIGITALI, NELLE TRIBÙ DELL’INTRATTENIMENTO, NEI FANDOM POLITICI, NEI FRAME BINARI E NELLE IDENTITÀ REATTIVE.

Non è il ritorno del passato: è la mutazione contemporanea di un archetipo. aggiornata alla Società del Flusso e dell’Intrattenimento. he cosa può fare l’arte e che cosa può fare l’intellettuale dentro un ur‑fascismo che non è più un regime, ma una forma culturale del Flusso e dell’Intrattenimento.

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L’ARTE

Che cosa può fare l’arte e che cosa può fare l’intellettuale dentro un ur‑fascismo che non è più un regime, ma una forma di dominio antropologico.

Nell’ur‑fascismo contemporaneo l’identità è reattiva, non progettuale

Se è vero che entro questo spazio antropologico, il conflitto è intrattenimento, non politica, il linguaggio è meme, non discorso; la comunità è tribù digitale, non corpo sociale; la verità è frame (semplice connessione di elementi) non argomentazione, e il leader è brand, non istituzione, ebbene in questo ecosistema, l’arte e l’intellettuale non possono più occupare le posizioni novecentesche (avanguardia, critica, opposizione, pedagogia).

L’arte e l’artista devono ricodificarsi, assumendo quattro funzioni, che corrispondono a quattro posizioni possibili rispetto all’esistente.

A. Arte come conferma del Flusso (arte‑intrattenimento)

Intenzione: piacere, visibilità, partecipazione al feed.

Azione: estetica levigata, immediata, memetica.

Posizione: interna al sistema. Un tempo la si sarebbe definita Kitsch. Oggi più propriamente è quella inserita nelle logiche di mercato, con attenzione al numero di clienti, lettori, spettatori utenti ecc.

È l’arte che produce immagini e testi veloci, adattai quindi  ai tempi del feed e che usa il linguaggio del meme per comporrei i suoi brevi testi. Certamente lo scopo fondamentale è di non creare attrito, di favorire nello spettatore il riconoscimento di qualche frame / script consolatorio, che pur a fronte di disordini e crisi alla fine consenta di confermare l’ordine esistente

In questa forma, l’arte non contrasta l’ur‑fascismo: lo accompagna.

B. Arte come rumore (glitch, ruvido, attrito)

Intenzione: interrompere la fluidità.

Azione: glitch, distorsione, lentezza, opacità.

Posizione: frizione interna.

È l’arte che introduce la complessità dove il sistema (il mercato, l’ideologia neolib) vuole semplicità: in pratica rallenta dove il feed accelera, mostra il corpo ( e le sue imperfezioni) laddove il sistema vorrebbe avatar (simulazioni perfette che danno inciampo), di fatto crea dissonanza dove il sistema vuole identità tribale (armonia interna al gruppo ristretto, al ceto privilegiato che ‘legge’, partecipa a festival o a feste megagalattiche ecc..). crea davvero ‘novità’ (news) laddove  il sistema dei media chiama news le ripetizioni narrative di format sociali auto regolativi (il Noi vs l’Altro)

 Qui l’arte diventa micro‑resistenza cognitiva.

C. Arte come disvelamento (contro‑frame)

Intenzione: mostrare la struttura del frame.

Azione: smontare narrazioni, rivelare meccanismi, rendere visibile l’invisibile.

Posizione: critica sistemica.

È l’arte che mostra come si costruisce un nemico, rivela la logica del fandom politico, espone la retorica del “noi/loro” e svela la macchina dell’indignazione

 Qui l’arte diventa pedagogia della complessità.

 D. Arte come spazio altro (mondi possibili)

Intenzione: creare alternative immaginative.

 Azione: costruire mondi, rituali, comunità non tribali.

Posizione: esterna, liminale.

È l’arte che inventa nuove forme di relazione e crea comunità non identitarie, producendo immaginari non polarizzati e apre possibilità invece di chiuderle

 Qui l’arte diventa laboratorio antropologico.

La funzione dell’intellettuale nell’ur‑fascismo del Flusso

L’intellettuale non è più il maestro (modernità) o il critico (novecento) e nemmeno il tecnico (tardo novecento)

Nella società del Flusso, l’intellettuale può assumere quattro posizioni.

 A. L’intellettuale‑performer (interno al Flusso)

Intenzione: visibilità.

 Azione: semplificazione, slogan, presenza continua.

 Posizione: integrato.

È l’intellettuale che diventa brand, parla per meme, produce indignazione come contenuto

 In questa forma, l’intellettuale rafforza l’ur‑fascismo.

B. L’intellettuale‑cartografo (analisi dei flussi)

Intenzione: mappare, non giudicare.

Azione: genealogie, modelli, sistemi.

 Posizione: liminale.

È l’intellettuale che mostra come funzionano i frame, analizza le dinamiche del feed, spiega la logica delle tribù digitali

 Qui l’intellettuale diventa strumento di orientamento.

C. L’intellettuale‑filtro (complessità contro semplificazione)

Intenzione: rallentare.

Azione: approfondire, contestualizzare, articolare.

 Posizione: contro‑corrente.

È l’intellettuale che rifiuta la velocità,  la polarizzazione e  la semplificazione

Qui l’intellettuale è resistenza cognitiva.

 D. L’intellettuale‑artigiano di mondi (creatore di alternative)

Intenzione: costruire possibilità.

 Azione: immaginare, progettare, prototipare.

Posizione: esterna, generativa.

È l’intellettuale che crea nuovi rituali, inventa nuove forme di comunità, produce nuovi modi di stare insieme

Qui l’intellettuale è architetto di futuri.

 Sintesi operativa

FunzioneArteIntellettualePosizione rispetto all’ur‑fascismo
CONFERMAINTRATTENIMENTOPERFORMERINTERNA
RUMOREGLITCH, RUVIDOFILTROFRIZIONE
DISVELAMENTOCONTRO‑FRAMECARTOGRAFOCRITICA
MONDI POSSIBILIIMMAGINAZIONEARTIGIANOALTERNATIVA

 Conclusione

NELL’UR‑FASCISMO DEL FLUSSO:

  • L’ARTE PUÒ ESSERE INTRATTENIMENTO, ATTRITO, CONTRO‑FRAME, MONDO POSSIBILE
  • L’INTELLETTUALE PUÒ ESSERE PERFORMER, CARTOGRAFO, FILTRO, ARTIGIANO

LA LORO FUNZIONE NON È PIÙ “DIRE la verità al potere”, ma creare spazi di complessità, lentezza, L’ARTE NELL’UR‑FASCISMO DEL FLUSSO

A. ARTE COME INTRATTENIMENTO: aderisce al Flusso: velocità, estetica levigata, emozione immediata

Caratteristiche: immagini veloci, estetica pop, narrazione semplice, nessun attrito cognitivo

Esempi:

  • Jeff Koons, Balloon Dog → estetica levigata, piacere immediato
  • Damien Hirst, For the Love of God → spettacolarizzazione del valore
  • Takashi Murakami, Superflat → fusione arte/pop/brand
  • Marvel Cinematic Universe → mitologia pop identitaria
  • Banksy (parte della produzione) → meme politico immediato, facilmente condivisibile

 Funzione: conferma del sistema del Flusso.

B. ARTE COME ATTRITO (glitch, ruvido, frizione: interrompe il Flusso, introduce opacità, lentezza, rumore)

Caratteristiche: glitch, materiali ruvidi, lentezza, distorsione

Esempi:

  • Francis Bacon, Study after Velázquez → corpo come frizione
  • Kara Walker, A Subtlety → attrito storico e visivo
  • William Kentridge, animazioni a carboncino → memoria come rumore
  • Ryoji Ikeda, Datamatics → sovraccarico sensoriale come critica
  • Hito Steyerl, How Not to Be Seen → glitch come politica

 Funzione: disturbare la fluidità del feed.

C. ARTE COME CONTRO‑FRAME: svela i meccanismi del potere, del linguaggio, della rappresentazione

Caratteristiche: la meta‑narrazione, lo smontaggio dei frame, la critica dei media, la rivelazione dei dispositivi

Esempi:

  • Harun Farocki, Videogramme einer Revolution → analisi dei media
  • Forensic Architecture, Investigations → contro‑inchieste visive
  • Marta Minujín, El Partenón de los Libros → memoria contro censura
  • Jenny Holzer, Truisms → linguaggio come arma
  • Adam Curtis, HyperNormalisation → genealogia del potere narrativo

 Funzione: disvelare la macchina del Flusso.

D. ARTE COME MONDO POSSIBILE: crea alternative, immaginari, comunità non identitarie

Caratteristiche: costruzione di mondi, rituali alternativi, comunità immaginate, estetiche non polarizzate

Esempi:

  • Olafur Eliasson, Weather Project → comunità temporanee
  • Studio Azzurro, ambienti sensibili → interazione non competitiva
  • Tania Bruguera, Arte Útil → arte come istituzione alternativa
  • Theaster Gates, Dorchester Projects → comunità come opera
  • Ursula K. Le Guin, The Dispossessed (letteratura) → mondi politici alternativi

 Funzione: generare possibilità.

2. L’INTELLETTUALE NELL’UR‑FASCISMO DEL FLUSSO

A. L’intellettuale‑performer: aderisce al Flusso: visibilità, semplificazione, presenza continua.

Caratteristiche: linguaggio breve, polarizzazione, identità come brand, indignazione come contenuto

Esempi (come forme, non giudizi):

  • Jordan Peterson, 12 Rules for Life → identità, ordine, semplificazione
  • Slavoj Žižek (versione mediatica) → shock, paradosso, performance
  • Alain de Botton, School of Life → filosofia semplificata come lifestyle
  • Jonathan Franzen (interventi pubblici) → posizioni polarizzanti

 Funzione: alimentare il Flusso.

B. L’intellettuale‑cartografo: mappa i sistemi: genealogie, modelli, complessità.

Caratteristiche: analisi sistemica, genealogie, modelli operativi, sguardo non polarizzato

Esempi:

  • Michel Foucault, Sorvegliare e punire → genealogie del potere
  • Donna Haraway, Staying with the Trouble → ecologie complesse
  • Bruno Latour, Non siamo mai stati moderni → reti, attori, sistemi
  • Byung‑Chul Han, La società della stanchezza → diagnosi del presente
  • Mark Fisher, Realismo capitalista → mappa dell’immaginario contemporaneo

👉 Funzione: orientare.

C. L’intellettuale‑filtro: introduce lentezza, complessità, profondità.

Caratteristiche: rifiuto della velocità, rifiuto della semplificazione, approfondimento, contestualizzazione (situazione come puzzle da costruire – Perec)

Esempi:

  • Martha Nussbaum, Non per profitto → difesa della complessità democratica
  • Roberto Calasso, L’innominabile attuale → densità, genealogia, lentezza
  • Giorgio Agamben, Homo Sacer → concetti lenti, stratificati
  • Judith Butler, Frames of War → complessità del linguaggio e del corpo
  • Remo Bodei, Le forme del bello → pensiero articolato

Funzione: resistere alla semplificazione.

D. L’intellettuale‑artigiano di mondi; crea alternative, prototipi, immaginari, istituzioni nuove.

Caratteristiche: progettazione, immaginazione politica, prototipazione sociale, comunità alternative

Esempi:

  • Paolo Virno, Grammatica della moltitudine → nuove forme di vita collettiva
  • Fred Moten & Stefano Harney, The Undercommons → comunità sotterranee
  • Achille Mbembe, Brutalisme → nuove categorie per il presente
  • Timothy Morton, Hyperobjects → nuovi modi di pensare il mondo
  • Silvia Federici, Calibano e la strega → genealogie per nuovi immaginari politici

 Funzione: inventare futuri.

SINTESI

FunzioneArteIntellettualeEsempi
INTRATTENIMENTOKOONS, MURAKAMIPETERSON, DE BOTTONCONFERMA
ATTRITOBACON, STEYERLNUSSBAUM, CALASSOFRIZIONE
CONTRO‑FRAMEFAROCKI, HOLZERFOUCAULT, FISHERCRITICA
MONDI POSSIBILIELIASSON, GATESHARAWAY, MOTENALTERNATIVA

[1] A ben guardare le cronache questi comportamenti non riguardano lo schieramento che defininiamo per tradizione di Destra, ma anche la gran parte dei gruppi che si autodefiniscono Sinistra: Indignazione, difesa del gruppo, condividere, smascherare sono le performance con cui si danno identità ‘attiva’ questi gruppi. La loro agency di fatto corrisponde ad una serie di atti dettati immediatamente dalle emozioni e non dalla riflessione. Le loro fonti sono del resto ‘nostalgiche’ come quelle di destra. Marx, Berlinguer…

Pubblicato da bruno nasuti

rompe e riempe scatole semio antropo reuro sistemo filo eccetero logico filo filo filo

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