1
Due risposte di base :
Soggetto Autodeterminato ↔ Sistema Emergente
Forma ↔ Metodo (asse implicito che struttura le due visioni)
1.1
MAPPA a DUE ASSI
METODO
(processo, relazione, enazione, situatività)
▲
│
│
┌────────────────┼────────────────┐
│ │ │
│ │ │
│ 1. SOGGETTO │ 2. SISTEMA │
│ + │ + │
│ METODO │ METODO │
│ │ │
│(Spirito come │Mente come │
│ autoformazione │ processo │
│ etica) │ incarnato) │
└────────────────┼────────────────┘
│ │ │
│ │ │
│ 3. SOGGETTO │ 4. SISTEMA │
│ + │ + │
│ FORMA │ FORMA │
│ │ │
│ (Anima come │ (Pattern │
│ sostanza │emergente, │
│ distinta) │auto‑organizzato) │
└────────────────┴────────────────┘
│
│
▼
FORMA
(essenza, identità, sostanza, modello)
2
DUE GENEALOGIE DELL’UMANO
| A. L’Uomo come Soggetto Autodeterminato (Anima, Spirito, Libertà, Differenza dagli animali) | B. L’Uomo come Sistema Emergente (mente incarnata, situata, condivisa, enattiva) |
| Genealogia sintetica Platone: anima tripartita, separata dal corpo Cristianesimo: anima immortale, persona come valore assoluto Umanesimo classico: dignitas hominis (Pico), uomo come microcosmo Cartesio: res cogitans, soggetto come fondamento Kant: autonomia morale, legge interiore Idealismo: Spirito come auto‑sviluppo (Hegel) Liberalismo: individuo come unità autonoma | Genealogia sintetica Darwin: continuità evolutiva uomo‑animali Varela, Thompson, Rosch: enazione, mente come azione incarnata Merleau‑Ponty: percezione come corpo‑mondo Bateson: mente come sistema ecologico Scienze cognitive 4E: embodied, embedded, enactive, extended Neuroscienze: plasticità, reti, processi distribuiti Ecologia e complessità: sistemi adattivi, emergenza |
| Assi portanti L’umano è unità La mente è superiore alla materia La libertà è interiore Il corpo è strumento La differenza dagli animali è ontologica | Assi portanti L’umano è processo La mente è corpo‑mondo La libertà è relazione Il corpo è cognizione La differenza dagli animali è graduale, non ontologica |
| Funzione culturale → Stabilizzare l’identità, fondare l’etica, costruire istituzioni verticali. | Funzione culturale → Leggere la complessità, progettare sistemi, abitare l’incertezza |
2.2
IL PUNTO DI ROTTURA
Le due visioni non sono solo filosofie: sono due politiche dell’umano.
| Soggetto Autodeterminato | Sistema Emergente |
| cerca ordine produce norme difende identità pensa in termini di essenza | cerca adattamento produce metodi valorizza relazioni pensa in termini di processi |
Dal 1989 subiamo la retorica della “fine delle ideologie” e del “ritorno alla natura”: non è affatto una “descrizione neutra” del reale, ma una vera e propria nuova ideologia che (subdolamente) nega di esserlo.
La narrazione contemporanea dice: “Non ci sono più ideologie, affidiamoci alla natura, ai processi, all’autoregolazione.”. Ma questo è apparentemente solo un passaggio dall’antropologia del Soggetto Autodeterminato (che vive di Forma, Essenza, Norma) verso l’antropologia del Sistema Emergente (che vive di Metodo, Processo, Adattamento): ma attenzione, non è un passaggio innocente, bensì una nuova politica dell’umano.
2.3 Come si mappa questa retorica sulle due politiche dell’umano:
– le ideologie del Novecento erano forme, cioè modelli chiusi, che puntano a determinare identità forti, stabilendo delle teleologie capaci di dar corpo alle (presunte) essenze dell’umano in forme appunto collettive come Stato, Nazione ecc.
– la retorica contemporanea della “natura”, della “complessità”, dell’“auto-organizzazione” (della “libertà”) è un metodo: non propone un’identità, ma un modo di stare nel mondo, trasformando il problema del senso del vivere in una questione estetica (di Stile, di Etica al massimo e non certo Politica
2.4. Il punto chiave: “Natura” oggi è un dispositivo politico, non un ritorno all’origine
Quando dicono “affidiamoci alla natura” (ad esempio i Chicago boys ieri , Thiel oggi ), stanno facendo tre operazioni:
- depoliticizzazione apparente (la natura viene presentata come neutra, come se non fosse una scelta culturale: in realtà è una nuova norma, una creazione culturale come tante, solo che si traveste da processo e quindi ‘verità’).
- spostamento di responsabilità: il Soggetto Autodeterminato dice: “Io decido” quello che vive entro il Sistema Emergente dice: “Il sistema decide con me”. La retorica della natura dice: “La natura decide” per me.
- è una forma di delegazione ontologica. Il rifiuto delle forme forti delle ideologie (chiuse e identitarie), l’identificazione della natura nel Processo (aperto, adattivo) non elimina davvero la politica ma la sposta. Si rinnova con il supporto di tutte le scienze contemporanee (della mente in particolare), la pratica secentesca del Secretum Imperii: “tieni nascosto alla persona semplice quel che fa chi governa perché non capirebbe” [1]. È il passaggio da una politica dell’ordine a una politica dell’adattamento, dal “governo” alla “governance”
La retorica della “fine delle ideologie” è, per concludere, una mossa del Sistema Emergente per sostituire la Forma con il Metodo.
Ma attenzione: il Metodo può diventare una nuova Forma se non riconosciamo la sua natura politica, se l’accettiamo come necessità ontologica da cui non c’è via do uscita.
In Sintesi operativa, oggi coesistono due modi di dire “Natura” (1 Natura come Essenza → Soggetto Autodeterminato (ordine, identità, teleologia)2 Natura come Processo → Sistema Emergente (adattamento, metodo, relazioni) e coerentemente due politiche dell’umano (1 Forma → ideologie, identità, norme; 2 Metodo → complessità, ecologia, sistemi)
La retorica contemporanea della natura è Metodo travestito da non-politica, è “ la nuova ideologia che nega di esserlo: non propone un’essenza, ma un metodo. È la politica dell’emergenza che sostituisce la politica dell’identità.”
3
3.1
Dimensioni comparate
| Dimensione | Soggetto Autodeterminato | Sistema Emergente |
| Ontologia | Essenza, anima, spirito | Processo, rete, sistema |
| Cognizione | Interna, mentale | Incarnata, situata, condivisa |
| Libertà | Autonomia interiore | Co‑emergenza relazionale |
| Etica | Norma, dovere | Cura, adattamento |
| Corpo | Strumento | Cognizione estesa |
| Animali | Discontinuità | Continuità evolutiva |
3.2
La logica profonda
Le due antropologie rispondono a due diversi problemi omeostatici:
- Soggetto Autodeterminato → ridurre il caos del mondo creando un centro stabile (anima, spirito, identità).
- Sistema Emergente → attraversare il caos del mondo diventando parte di un sistema più grande (corpo‑mondo, relazioni, ecologia).
Sono due strategie di sopravvivenza culturale.[4]
4
4.1
VERSIONE GENEALOGICA STORICA ESTESA: due linee lunghe, due tradizioni antropologiche, due modelli di umano.
Soggetto Autodeterminato ↔ Sistema Emergente
Due genealogie, stesse epoche, due modi di “fare l’umano”
5
┌───────────────────────────────┬──────────────────────────────────────────────┐
│ LINEA A — SOGGETTO │ LINEA B — SISTEMA EMERGENTE │
│ (unità autonoma) │ (processo relazionale) │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 1. GRECIA ANTICA │ 1. PRESOCRATICI E STOICI │
│ Platone, Aristotele │ Eraclito, Zenone │
│ • Anima distinta dal corpo │ • Mondo come flusso │
│ • Razionalità superiore │ • Individuo parte di un ordine più grande │
│ • Teleologia │ • Interdipendenza cosmica │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 2. CRISTIANESIMO │ 2. RINASCIMENTO CRITICO │
│ Agostino, Tommaso │ Montaigne │
│ • Persona = valore assoluto │ • Uomo come animale tra gli animali │
│ • Anima immortale │ • Critica dell’eccezionalismo │
│ • Libertà come dono │ • Conoscenza incarnata │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 3. UMANESIMO RINASCIMENTALE │ 3. DARWIN ED EVOLUZIONISMO │
│ Pico, Ficino │ Darwin │
│ • Dignitas hominis │ • Continuità uomo–animali │
│ • Centralità dell’individuo │ • Mente come prodotto evolutivo │
│ • Uomo = microcosmo │ • Adattamento come principio │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 4. MODERNITÀ │ 4. PRAGMATISMO E FENOMENOLOGIA │
│ Cartesio, Kant │ James, Dewey, Merleau-Ponty │
│ • Res cogitans │ • Mente come azione │
│ • Autonomia morale │ • Corpo come condizione della percezione │
│ • Soggetto = centro │ • Conoscenza come relazione │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 5. IDEALISMO / ROMANTICISMO │ 5. CIBERNETICA E SISTEMI │
│ Hegel, Schelling │ Bateson, von Foerster │
│ • Spirito come auto-sviluppo │ • Mente come sistema ecologico │
│ • Libertà storica │ • Feedback, auto-organizzazione │
│ • Individuo = momento Assoluto│ • Cognizione distribuita │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ 6. LIBERALISMO / PERSONALISMO │ 6. SCIENZE COGNITIVE 4E │
│ Mill, Mounier │ Varela, Thompson, Clark │
│ • Individuo autonomo │ • Embodied (incarnata) │
│ • Diritti, responsabilità │ • Embedded (situata) │
│ • Identità personale │ • Enactive (azione) │
│ │ • Extended (strumenti, relazioni) │
├───────────────────────────────┼──────────────────────────────────────────────┤
│ ESITO │ ESITO │
│ • Unità autonoma │ • Processo relazionale │
│ • Valore intrinseco │ • Identità come rete │
│ • Separato dagli animali │ • Continuità col vivente │
│ • Autodeterminazione │ • Co-emergenza │
└───────────────────────────────┴──────────────────────────────────────────────┘
Logica profonda della mappa
| SOGGETTO AUTODETERMINATO | SISTEMA EMERGENTE |
| UNITA’ | PROCESSO |
| CENTRO | RELAZIONE |
| SOSTANZA | INCARNAZIONE |
| AUTONOMIA | SITUATIVITA’ |
| INTERIORITA’ | CONITNUITA’ COL VIVENTE |
| DIFFERENZA DAGLI ANIMALI | CO-EMERGENZA |
| SOGGETTO COME PRINCIPIO E FINE | LA MENTE COME SISTEMA DISTRIBUITO |
4.2
UNA MAPPA A DOPPIO INGRESSO che permette due letture:
1. Lettura verticale (diacronica)
→ come ogni epoca declina le due antropologie.
2. Lettura orizzontale (sincronica)
→ come le due visioni rispondono allo stesso problema storico.
| LINEA A L’UOMO COME SOGGETTO AUTODETERMINATO | LINEA B L’UOMO COME SISTEMA EMERGENTE |
| 1. Grecia antica (Platone, Aristotele) Anima come principio distinto dal corpo Razionalità come tratto distintivo dell’uomo Teleologia: ogni essere ha un fine proprio 2. Cristianesimo (Agostino, Tommaso) Persona come valore assoluto Anima immortale, creata da Dio Libertà come dono e responsabilità 3. Umanesimo rinascimentale (Pico, Ficino) Dignitas hominis: l’uomo può scegliere la propria forma Centralità dell’individuo L’uomo come microcosmo 4. Modernità (Cartesio, Kant) Res cogitans: il pensiero come fondamento Autonomia morale: la legge dentro di noi Soggetto come centro dell’esperienza 5. Idealismo e Romanticismo (Hegel, Schelling) Spirito come auto‑sviluppo Libertà come realizzazione storica L’individuo come momento dell’Assoluto 6. Liberalismo e personalismo (Mill, Mounier) Individuo come unità autonoma Diritti, responsabilità, autodeterminazione Identità come proprietà personale | 1. Presocratici e stoici (Eraclito, Zenone) Il mondo come flusso L’individuo come parte di un ordine più grande Interdipendenza cosmica 2. Rinascimento critico (Montaigne) L’uomo come animale tra gli animali Critica dell’eccezionalismo umano Conoscenza come esperienza incarnata 3. Darwin e l’evoluzionismo (XIX secolo) Continuità uomo‑animali Mente come prodotto evolutivo Adattamento come principio 4. Pragmatismo e fenomenologia (James, Dewey, Merleau‑Ponty) Mente come azione Corpo come condizione della percezione Conoscenza come relazione 5. Cibernetica e sistemi (Bateson, von Foerster) Mente come sistema ecologico Feedback, auto‑organizzazione Cognizione distribuita 6. Scienze cognitive 4E (Varela, Thompson, Clark) Embodied: mente incarnata Embedded: situata nel mondo Enactive: generata dall’azione Extended: estesa negli strumenti e nelle relazioni 7. Ecologia e complessità (Morin, Ostrom) L’umano come nodo in reti socio‑ecologiche Identità come processo Libertà come co‑emergenza |
| Esito: Una genealogia che costruisce l’umano come unità autonoma, dotata di valore intrinseco, separata dal resto degli animali, capace di autodeterminarsi. | Esito: Una genealogia che costruisce l’umano come processo relazionale, incarnato, situato, continuo con il vivente, emergente da reti di interazioni. |
SINTESI FINALE
Le due genealogie non sono alternative morali: sono due infrastrutture cognitive che l’Occidente ha costruito per rispondere alla stessa domanda:
Che cos’è un essere umano?
- La prima risponde: un centro. (un DATO)
- La seconda risponde: una rete. (un SISTEMA EMERGENTE)
Quando l’identità diventa merce, la legge diventa ostacolo. Quando l’identità è immediata, la norma è vissuta come catena. Quando il flusso domina, la forma è percepita come violenza.La legge non è più vista come protezione, ma come impiccio.
Perché accade?
Tre cause sistemiche:
- Algoritmi che premiano la reazione immediata, non la norma condivisa
- Mercificazione dell’identità per cui la legge rallenta la performance del sé.[5]
- Populismo del flusso
La legge è narrata come “contro il popolo”. La frase che sintetizza tutto
“La modernità chiedeva di diventare cittadini. Il flusso chiede di diventare identità. La legge è ciò che ostacola questa metamorfosi.”
5
GENEALOGIA di HOMO SAPIENS come SISTEMA EMERGENTE
5.1
Da ANIMAL ad ANIMAL SYMBOLCUM
┌───────────────────────────────┬────────────────────────────────┐
│ ANIMAL │ ANIMAL SYMBOLICUM │
│ (biologia, DNA, re-azione) │(simboli, intenzioni, pro-azione) │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ DNA │ Intenzioni │
│ (programmi ereditati) │ (scopi, progetti, finalità) │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Re-azione │ Pro-azione │
│ stimolo → risposta │ anticipazione → scelta │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Adattamento │ Correzione │
│ adeguarsi all’ambiente │ modificare l’ambiente │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Non senso │ Senso │
│ il mondo “è” │ il mondo “significa” │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Problem solving │ Problem posing │
│ risolvere ciò che accade │ decidere *che cosa* sta accadendo │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Percezioni │ Codici │
│ pattern sensoriali │ categorie, simboli, linguaggi │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Omeostasi │ Progettazione │
│ mantenere equilibrio │ creare nuovi equilibri │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Ambiente come dato │ Ambiente come costruzione │
│ (vincolo) │ (interpretazione) │
├───────────────────────────────┼────────────────────────────────┤
│ Azione immediata │ Azione mediata │
│ (istinto) │ (norme, ruoli, narrazioni) │
└───────────────────────────────┴────────────────────────────────┘
5.2
Logica profonda della mappa
| ANIMAL | ANIMAL SYMBOLCUM |
| Vive nel mondo | Vive sul mondo |
| Reagisce | anticipa |
| Si adatta | corregge |
| Non crea senso | Crea senso |
| Risolve problemi già dati | Definisce i problemi |
| Percepisce pattern | Usa codici, categorie, linguaggi |
| Non può cambiare il frame | Può cambiare il frame |
| SISTEMA CHIUSO Input => risposta | SISTEMA APERTO Mondo=>Interpretazione=>scelta=> trasformazione |
| RISPONDE al REALE | COSTRUISCE il “MONDO” |
[1] Dai Gesuiti ai servizi segreti in fondo non c’è discontinuità: la genealogia del secretum imperii è una linea continua, non una sequenza di rotture. E le fonti lo confermano in modo quasi imbarazzante nella loro coerenza storica.
A partire dai gesuiti del Seicento, passando per la Santa Sede, fino ai servizi segreti moderni (e oggi l’AI), ciò che cambia è la tecnologia, non la logica del potere. Il punto di continuità: il potere come gestione dell’informazione
Le ricerche storiche sui gesuiti mostrano che la Compagnia di Gesù operava come una infrastruttura transnazionale di coordinamento delle élite, fondata su reti globali di missioni, confessioni come canale informativo, educazione come controllo ideologico, rapporti riservati ai sovrani e capacità di operare in più imperi simultaneamente. Le reti dei procuratori gesuiti nel Seicento — da Macau al Giappone — erano globali, logistiche, finanziarie, diplomatiche e informazionali. Esattamente ciò che oggi chiamiamo intelligence integrata. A imitazione di questa rete, anche il Vaticano ha mantenuto nei secoli una struttura di intelligence (si pensi ad esempio all’Inquisizione → prima rete informativa sistematica, alla istituzione della Segreteria di Stato → centro di raccolta e analisi, alle Nunziature → ambasciate con funzioni di intelligence diplomatica e soprattutto all’Archivio Segreto → memoria strategica. È dal 1566 che esiste un vero e proprio servizio segreto vaticano (Holy Alliance / Entity), operativo per cinque secoli.
Questo è secretum imperii allo stato puro: informazione come potere, potere come informazione. Parallelamente, con l’affermazione dello Stato Moderno, si dà vita a tutta una serie di servizi segreti nazionali, come mostra lalogica che fonda la storia dei servizi segreti italiani: raccolta informativa, controinformazione, gestione del dissenso, protezione del potere politico, reti parallele (Gladio, Rosa dei Venti, ecc.). ovviamente la struttura cambia, ma la logica no. Così anche oggi, laddove la retorica neolibe parla di crescita di libertà e trasparenza, in effetti l’AI è solo l’ultima evoluzione della stessa linea genealogica del nascondere le ‘forme’ che si danno alle cose. Con l’aggravente della despazializzazione del processo, del nascondimento perfetto della gerarchia e la saturazione di ‘dati’ come richiamo per le allodole. In definitiva si ha dalla modernità ad oggi una continuità funzionale (i gesuiti → reti umane, il Vaticano → reti diplomatiche, gli Stati moderni → reti istituzionali, l’AI → reti algoritmiche) che dà sostanza ad una continuità politica: controllo dell’informazione, produzione di verità operative, modellazione del comportamento, anticipazione delle minacce, gestione del consenso). L’AI è semplicemente il nuovo apparato di raccolta, analisi e previsione che no ci libera dal secretum imperii ma lo perfeziona. In definitiva questa può essere la formula genealogica del Secretum Imperii = infrastruttura basata sul controllo dell’informazione. Gesuiti → Vaticano → Stati moderni → AI. Cambia la tecnologia, non la logica. Il segreto non muore: cambia supporto. Da pergamena → confessione → dispaccio → dossier → algoritmo, il potere non smette di vedere ma cambia occhio. IL SECRETUM IMPERII È ORA UNA RETE NEURALE.
[2] Per stare un attimo alla cronaca dei giorn dell’estate 2026, i casi Roggero e dal mastro mostrano quale mutazione antropologica si sia verificata. La retorica del Flusso è “La legge impedisce di essere ciò che sei.” Questa è la logica del Sistema Emergente, ma distorta perché cerca adattamento, produce metodi alternativi alle regole del gioco che consente la convivenza comune, valorizza relazioni personali invece di arbitri imparziali, e pensa in termini di processi al punto che la legge è vista come forma rigida che impedisce il processo fluido dell’identità. Nel caso Roggero, la retorica pubblica dominante è stata: “Ha difeso sé stesso.”, “La legge lo punisce invece di proteggerlo.”, “Lo Stato è contro i cittadini.” In modo che infine la legge viene fatta percepire dagli sciami di cui oggi è costituito il cosiddetto popolo, come nemica dell’identità (“difendere la propria casa”). Per il caso Del Mastro la narrazione è che “La legge è politicizzata.”, “Le norme sono usate per impedire l’accesso alla verità.”, “La burocrazia soffoca la libertà politica.”: di fatto la legge appare come INSTRUMENTUM REGNI, cioè ostacolo alla trasparenza e alla “verità del soggetto”.
In entrambi i casi la legge non è più percepita come cornice comune, ma come vincolo individuale, strumento da ‘adattare’ alle singole situazioni, al flusso.
[3] ’identità non è più un orizzonte collettivo (Nazione, Popolo, Classe), ma una merce immediata, un oggetto di consumo che promette liberazione dalle norme della modernità mentre in realtà le sostituisce con nuove forme di controllo. Ad esempio in Abruzzo si vende come ‘identitario’ il consuno di arrosticini, fino a due decenni fa ricetta molto periferica e sconosciuta all’abruzzese medio. Ovvero basta mostrare ‘fede’ per un club, un cantante, una tendenza e . oplà, si è acquistata una identità che ‘libera’ la propria ‘Natura’. Ovviamente ben costruita nel tempo proprio dalla società col soft power almeno. . Nella società del flusso diventa un prodotto individuale (Brand personale → Processo). È il passaggio dal Soggetto Autodeterminato al Sistema Emergente, ma in versione mercificata.
[4] VERSIONE NARRATIVA — Le Due Tribù dell’Umano
(racconto mitico‑genealogico, adatto a didattica, attivazione)
Si racconta che, all’alba del pensiero, l’umanità si divise in due grandi tribù. Non per guerra, ma per due modi diversi di sentire il mondo.
La Tribù del Soggetto
Viveva in alto, sulle terrazze del cielo. Credeva che ogni essere umano custodisse un fuoco interiore, una scintilla che nessun animale possedeva. Lo chiamavano in molti modi: Anima, Spirito, Io, Libertà.
Per loro l’uomo era unità, centro, origine. Il corpo era un veicolo, la mente una luce, la vita una prova. Ogni gesto aveva un valore morale, ogni scelta era un atto di autodeterminazione.
La Tribù del Soggetto costruì templi, codici, leggi, scuole. Inventò la dignità, la responsabilità, la colpa, la salvezza. Il mondo era un teatro, e l’uomo l’attore principale.
Il loro motto era: “L’uomo è più di ciò che appare.”
La Tribù del Sistema
Viveva nelle valli, tra fiumi e foreste. Non cercava un centro nell’uomo, ma connessioni. Per loro la mente non era un faro, ma un campo di forze: corpo, ambiente, relazioni, storia.
Non parlavano di anima, ma di processi. Non di spirito, ma di emergenza. Non di libertà interiore, ma di adattamento reciproco.
La Tribù del Sistema osservava gli animali, le piante, i venti. Vedeva continuità, non separazione. Per loro l’umano era un nodo in una rete più grande.
Inventarono l’ecologia, la complessità, la cura, la co‑evoluzione. Il mondo non era un teatro, ma un ecosistema.
Il loro motto era: “L’uomo è più di ciò che controlla.”
L’Incontro
Le due tribù si incontrano ancora oggi, in ogni scuola, in ogni città, in ogni discussione. Una difende l’unità, l’altra la molteplicità. Una cerca l’essenza, l’altra il processo. Una vuole stabilità, l’altra vuole adattamento.
Non sono nemiche: sono due strategie di sopravvivenza culturale, due
[5] Ad esempio, per gli adolescenti che hanno il trauma del doversi dare una identità nuova, da” adulti”, allontanandosi da quella dei genitori e degli adulti in genere, ad esempio è facile trasgredire tutte le regole che li hanno condizionati fino ad allora: parcheggiare un motorino dove capita, fare fracasso dove c’è divieto, sporcare se è d’obbligo pulire, rientrare oltre l’orario stabilito, fare ritardo invece che rispettare i vocoli ecc. ecc.. L scuola, le istituzioni come la famiglia in genere sono le catene da oltraggiare, proprio come portatori di una regola: un tempo il senso comune lodava questo trapasso come segno di autolimitazione conquistata, oggi il senso comune del ‘sistema’ le fa percepire come cedimento al Potere. Il softpower dei media di ogni tipo oggi costruire questa ‘deriva’ antropologica, salvo poi vivere coome drammi gli efftti quando emergono fatti di cronaca estremi.
