MAPPE. LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO

SMAPPE

Premessa

Orientarsi oggi è difficile: nelle nostre menti galleggiano idee e passioni che non stanno bene insieme e ci rendono confusi nel percepire e valutare quel che ci accade, quel che ci accade intorno.

Le cose cambiano e ci ritroviamo dentro pensieri e desideri sconosciuti, a volte incontrollabili, che mal si connettono con quelli che pensiamo ci dicano come davvero stanno le cose…

Ecco allora, proviamo a disegnare delle mappe che ci aiutino a dare una veste alle parole che ci rimbalzano addosso. Niente verità, come vorremmo, nessun approdo sicuro, come ci hanno insegnato fin da bambini:  solo ipotesi, schemi, a volte forse grossolani ma proprio perciò utili (come suggeriscono le neuro-scienze) a darci un’idea certamente  imperfetta della rotta (anzi  delle rotte) che ci troviamo costretti a seguire…

1

Cominciamo a vedere cos’è la CULTURA, quella pratica che ci rende certamente diversi dagli animali, che ri rende capaci di adattare la natura alle nostre esigenze di sopravvivenza.

La parola è una, ma due almeno sono le modalità di declinarla: quella umanistico scientifica (cui pensiamo per default quando diciamo ‘cultura’) e quella antropologica emersa fin dalla seconda parte dell’800.

In comune le due forme condividono la stessa funzione profonda: produrre modelli condivisi che permettono agli esseri umani di orientarsi nel caos del mondo, coordinare immaginari, ridurre l’incertezza e generare forme di convivenza. Tutto il resto sono variazioni storiche, istituzionali, tecniche.

Proviamo a indicare le differenze fondamentali che caratterizzano le due modalità.

2

Innanzitutto proviamo a disegnare un bivio che aiuti a districarci quando si usa il termine “cultura” oggi. Due i campi semantici di riferimento, due quindi le idee di umano e di società che ne derivano:

  • quello della tradizione moderna, identificata anche come “occidentale” che di fatto trae fondamento dall’umanesimo e dalla rivoluzione scientifica  
  • quello che emerge dalla fine dell’800 e identifica l’umano in ogni tratto non ereditario dei suoi comportamenti
 ANTROPOLOGICAUMANISTICO-SCIENTIFICA
DINAMICARiproduzione e trasformazioneAccrescimento e aggiornamento
FUNZIONERidurre la complessitàAccumulare conoscenze
FORMASistema di modelliArchivio di contenuti
SOGGETTOCollettivoIndividuale
OGGETTOPratiche, valori, simboliConoscenze specialistiche, opere, discipline
FINALITA’Rendere il mondo abitabileFormare l’individuo colto
LOGICAStrutturaleEnciclopedica
CRITERIO DI VALIDITA’Coerenza internaVerità, correttezza, competenza

Entrambe sono tecnologie simboliche per costruire senso, ordine e possibilità d’azione. Cambiano i linguaggi, i metodi, le istituzioni; non cambia la funzione antropologica.

  • trasformano l’esperienza in simboli (concetti, narrazioni, modelli, teorie)
  • stabilizzano l’incertezza attraverso regole, categorie, classificazioni
  • producono immaginari coordinati che permettono azione collettiva
  • creano istituzioni del sapere (riti, scuole, università, laboratori, archivi)
  • definiscono ciò che conta come “vero”, “giusto”, “umano” in un dato contesto storico

In altre parole: sono strategie evolutive per ampliare l’agenzia umana.

 Differenza apparente, quindi ma continuità profonda

Cultura antropologicaCultura umanistico scientifica
NasceCome risposta a bisogni primari (sopravvivenza, coesione ed identità sociale)Dalla rivoluzione della scrittura, poi della stampa e della scienza
UsaNarrazione, rito, mito, memoria oraleConcetti astratti, metodi formali, istituzioni specializzate
ProduceModelli impliciti, incarnati, situatiModelli espliciti, universali, replicabili

La funzione è la stessa: creare mappe che permettono agli umani di muoversi in un mondo troppo complesso per essere affrontato biologicamente.

Ciò che davvero le accomuna quindi è che sono entrambe tecniche con cui homo sapiens adatta se all’ambiente e viceversa. Entrambe le forme:

  • ESTERNALIZZANO LA MENTE (linguaggio, scrittura, archivi, riti, algoritmi)
  • PRODUCONO COORDINAMENTO SOCIALE (ruoli, norme, valori, istituzioni)
  • CREANO MONDI CONDIVISI (cosmologie, scienze, ideologie, estetiche)
  • TRASFORMANO LA PERCEZIONE (che cosa vediamo, che cosa ignoriamo)
  • MODELLANO IL TEMPO (memoria, progetto, storia, futuro)

Sono insomma due versioni della stessa macchina antropologica.

Una sintesi operativa:

A – Modello Levigato (astratto, sistemico)

  • Cultura = sistema simbolico per ridurre complessità
  • Antropologica = forma originaria
  • Moderna = forma specializzata
  • Funzione comune = coordinare immaginari e azioni

B – Modello Ruvido (situato, incarnato)

  • Il rito e il laboratorio fanno la stessa cosa: creano un luogo dove il mondo viene reso trattabile.
  • Lo sciamano e lo scienziato rispondono allo stesso bisogno: dare forma all’incertezza.
  • IL MITO E LA TEORIA SONO ENTRAMBI: NARRAZIONI CHE STABILIZZANO IL REALE.

C – Il punto di rottura, decisivo:

LA cultura moderna si percepisce come “RAZIONALE” e definisce quella antropologica come “ARCAICA” (di fatto una narrazione che ‘fa’ Potere’)

 In realtà, la MODERNITÀ È UNA NUOVA MITOLOGIA che ha sostituito gli dei (il “sacro” come segno del limite per le possibilità umane di controllare il reale) con concetti “laici” come  progresso, individuo, scienza, mercato, nazione (la “scienza” come segno delle potenzialità dell’umano di cambiare il reale).[1]

La continuità è totale: cambia il vocabolario, non la struttura. Il ciclo evolutivo mostra che non esiste una cultura “arcaica” e una “moderna” ma emergono  versioni successive della STESSA STRATEGIA UMANA: [2]entrambe le culture sono macchine di senso. il sapiens, rispetto ad altri organismi, è in grado di ‘assaggiare’ le cose che avvengono come vantaggio o svantaggio per la propria sopravvivenza  (le percepisce di fatto entro la polarità ‘paura/sicurezza’ ) e nella sua evoluzione dà sempre più forza a procedure top down (generalizzazione, categorizzazione) che gli consentono di ‘dare senso’ (“sàpere”) a quello che non ce l’ha (di costruire insomma codici simbolici ).

Le tecnologie simboliche cambiano (mito vs teoria), ma la struttura è identica.

Le neuro scienze contemporanee ci dicono che  le operazioni codificatrici (classificare, narrare, prevedere) sono invarianti biologiche che si sono affermate nel corso dell’evoluzione perché  producono sistemi di coordinamento e stabilizzazione sia a livello di singoli organismi che di gruppi. Ogni comunità può elaborare codici che, diversi in superficie, sono in ogni caso strumento di Potere: chi sta in alto nelle  gerarchie sociali (chi in qualche modo ha potere), per garantire la stabilità di queste costruzioni e quindi della comunità, le narra come “dono” (frutto) del Sacro.[3]

3

Proponiamo adesso uno schema che aiuti a comprendere la genesi di ogni pratica umana

MODELLO della CULTURA ANTROPOLOGICA

A

Tre componenti di base:

  1. BIOLOGIA,
  2. COGNIZIONE,
  3. SEMIOTICA.

Cioè

  1. il Sopravvivere puro e semplice (la condizione dello stimolo – risposta che caratterizza ogni  organismo) – omeostasi fisiologica e biologica)
  2.  l’identificare i limiti dell’ambente entro cui sopravvivere (questo si fa e questo no, questo fa paura questo ci dà energia..)
  3. Modificare l’ambiente in cui sopravvivere (dare forma a quello che non ce l’ha, “correggere”)

B

Le procedure fondamentali con cui la mente” – a livello biologico – dà forma a quello che non ce l’ha” sono il FRAME E lo SCRIPT.

FRAMESCRIPT
La mente congela il flusso in un’immagine stabile.La mente collega immagini nel tempo, creando una sequenza.
Funzione: separare un X dal resto costruire un centro rendere il mondo riconoscibile permettere astrazione, concetto, modello  Funzione: anticipare automatizzare fissare emozioni e passioni guidare l’azione  
Energia: lenta, riflessiva Sistema 2 difficile, costosa  Energia: rapida, intuitiva Sistema 1 facile, immediata  
Risultato: Il FRAME è immagine: una forma fissa che permette di pensare.Risultato: Lo SCRIPT è narrazione: una micro-storia che scorre e orienta.
Esempi: “questa è una sedia” “questo è giusto/ingiusto” una definizione, un teorema, una mappa un volto isolato dal rumore del mondoEsempi: “entri → ordini → paghi → esci” “minaccia → paura → fuga” rituali, abitudini, scene interiori la trama implicita con cui interpretiamo gli altri  

Tutto ciò che chiamiamo “pensiero”, “identità”, “cultura”, “politica”, “arte”, “morale” è una combinazione di queste due tecnologie cognitive.

FRAME = forma; SCRIPT = TEMPO

FRAME = Finito; SCRIPT = VIVENTE

FRAME = concetto; SCRIPT = ESPERIENZA

È grazie a questi DISPOSITIVI CHE “evolve” (“emerge”)  progressivamente (in combinazione con le necessità fisiologiche e le istanze cognitive prima e semiotiche poi)   quella che  chiamiamo CULTURA. In concreto il FRAME che oggi tendiamo a chiamare nello specifico CODICE e che ha cominciato ad essere studiato e identificato dai filosofi antichi come espressione propria dell’humanitas (in effetti dei ceti dirigenti delle varie comunità di appartenenza)

3

MAPPA COMPLESSIVA (sei quadranti, tutti compresenti nell’uomo attuale, in forma sistemica emergente)

  • ASSE ORIZZONTALE:  segnali grezzi=> forme mentali => forme culturali
  • ASSE VERTICALE: FRAME (immagine fissa, S2)  => SCRIPT (sequenza temporale S1)
 Q1Q2Q3Q4Q5Q6
 biologico × frame  biologico × script  cognitivo × frame  cognitivo × script  semiotico × frame “CULTURE”  semiotico × script “CULTURE”
Che accade qui?Percezione immediata, sensoriale, pre-categoriale Pattern statici: contorni, contrasti, figure Riduzione spaziale: “che cosa è davanti a me”Sequenze motorie e percettive Ritmi, abitudini, automatismi Temporalità breve: “cosa succede adessoAstrazione, categorizzazione, modelli Mappe mentali, schemi, concetti S2: lento, riflessivo, analitico  Narrazioni, storie, copioni, ruoli Temporalità lunga: passato → futuro  Icone, simboli, immagini culturali Segni stabili: bandiere, loghi, archetipi  Narrazioni collettive, rituali, istituzioni Drammaturgie sociali: ruoli, norme, aspettative  
FunzioneOrientamento rapidoAzione fluidaStabilizzare il mondoDare senso e orientamentoRiconoscimento condivisoCoordinamento e coesione
Parole chiaveStimolo, forma, contorno, figura/sfondo, salienza, allertaRoutine, ritmo, gesto, impulso, reazione, flussoCategoria, modello, concetto, schema, regola, definizioneStoria, mito, copione, identità, trama, aspettativaSimbolo, icona, emblema, archetipo, stile.  Rituale, istituzione, mito, protocollo, dramma, rito
Genealogia funzionaleÈ il livello dell’ANIMAL in movimento: caccia, fuga, esplorazione. È la matrice del “fare come”.  È il livello dell’animale in movimento: caccia, fuga, esplorazione. È la matrice del “fare come” SODDISFARE BISOGNIÈ il livello dell’HOMO SAPIENS che costruisce mappe, strumenti, concetti. È la matrice del “pensare come”.È il livello dell’ANIMAL SYMBOLICUM che crea miti, romanzi, biografie. È la matrice del “vivere come”. DARE SENSOÈ il livello in cui la cultura CRISTALLIZZA forme: croce, stemma, marchio.È il livello in cui la cultura produce storie che ORGANIZZANO La vita: tragedia, romanzo, diritto, politica. CASTRAZIONE SIMBOLICA

3

Analogia CULTURA – GIOCO

Per inrendere davvero come ‘funziona’ la cultura, dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che essa ‘funziona’ come un qualunque gioco : sia il gioco (qualunque gioco) che la cultura (qualunque cultura) creano ‘mondi finiti’ (con veri e propri confini materiali),entro cui è possibile stabilire delle regole che, con la loro prevedibilità,  li rendono  abitabili. Sia il gioco che la cultura costruiscono insomma delle ‘forme’   spaziotemporali in  cui gli umani possono orientarsi, agire, sperimentare e dare senso alla complessità. La differenza è che la cultura tende a istituzionalizzare se stessa come Verità da imporre (Game), mentre il gioco mantiene aperta la possibilità del Play, la consapevolezza della provvisorietà e finzionalità delle pratiche messe in atto.

CULTURAGIOCO
FINERiduce la complessità del mondo per renderlo abitabile Produce CORNICI di senso, norme ,ruoli, regole, ruoli (MONDO) Stabilizza significati e comportamentiRiduce la complessità dell’esperienza per renderla giocabile.  Produce uno spazio-tempo separato con regole e ruoli. Stabilizza un microcosmo regolato e finito.
SPAZIO TEMPOCrea “mondi dentro il mondo”: istituzioni, rituali, linguaggi Temporalizza la vita sociale (ritmi, calendari, cicli).Delimita un cerchio magico: campo, tavolo, arena, turno. Definisce un tempo speciale: inizio, durata, fine.
REGOLERegole spesso implicite, interiorizzate, naturalizzate   Le regole cambiano lentamente (tradizione/innovazione)Regole esplicite, dichiarate, condivise Le regole possono essere modificate o sperimentate.
RUOLI COPIONIAssegna identità, status, funzioni sociali. Copioni spesso inconsci o ritualizzati. Accettati come ‘natura’              Assegna ruoli di gioco (giocatore, arbitro, avatar).   Copioni dichiarati: mosse, strategie, possibilità
METE.PLAY E GAMEPlay: creatività, invenzione, eccedenza culturale. Game: istituzione, norma, ordine simbolico.Play: esplorazione, improvvisazione libertà  Game: struttura, obiettivi, competizione  libertà.
EFFETTI SUL SINGOLOForma l’identità, orienta il desiderio, produce appartenenza.       Stabilizza aspettative e comportamenti.       Produce immersione, agency, sperimentazione di sé. Permette di testare possibilità e alternative
EFFETTI SUL COLLETTIVOCrea coesione, memoria, tr Regola i conflitti simbolici.adizione.Crea comunità temporanee, cooperazione o competizione. Simula conflitti in forma controllata.
LOGICA PROFONDAÈ un sistema simbolico che ‘corregge’ il reale.    È un modello simbolico che “simula” il reale.
Opera per selezione, ritmo, corniceOpera per regola, limite, iterazione

4

A questo punto possiamo affrontare la domanda COS’E’ l’UOMO’?

Due risposte di base , coerenti conle due modalità culturali sopraindicate (tradizione vs antropologia).

Per rispondere riorriamo ad un modello a doppio ingresso articolato su due assi, uno relativo alle affermazioni esplicitate chiaramente dalle varie culture, l’altro alle strutture implicite e per lo più non avvertite:

  • Asse dichiarato: quello che individua la polarità SOGGETTO Autodeterminato (tradizione)↔ SISTEMA Emergente (antropologia)
  • Asse implicito che struttura le due visioni : la polarità FORMAMETODO

A

MAPPA a DUE ASSI

                                                                     METODO (processo, relazione, enazione, situatività)

spirito =autoformazione                                                                                mente come PROCESSO                  

ETICA                                                                                                                   incarnato

SOGGETTO                                                                                               SISTEMA

Anima come SOSTANZA                                                                                  pattern emergente

Distinta                                                                                                            AUTORGANIZZAZIONE

                                                               FORMA (essenza, identità, sostanza, modello)                         

B

 DUE GENEALOGIE DELL’UMANO

A. L’Uomo come Soggetto Autodeterminato (Anima, Spirito, Libertà, Differenza dagli animali)B. L’Uomo come Sistema Emergente (mente incarnata, situata, condivisa, enattiva)
Genealogia sintetica Platone: anima tripartita, separata dal corpo Cristianesimo: anima immortale, persona come valore assoluto Umanesimo classico: dignitas hominis (Pico), uomo come microcosmo Cartesio: res cogitans, soggetto come fondamento Kant: autonomia morale, legge interiore Idealismo: Spirito come auto‑sviluppo (Hegel) Liberalismo: individuo come unità autonoma  Genealogia sintetica Darwin: continuità evolutiva uomo‑animali Varela, Thompson, Rosch: enazione, mente come azione incarnata Merleau‑Ponty: percezione come corpo‑mondo Bateson: mente come sistema ecologico Scienze cognitive 4E: embodied, embedded, enactive, extended Neuroscienze: plasticità, reti, processi distribuiti Ecologia e complessità: sistemi adattivi, emergenza  
Assi portanti L’umano è unità La mente è superiore alla materia La libertà è interiore Il corpo è strumento La differenza dagli animali è ontologica  Assi portanti L’umano è processo La mente è corpo‑mondo La libertà è relazione Il corpo è cognizione La differenza dagli animali è graduale, non ontologica  
Funzione culturale → Stabilizzare l’identità, fondare l’etica, costruire istituzioni verticali.  Funzione culturale → Leggere la complessità, progettare sistemi, abitare l’incertezza

IL PUNTO DI ROTTURA

Le due visioni non sono solo filosofie: sono due politiche dell’umano.

Soggetto AutodeterminatoSistema Emergente
cerca ordine produce norme difende identità pensa in termini di essenzacerca adattamento produce metodi valorizza relazioni pensa in termini di processi  

C

MAPPA OPERATIVA (per EMERGENZE o didattica)

Soggetto autodeterminatoSoggetto emergente
ONTOLOGIAEssenza, anima, spiritoProcesso, rete, sistema
COGNIZIONEInterna, mentaleIncarnata, situata, condivisa
LIBERTA’Autonomia interioreCo-emergenza relazionale
ETICANorma, dovereCura, adattamento
CORPOstrumentoCognizione estesa
ANIMALIdiscontinuitàContinuità evolutiva

D

LOGICA PROFONDA

Le due antropologie rispondono a due diversi problemi omeostatici:

  • Soggetto Autodeterminato → ridurre il caos del mondo creando un centro stabile (anima, spirito, identità).
  • Sistema Emergente → attraversare il caos del mondo diventando parte di un sistema più grande (corpo‑mondo, relazioni, ecologia).

Sono due strategie di sopravvivenza culturale.[4]

5

VERSIONE GENEALOGICA STORICA ESTESA

Due linee lunghe, due tradizioni antropologiche, due modelli di umano: stesse epoche, due modi di “fare l’umano”

                                             Soggetto AutodeterminatoSistema Emergente        

 SOGGETTO AUTODETERMINATO SOGGETTO SISTEMA EMERGENTE
Unità autonomaProcesso relazionale
GRECIA ANTICA  Platone, Aristotele Anima distinta dal corpo Razionalità superioreTeleologiaPRESOCRATICI E STOICI Eraclito Zenone Mondo come FlussoIndividuo parte di un ordine più grandeInterdipendenza cosmica  
CRISTIANESIMO  Agostino Tommaso Persona = valore assolutoAnima immortaleLibertà come donoRINASCIMENTO CRITICO Montaigne Uomo come animale tra gli animaliCritica dell’eccezionalismoConoscenza incarnata
UMANESIMO RINASCIMENTALE   Pico Ficino Dignitas hominisCentralità dell’individuo Uomo=MicrocosmoDARWIN ED EVOLUZIONISMO Darwin Continuità uomo–animali Mente come prodotto evolutivo  Adattamento come principio                                              
MODERNITA’  Cartesio Kant   Res cogitansAutonomia moraleSoggetto = CentroPRAGMATISMO e  FENOMENOLOGIA James Dewey Merlau-Ponty Mente come Azione Corpo come condizione della percezioneConoscenza come relazione 
IDEALISMO / ROMANTICISMO   Hegel Shelling Spirito come auto-sviluppoLibertà storicaIndividuo =momento AssolutoCIBERNETICA E SISTEMI  Bateson von Foerster Mente come sistema ecologicoFeed-back, autoorganizzazioneCognizione distribuita                   
LIBERALISMO / PERSONALISMO  Mill Mounier Individuo autonomoDiritti, responsabilitàIdentità personaleSCIENZE COGNITIVE 4E     Varela Thompson Clarck Embodied (incarnata)Embedded (situata) Enactive (azione)  Extended (strumenti, relazioni…)                
 . ECOLOGIA E COMPLESSITÀ (Morin, Ostrom) L’umano come nodo in reti socio‑ecologiche Identità come processo Libertà come co‑emergenza  
ESITO Unità autonomaValore intrinsecoSeparato dagli animaliLibertà come AutodeterminazioneIdentità come Proprietà PersonaleESITO  Processo relazionaleIdentità come reteContinuità col viventeCo-emergenza

LOGICA PROFONDA DELLA MAPPA

SOGGETTO AUTODETERMINATOSISTEMA EMERGENTE
UNITA’PROCESSO
CENTRORELAZIONE
SOSTANZAINCARNAZIONE
AUTONOMIASITUATIVITA’
INTERIORITA’CONITNUITA’ COL VIVENTE
DIFFERENZA DAGLI ANIMALICO-EMERGENZA
SOGGETTO COME PRINCIPIO E FINELA MENTE COME SISTEMA DISTRIBUITO

SINTESI FINALE

Le due genealogie non sono alternative morali: sono due infrastrutture cognitive che l’Occidente ha costruito per rispondere alla stessa domanda:

Che cos’è un essere umano?

  • La prima risponde: un centro. (un DATO)
  •  La seconda risponde: una rete. (un SISTEMA EMERGENTE

6

GENEALOGIA  di HOMO SAPIENS come SISTEMA EMERGENTE  : da ANIMAL  ad ANIMAL SYMBOLCUM

  •                                                                ANIMAL ANIMAL SYMBOLICUM
ANIMAL=  biologia, DNA, re-azioneANIMAL SYMBOLCUM = simboli, intenzioni, pro -azione
DNA programmi ereditatiINTENZIONI scopi, progetti, finalità
RE-AZIONE  stimolo = rispostaPRO-AZIONE anticipazione=> scelta
ADATTAMENTO . adeguato all’ambienteCORREZIONE:  modificare l’ambiente
NON SENSO   il mondo “è”SENSO il mondo “significa”
PROBLEM SOLVING risolvere ciò che accade in modo linearePROBLEM POSING decidere “cosa sta accadendo”
PERCEZIONI pattern sensorialiCODICI categorie simboli linguaggi
OMEOSTASI mantenere l’equilibrioPROGETTAZIONE creare nuovi equilibri
AMBIENTE COME DATO vincoloAMBIENTE COME COSTRUZIONE interpretazione
AZIONE IMMEDIATA  istinto, pulsione, S1AZIONE MEDIATA norme, ruoli, narrazioni

LOGICA PROFONDA DELLA MAPPA

ANIMALANIMAL SYMBOLCUM
Vive NEL mondoVive SUL mondo
Reagisceanticipa
Si adattacorregge
Non crea sensoCrea senso
Risolve problemi già datiDefinisce i problemi
Percepisce patternUsa codici, categorie, linguaggi
Non può cambiare il framePuò cambiare il frame
SISTEMA CHIUSO Input => rispostaSISTEMA APERTO Mondo=>Interpretazione=>scelta=> trasformazione
RISPONDE al REALECOSTRUISCE il “MONDO”
IrresponsabilitàResponsabilità

SUNTO DEL TESTO: “LA MAPPA NON È IL TERRITORIO”

1. Premessa: perché servono mappe

Il testo parte da una constatazione: oggi siamo immersi in idee, emozioni e segnali che non si compongono bene. La cultura non offre verità, ma mappe imperfette che ci permettono di orientare l’azione dentro la complessità. Le neuroscienze confermano che gli umani hanno bisogno di schemi, categorie, narrazioni per ridurre l’incertezza.

2. Due idee di cultura: umanistico-scientifica e antropologica

La parola “cultura” ha due genealogie:

Cultura umanistico-scientifica:

  1.  Archivio di contenuti
  1. Accumula conoscenze
  2. Forma l’individuo colto
  3. Logica enciclopedica
  4. Validità = verità, correttezza

Cultura antropologica

  1. Sistema di modelli condivisi
  1. Riduce complessità
  2. Coordina immaginari
  3. Logica strutturale
  4. Validità = coerenza interna

Funzione comune: creare mappe che stabilizzano il reale e permettono azione collettiva.

3. Continuità profonda: mito e teoria sono la stessa macchina

La modernità si percepisce “razionale” e definisce arcaica la cultura antropologica, ma il testo mostra che:

  • la modernità è una nuova mitologia
  • cambia il vocabolario, non la struttura
  • sia il mito sia la scienza sono narrazioni che stabilizzano il reale

4. Il modello cognitivo: FRAME e SCRIPT

Due dispositivi fondamentali della mente per passare dall’indeterminato degli stimoli percettivi random (Rumore) al determinato di una rappresentazione razionale (Logica):

  1. il FRAME (S2, lento)che congelando il flusso in un’immagine, permette concetti, definizioni, mappe, categorie, denominazioni. Insomma costruisce il finito
  2. lo SCRIPT (S1, rapido) che, collegando immagini nel tempo, produce narrazioni, rituali, copioni. È il vivente

Tutto ciò che chiamiamo cultura è una combinazione di frame + script.

5. La mappa dei sei quadranti

Il testo propone una mappa sistemica che attraversa tre livelli (biologico, cognitivo, semiotico) × due forme (frame/script). Ne emergono sei quadranti che vanno dalla percezione grezza alle narrazioni collettive, fino alle istituzioni simboliche.

6. Cultura e gioco: stessa logica

La cultura funziona come un gioco: crea mondi finiti, stabilisce regole e ruoli, riduce complessità e stabilizza comportamenti

La Differenzaè che la Cultura = Game (istituzione, norma) e il Gioco = Play (creatività, possibilità)

7. Due antropologie dell’umano

Due modi di definire “che cos’è l’uomo”:

A-Soggetto autodeterminato

  1. Anima, spirito, essenza
    1. Libertà interiore
      1. Identità stabile

Genealogia: Platone → Cristianesimo → Cartesio → Kant → Idealismo → Liberalismo

Funzione: creare ordine, norme, centri

B. Sistema emergente

  1. Mente incarnata, situata, relazionale
  1. Libertà come co-emergenza
  2. Identità come processo

Genealogia: Darwin → fenomenologia → Bateson → scienze cognitive 4E → ecologia

Funzione: adattamento, metodo, complessità

8. Homo sapiens: da ANIMAL a ANIMAL SYMBOLICUM

Due modalità di esistenza:

ANIMAL

  1. Reazione
  1. Istinto
  2. Pattern sensoriali
  3. Sistema chiuso
  4. Vive nel mondo

ANIMAL SYMBOLICUM

  1. Pro-azione
  1. Codici, categorie, linguaggi
  2. Progettazione
  3. Sistema aperto
  4. Vive sul mondo (costruisce senso)

9. La logica profonda del testo

Il testo mostra che:

  • la cultura è una tecnologia evolutiva per stabilizzare l’incertezza
  • le mappe sono costruzioni simboliche, non il reale
  • ogni cultura è una macchina di senso
  • l’umano è un animale che crea cornici per rendere abitabile ciò che non è biologicamente trattabile

 Sintesi finale (la mappa non è il territorio)

Il testo intero è una dimostrazione del principio di Korzybski:[5]

La mappa non è il territorio perché:

  • ogni cultura è una semplificazione del reale
  • ogni concetto è un frame che congela il flusso
  • ogni narrazione è uno script che orienta l’azione
  • ogni istituzione è un mondo finito dentro il mondo
  • ogni identità è una costruzione simbolica
  • ogni sapere è una tecnologia di riduzione della complessità

La cultura non descrive il mondo: lo rende trattabile


[1] Esempi quotidiani dalle cronache tragiche del mondo cosiddetto globalizzato: Democrazia? Progresso? Pace’ Dititti’ Leggi? Giustizia?

[2] Cultura moderna ↔ Cultura antropologica: la struttura comune

                   ┌──────────────────────────────────────────┐

                   │              FUNZIONE COMUNE                     │

                   │ Ridurre complessità • creare senso        │

                   │ coordinare immaginari • stabilizzare      │

                   └──────────────────────────────────────────┘

                                                │

                                               ▼

        ┌──────────────────────────────────────────────────────────────┐

        │                   TECNOLOGIE SIMBOLICHE                

        │ (entrambe producono modelli condivisi per agire nel mondo)                          │

        │                                                                                                                                         │

        │   ┌───────────────────────┬────────────────────────────────┐     │

        │   │ Cultura antropologica                      Cultura umanistico‑scientifica          │     │

        │   ├───────────────────────┼────────────────────────────────┤   │

        │   │ miti, riti, cosmologie                       concetti, teorie, metodi                       │   │

        │   │ narrazioni incarnate                      modelli astratti e replicabili                  │   │

        │   │ memoria orale                                  scrittura, stampa, laboratorio            │   │

        │   └───────────────────────┴────────────────────────────────┘     │

        └──────────────────────────────────────────────────────────────┘

                                                                  │

                                                                 ▼

        ┌──────────────────────────────────────────────────────────────┐

        │                     OPERAZIONI COMUNI                                                                             │

        │ (ciò che entrambe fanno, al di là dei linguaggi)                                                    │

        │                                                                                                                                         │

        │   classificare • ordinare • narrare • prevedere                                                      │

        │   creare ruoli • generare norme • costruire istituzioni                                         │

        │   trasformare l’esperienza in simboli                                                                       │

        └──────────────────────────────────────────────────────────────┘

                                                        │

                                                       ▼

        ┌──────────────────────────────────────────────────────────────┐

        │                     EFFETTI ANTROPOGENICI                                                                       │

        │   (come modificano l’umano e il mondo)                                                                 │

        │                                                                                                                                          │

        │   coordinamento sociale • identità collettive                                                          │

        │   stabilizzazione dell’incertezza                                                                                  │

        │   produzione di mondi condivisi                                                                                 │

        │   esternalizzazione della mente (archivi, riti, testi, dati)                                        │

        └──────────────────────────────────────────────────────────────┘

                                                       │

                                                      ▼

                   ┌──────────────────────────────────────────┐

                   │             CICLO EVOLUTIVO                                               │

                     nuove complessità → nuovi modelli                           │

                   │ nuovi modelli → nuove culture                                   │

                   └─────────────────

[3] Visioni, incontri,

[4] VERSIONE NARRATIVA — Le Due Tribù dell’Umano

(racconto mitico‑genealogico, adatto a EMERGENZE, didattica, attivazione)

Si racconta che, all’alba del pensiero, l’umanità si divise in due grandi tribù. Non per guerra, ma per due modi diversi di sentire il mondo.

La Tribù del Soggetto

Viveva in alto, sulle terrazze del cielo. Credeva che ogni essere umano custodisse un fuoco interiore, una scintilla che nessun animale possedeva. Lo chiamavano in molti modi: Anima, Spirito, Io, Libertà.

Per loro l’uomo era unità, centro, origine. Il corpo era un veicolo, la mente una luce, la vita una prova. Ogni gesto aveva un valore morale, ogni scelta era un atto di autodeterminazione.

La Tribù del Soggetto costruì templi, codici, leggi, scuole. Inventò la dignità, la responsabilità, la colpa, la salvezza. Il mondo era un teatro, e l’uomo l’attore principale.

Il loro motto era: “L’uomo è più di ciò che appare.”

La Tribù del Sistema

Viveva nelle valli, tra fiumi e foreste. Non cercava un centro nell’uomo, ma connessioni. Per loro la mente non era un faro, ma un campo di forze: corpo, ambiente, relazioni, storia.

Non parlavano di anima, ma di processi. Non di spirito, ma di emergenza. Non di libertà interiore, ma di adattamento reciproco.

La Tribù del Sistema osservava gli animali, le piante, i venti. Vedeva continuità, non separazione. Per loro l’umano era un nodo in una rete più grande.

Inventarono l’ecologia, la complessità, la cura, la co‑evoluzione. Il mondo non era un teatro, ma un ecosistema.

Il loro motto era: “L’uomo è più di ciò che controlla.”

L’Incontro

Le due tribù si incontrano ancora oggi, in ogni scuola, in ogni città, in ogni discussione. Una difende l’unità, l’altra la molteplicità. Una cerca l’essenza, l’altra il processo. Una vuole stabilità, l’altra vuole adattamento.

Non sono nemiche: sono due strategie di sopravvivenza culturale, due

[5] Alfred Korzybski (1933), fondatore della General Semantics, formula un principio che oggi è centrale in filosofia, scienze cognitive, antropologia, semiotica:

1. La realtà è troppo complessa per essere afferrata direttamente

Il mondo è un flusso continuo, caotico, sovrabbondante. Gli esseri umani non possono percepirlo “così com’è”.

2. La mente costruisce mappe

Per sopravvivere, il cervello seleziona, semplifica, astrae, codifica, narra.

Queste operazioni producono mappe: concetti, categorie, linguaggi, modelli, teorie, miti, istituzioni.

3. Le mappe non sono il territorio

Ogni mappa è parziale, costruita, situata, storica, funzionale a un bisogno.

Non descrive il mondo: lo rende trattabile.

4. Confondere la mappa con il territorio è pericoloso

Quando scambiamo le nostre categorie per la realtà diventiamo dogmatici, ignoriamo ciò che non rientra nello schema, confondiamo simboli con fatti, produciamo conflitti.

Questo principio è centrale nel testo prodotto. Il documento è, di fatto, una gigantesca applicazione del principio di Korzybski.Due citazioni che lo incarnano (come richiesto):«provare a disegnare delle mappe che ci aiutino a dare una veste alle parole che ci rimbalzano addosso» «La funzione è la stessa: creare mappe che permettono agli umani di muoversi in un mondo troppo complesso per essere affrontato biologicamente»

Il testo mostra che:

  1. la cultura è una tecnologia di mappatura,
  2. il frame è una mappa,
  3. lo script è una mappa temporale,
  4. il mito e la teoria sono mappe,
  5. il soggetto autodeterminato e il sistema emergente sono mappe,
  6. l’identità è una mappa,
  7. la modernità è una mappa che si crede territorio.

In altre parole: tutto ciò che chiamiamo “umano” è mappa, non territorio.

Pubblicato da bruno nasuti

rompe e riempe scatole semio antropo reuro sistemo filo eccetero logico filo filo filo

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